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Regali natalizi: ecco la guida di BANCOMAT® per fare acquisti in sicurezza.

Società e costume

Ultimo aggiornamento Martedì 16 Dicembre 2014 15:47


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Regali natalizi: ecco la guida di BANCOMAT® per fare acquisti in sicurezza.Dicembre, l'ultimo mese del 2014 è dedicato, come da tradizione, ai regali natalizi; i negozi sono pieni di persone che cercano il dono migliore per gli amici e le persone care.

In questo periodo dell'anno così frenetico fare gli acquisti può diventare complicato, i contrattempi sono dietro l'angolo, c'è chi preso dalla frenesia smarrisce il portafogli e c'è chi riceve il resto sbagliato ma la cosa più grave è il rischio sempre più frequente di trovarsi tra le mani denaro contraffatto.

Per questo motivo il Consorzio che gestisce i marchi BANCOMAT® e PagoBANCOMAT® consiglia di effettuare gli acquisti utilizzando una carta di pagamento, dimostrandone i vantaggi in termini di sicurezza e comodità; “smarrire il portafoglio vuol dire praticamente non avere alcuna possibilità di recuperare i contanti contenuti al suo interno” dichiara lo staff del Consorzio. “Al contrario, nel caso in cui si dovesse perdere la carta di pagamento sarà sufficiente una telefonata per bloccarla e scongiurare così il rischio di un uso fraudolento della stessa”.

A mostrare in maniera chiara ed immediata i vantaggi di utilizzare il circuito BANCOMAT® è un’infografica promossa dal Consorzio secondo il quale “risulta molto più comodo e conveniente effettuare pagamenti con la carta piuttosto che in contanti”. Utilizzare la carta per i pagamenti evita infatti gli inconvenienti evidenziati in precedenza..

L’infografica presenta, oltre ai dati relativi alle transazioni, anche un elenco dettagliato di consigli per effettuare gli acquisti in tutta sicurezza.

Tra i molti suggerimenti, viene suggerito ai consumatori di non conservare mai il PIN insieme alla carta o sul cellulare e di digitarlo solo dopo aver controllato l’importo del pagamento. Viene ricordato inoltre di portare sempre con sé il numero verde per il blocco della carta 800.822056 oppure quello comunicato dalla propria banca al momento dell’attivazione del conto.

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Mazda CX-7, l’apripista dei crossover più criticato di sempre

Informatica e Tecnologia

Mazda CX-7, l’apripista dei crossover più criticato di sempreMazda CX-7 è stata la prima nata del comparto SUV crossover della casa automobilistica giapponese. Come altri prodotti Mazda, la CX-7 è stato progettata per andare incontro a quegli automobilisti che desiderano fare un’esperienza di guida particolare. Quest’auto porta con sé la maggior parte degli elementi necessari che hanno reso così popolari i crossover, compresa la gestione carlike, la trazione integrale e una capacità di carico abbastanza adeguata.

La CX-7 è piaciuta da subito, anche se il suo motore di base a quattro cilindri era scarno in termini di risparmio energetico e carburante. Il nuovo motore turbo elimina il problema delle prestazioni, ma il consumo di carburante è nettamente maggiore rispetto a crossover più dotati. Proprio a causa di questi problemi e alla crescente concorrenza di crossover più performanti e completi, le vendite del crossover compatto Mazda sono diminuite costantemente. Come risultato, nel 2012 Mazda CX-7 poteva essere annoverato tra i crossover fuori produzione.

Nella prospettiva “auto usate”, l’agile Mazda CX-7 potrebbe rivelarsi una buona scelta per molti clienti. Acquisto facilitato dall’ampia scelta offerta da questo noto portale specialista in automobili, che offre la possibilità di avere un crossover di questo livello a prezzi molto più vantaggiosi rispetto ai suoi omologhi.

La versione più recente è stata offerta con cinque livelli di allestimento: iSv, iSport, iTouring, sTouring e sGrandTouring. I modelli “i” (fino al 2010) è equipaggiato con con motore da 161 CV. I modelli “s” vantavano invece un motore 2,3 turbo-4. ll motore da 2,5 è dotato di un automatico a cinque marce e un layout front-wheel-drive, mentre il turbo può contare su un automatico a sei velocità e con la possibilità di scegliere la trazione integrale come optional. In dotazione di serie, i cerchi da 17 pollici, il controllo di stabilità e un impianto stereo con lettore CD e presa audio ausiliaria.


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Regali di Natale: un italiano su tre, quest'anno, non li farà

Società e costume

Regali di Natale: un italiano su tre, quest'anno, non li farà Natale? Nello Stivale, è decisamente “con i tuoi”: l'antico proverbio popolare è ancora saldamente radicato nelle abitudini degli italiani che, al 77% scelgono di trascorrere questa festa con i propri cari (il restante 23% non esclude a priori questa possibilità, solo non la sente vincolante, imprescindibile).
I rossi di calendario natalizi saranno giorni dedicati al riposo (55%), da trascorrere con gli amici (24%). Ma se si potesse invitare un politico a casa, il più “desiderato” in assoluto è Obama (lo ospiterebbe volentieri il 22% degli uomini e il 38% delle donne), seguito a distanza da Renzi (preferito dal 27% di uomini e dal 21% di donne).
E' quanto emerge dalla ricerca realizzata a novembre 2014 da PromoQui.it, il primo servizio che - grazie al suo motore di ricerca – permette di accedere e consultare da web e da mobile tutte le offerte in forma di volantino, coupon o catalogo anche in prossimità del negozio. Per tutto dicembre 2014 sarà inoltre disponibile una speciale chiave-categoria di ricerca: “Natale”. Questa, spiega Constantin Wiethaus, amministratore delegato PromoQui, “consentirà di individuare ancora più rapidamente le promozioni, le iniziative e i prodotti speciali pensati dagli esercenti per questa ricorrenza”.

Il tempo del pensare...

A proposito di pacchi regalo, che le donne siano più previdenti non sorprende; il 32% ha già iniziato, sin da dopo le vacanze estive, a guardarsi intorno per trovare il dono giusto e/o l'acquisto più conveniente. Un altro 37% ha cominciato il mese scorso (novembre). Solo il 12% ci penserà a ridosso delle feste; il 19% ha deciso di non fare nulla.
Gli uomini? Ci ha già pensato solo il 18%; quasi un po' costretti dall'incalzare degli eventi, il 21% penserà ai regali nell'imminenza del Natale. Il 30% non farà alcun dono.

I destinatari dei regali, in ordine di preferenza
A chi si fanno i regali? Le donne, in primo luogo pensano ai figli (72%) e poi al partner (67%). Seguono i genitori (53%), i nipoti (51%), gli amici più cari (45%) e i fratelli (39%). Il 3% ha pianificato anche un pensiero per il proprio titolare/responsabile sul lavoro; il 10% comprerà qualcosa di speciale anche per i propri animali domestici.
Il primo pensiero degli uomini è invece rivolto alle loro compagne/fidanzate/mogli (73%), poi vengono i figli (66%), i nipoti (53%), i genitori (29%), gli amici importanti (26%) e i fratelli (25%). Il 13% lascerà un contributo alle associazioni di volontariato.

Dove si scelgono i doni
I regali verranno acquistati soprattutto on line dall'11% del campione maschile (e dal 6% delle donne); il 40% degli italiani approfitterà sia delle vetrine online che di quelle più tradizionali, scegliendo gli articoli direttamente in negozio o nei mercatini (uno su due, invece, non prende neanche in considerazione la possibilità di acquistare su internet, in questo caso).

Il budget (degli uomini e delle donne)
Tra chi ha già deciso che farà i regali, il 30% non ha ancora deciso quanto spendere; in generale comunque il budget femminile è più ridotto: nel 48% dei casi sarà di massimo 200 euro, nel 20% potrà arrivare fino a 500 euro e solo per il 3% fino a 1000 euro. Gli uomini che hanno pianificato una spesa massimo di 200 euro solo il 38%; il 26% ha messo in conto fino a 500 euro e un restante 6% dedicherà fino a 1000 euro.
Sostanzialmente il budget destinato ai regali è la stesso dell'anno scorso per il 60% del campione; il 40% lo ha ridotto.

I regali preferiti
Cosa vorrebbe ricevere una donna in regalo? Un viaggio (25%), abbigliamento (16%), a parimerito tecnologia per la casa (elettrodomestici, home theatre ecc) e per il tempo libero (smartphone, tablet; 11%) ma anche una bella dichiarazione d'amore (10%).
Nella lista maschile dei preferiti, il primo posto è rappresentato dalla tecnologia mobile (smartphone, tablet; 18%). Poi troviamo l'abbigliamento (gradito dal 15%), quindi i viaggi (14%) e a parimerito (9%) tecnologia domestica e, forse a sorpresa, una dichiarazione d'amore.

Il peggior “pacco” di Natale..
Un pensiero si prende per quel che è. Ma a prescindere, ecco un elenco di quelli che vengono considerati i peggiori regali ricevuti: un quadro di cera pressata, i calzini, un dopobarba senza marca, un'imitazione di vaso cinese, un presepe di plastica gommata, una penna non funzionante, un calendario, un copriwater in spugna, un frullatore, un candelabro, le lenzuola, accessori di pessimo gusto. Giusto per saperlo.

Il panettone... che fa Natale
E' tempo di dolci natalizi; il fatto che siano stati messi in vendita sin da ottobre non è piaciuto al 60% degli italiani che pensano sia più appropriata una proposta a partire da metà novembre (31%) o decisamente come una volta, a dicembre (57%).
In ogni caso, a Natale sarà ancora e sempre il panettone tradizionale a farla da padrone sulle tavole: raccoglie infatti il 42% dei consensi. Il pandoro “semplice” si ferma al 32%. I “farciti” sono apprezzati dal 20%. Uno su tre compra soprattutto quelli venduti con sconti promozionali.
Per quasi un italiano su 2 il panettone può diventare un vero e proprio regalo; per gli altri, è semmai un “pensiero” da condividere.

Spumante, purchè italiano
A tavola si beve italiano: il 53% preferisce lo spumante dolce, il 32% il brut. Solo il 5% porterà in tavola bottiglie straniere. I restanti, non amano il genere.

A Capodanno, avanza la scelta vegetariana/vegana
Il cenone di Capodanno sarà per il 68% sicuramente all'insegna di lenticchie e cotechino, come da tradizione. Ma si affaccia un 5% di italiani che sceglierà festeggiamenti più ecocentrici: sì alle lenticchie ma no a zamponi e cotechini, che stanno meglio “addosso” agli animali. Una scelta etica e di rispetto.

Prima della spesa, si controllano le offerte sui volantini...
E tra pranzi e cene importanti, la spesa diventa un momento strategico: il 79% del campione la fa dopo aver verificato su PromoQui le offerte proposte dai volantini, nei negozi più vicini. Solo il 10% non fa caso alle promozioni. Il 6% punta ai negozi del commercio equo-solidale e il 4% sceglie di fare la spesa alimentare prevalentemente nei negozi biologici o acquista i prodotti delle linee bio vendute nei supermercati.

Alla ricerca, promossa da PromoQui tra i suoi iscritti, hanno partecipato 1653 persone (68% donne, 32% uomini).


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La crisi economica e la condizione del lavoro giovanile, l'opportunità formativa

Economia e finanza

La crisi economica e la condizione del lavoro giovanile, l'opportunità formativa La crisi generale ed in particolare quella legata al mondo del lavoro giovanile è sempre più pesante e nel 2014 sono 710 mila i giovani senza occupazione con una crescita dello 0,3% rispetto all'anno precedente.

I numeri purtroppo sono impietosi ed il trend non sembra cambiare neanche per i primi mesi del prossimo anno. La congiuntura sfavorevole purtroppo non riguarda solo gli over 40 ma tocca direttamente la fascia giovanile 15-24 che attualmente vede un tasso di disoccupazione pari al 44,2% (fonte Istat). Per capirci si tratta del dato peggiore dal 1977 e si ipotizza un riallineamento probabile intorno al 2020.

Probabilmente è già in atto un'inversione di tendenza che vede una buona parte della popolazione in età 15-24 orientarsi verso situazioni professionali diverse rispetto a quanto abitualmente si prospettava nel passato. Spazio quindi ai corsi professionali con un accesso diretto al mondo del lavoro a scapito dei percorsi di studio di tipo accademico con l'incognita, a laurea conseguita, di doversi inventare o adattare ad un'occupazione diversa da quella per la quale si era studiato.
C'è da considerare inoltre che le disponibilità delle famiglie nel poter fornire assistenza ai propri figli negli studi universitari è drasticamente diminuita a seguito della diminuzione del potere di acquisto ed ai livelli salariali che nel tempo si sono progressivamente ridotti. In sostanza complice una serie di fattori , tutti comunque riconducibili alla situazione economica del Paese, si stà progressivamente affermando un diverso approccio al mondo del lavoro. Si torna a lavorare in età più bassa ed i profili professionali sono quelli che richiedono una formazione didattica più vicina al mondo del lavoro stesso.
Per questa ragione il ricorso ai percorsi didattici legati agli Istituti Scolastici di tipo Professionale ha ripreso vigore complice anche la ben nota qualità del servizio formativo offerto da questi Istituti.
Le regioni , sensibili al problema dei giovani legato all'accesso al mondo del lavoro, continuano a supportare questa tipologia di offerta formativa cercando, dove possibile, di aumentarne la qualità ed il numero dei servizi offerti.

Anche nel Veneto, una regione nella quale notoriamente il problema dell'accesso al mondo del lavoro non era particolarmente sentito, il ruolo assegnato agli Istituti Professionali è diventato prioritario ed ha permesso un contatto diretto fra la domanda e l'offerta di lavoro.
Molto spesso capita che i giovani, terminato il ciclo di studi, vengano contattati direttamente dalle aziende in cerca di nuovi profili con le competenze necessarie per lo svolgimento di determinate mansioni lavorative ed è anche piuttosto frequente che ad apprezzare questo know how tecnologico siano le aziende dei paesi nei quali i giovani emigrano in cerca di nuove opportunità. Sempre più spesso non sono infatti solo i candidati con competenze universitarie ad essere ricercate ma anche e più frequentemente maestranze necessarie per l'assolvimento di compiti lavorativi più tradizionali come ad esempio: idraulici, elettricisti, meccanici e falegnami.

L'auspicio è che la tendenza possa invertirsi e che finalmente il capitale umano rappresentato dalla gioventù del nostro Paese possa trovare la giusta collocazione all'interno dei nostri confini contribuendone, come si converrebbe, allo sviluppo e crescita.


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Personale fotografica di John B. Arnold. Una New York inedita e senza misteri

Cultura e spettacolo

Personale fotografica di John B. Arnold. Una New York inedita e senza misteriFoto inedite in bianco/nero e a colori su pellicola, stampate in proprio. La mostra di John B. Arnold rappresenta una fetta di vita quotidiana della New York degli anni '90. Le persone che si incontrano tutti i giorni sono i soggetti di questa raccolta di foto scattate tra il 1993 e il 1998. Nato e cresciuto a New York, l’artista immortala un periodo durante il quale la città era alla portata di tutti, prima del boom di Wall Street e della caduta delle Torri.

Biografia:
John B. Arnold nasce a New York City, in un ambiente di artisti. Il nonno compositore Hoagy Carmichael, al quale dobbiamo brani celebri in tutto il mondo come Stardust, Georgia on My Mind e Heart And Soul per citarne alcuni, insieme a sua madre modella e stilista, gli hanno conferito una solida base artistica, spingendolo verso le arti ad un'età precoce. John cresce principalmente come musicista e compositore nel mondo del jazz e della musica elettronica. A 21 anni compra la sua prima macchina fotografica e inizia un periodo di sperimentazione con il maestro Harrison Hurwitz, con cui lavorerà nel mondo della pubblicità e delle riviste di moda della “grande mela”. Partecipa in varie mostre fotografiche insieme ad altri artisti, sia nella sua città natale sia a Berlino, dove ha vissuto dal 2006 al 2009. Questa di Calcata è la sua prima “personale”.

La mostra sarà visitabile nel Palazzo Baronale del Parco Valle del Treja, a Calcata, da sabato 13 dicembre a domenica 28 dicembre, nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì ore 9-13; lunedì e giovedì anche 15-17; sabato 16-19; domenica 11-19. Ingresso libero.


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Autoriciclaggio Normativa

Economia e finanza

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Dicembre 2014 16:21

Autoriciclaggio Normativa Il 4 dicembre scorso è stato approvato dal Senato della Repubblica il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale”. Il provvedimento, oltre a prevedere l’istituto della collaborazione volontaria finalizzato a sollecitare il rientro di capitali illegalmente trasferiti oltre confine, introduce all'interno del codice penale italiano l'art. 648-ter.1 "Autoriciclaggio".

La nuova fattispecie incriminatrice prevede l'applicazione della "pena della reclusione da due a otto anni e della multa da euro 5.000 a euro 25.000 a chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce in attività̀ economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative il denaro, i beni o le altre utilità̀ provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza delittuosa". Nel caso in cui, invece, "i beni o le altre utilità̀ provengono dalla commissione di un delitto non colposo punito con la reclusione inferiore nel massimo a cinque anni" si applica la pena della reclusione da uno a quattro anni e la multa da 2.500 euro a 12,500 euro.

Acquisiscono dunque rilevanza penale, anche se poste in essere dall'autore del reato, le condotte di impiego, sostituzione e trasferimento in attività economiche, finanziarie imprenditoriali o speculative compiute sul denaro, i beni o le altre utilità tratte dalla commissione dello stesso, a patto che siano idonee ad "ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza delittuosa".

Sotto il profilo dell'elemento oggettivo del reato, assistiamo dunque alla mera duplicazione di quanto previsto e punito dagli artt. 648-bis e 648-ter c.p., ma, essendo il soggetto agente lo stesso autore del reato da cui sono stati tratti i frutti da sostituire, trasferire o impiegare, il legislatore sceglie di attribuirvi un disvalore inferiore, e di punirlo con sanzioni detentive ridotte rispetto a quelle poste a carico del terzo.


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