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Kayenna News. Cronaca, cultura, attualità.

Teatro Elicantropo di Napoli, Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij. Giovedì 2 aprile 2015

Cultura e spettacolo


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Massimo Masiello, Salvatore Veneruso, Chiara Mazza, Paolo Gentile, Alessandro Palladino, Roberta VentreSarà in scena da giovedì 2 aprile 2015 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 5) lo spettacolo Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij, consulenza storica e letteraria di Vincenzo De Falco, con Massimo Masiello, Salvatore Veneruso, Chiara Mazza, Paolo Gentile, Alessandro Palladino, Roberta Ventre e la partecipazione di Gabriella Cerino, per la regia di Peppe Celentano.
Delitto e castigo, pubblicato nel 1866, è, probabilmente, il romanzo più letto e conosciuto di Dostoevskij, e una delle opere letterarie più famose di tutti i tempi. È il primo dei grandi romanzi che resero celebre all'estero il nome dello scrittore e filosofo russo. Ancora oggi rimane il più noto e popolare, grazie forse all'immediata presa di una vicenda a sfondo poliziesco, che non rifugge dai grandi effetti.
Il romanzo è “abitato” di soli personaggi, intorno ai quali non vi è lo spazio: qualche scorcio di strada, qualche interno spettrale, qualche lembo di campagna appaiono appena come frammentarie visioni di sogno entro un unico travaglio di pensieri e di affetti. Forse, mai come qui, la segreta interiorità dell'uomo ha raggiunto una completa e disperata solitudine.
Al pari di Ivan Karamazov, il personaggio Raskolnikov tende, senza saperlo, a vivere intensamente la possibilità di una doppia vita: il senso eroico dell'esistenza gli si rivela solo nell'inconciliabilità dei suoi opposti, e, quanto più essi si compenetrano senza fondersi né risolversi, tanto più se ne inebria.
L’allestimento di Delitto e Castigo, presentato da Movimenti di Scena e Diana OR.I.S., porta in scena il viaggio di espiazione, dal delitto al castigo, di Raskolnikov, giovane di fervido intelletto e acuta sensibilità. Ossessionato da un astratto ideale di giustizia, secondo il quale un uomo superiore può arrogarsi il "diritto al delitto", progetta ed esegue l’omicidio di una vecchia usuraia, per cadere, poi, in uno stato di prostrazione e di delirio, in cui le immagini dell’uccisione convivono con il terrore di essere scoperto.
Giocato su uno spasmodico crescendo, lo spettacolo mette in primo piano la sfida dialettica tra l’investigatore, il poliziotto/giudice Porfirij, e il presunto assassino, Raskolnikov appunto.
Nell’insensatezza del duplice omicidio del protagonista non si può non pensare all’insensatezza del nostro attuale mondo, a una società che in nome di “una giusta causa”, sia legata alla fede sia legata a presunti valori democratici, si arroga il diritto di commettere delitti, stragi e guerre. Spesso è la società stessa che spinge l’uomo a commettere un delitto, per cui diviene indispensabile sforzarsi nel “comprendere” l’uomo.


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Galleria Toledo, TROIANE ISTRUZIONI PER L'USO - Con Sara Bertelà regia di Roberto tarasco

Cultura e spettacolo

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Marzo 2015 18:12


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Galleria Toledo, TROIANE ISTRUZIONI PER L'USO - Con Sara Bertelà regia di Roberto tarascoSenza dubbio il teatro italiano può riconoscere in Sara Bertelà una delle più efficaci figure femminili; è con la direzione di Roberto Tarasco che questa volta l’attrice si immerge nei panni delle quattro eroine delle Troiane di Euripide - Ecuba, Cassandra, Elena, Andromaca -realizzando per ciascuna di esse una pregevole  metamorfosi attoriale, a partire proprio dalle diverse specificità al femminile che esse rappresentano: in questo percorso l’ allestimento giunge a Henri Laborit, e al suo laboratorio scientifico. In ognuna delle donne che qui la Bertelà interpreta vi è un soggetto in prigionia, e ciascuna è osservata come cavia, esaminata nel comportamento, quasi una sorta di auto-analisi catartica, secondo i modelli della teoria biosistemica, dove il piano emotivo, determinato dallo stress del contesto ambientale, è ricondotto all’identità psico-biologica del soggetto.
A partire dalla radice organica, le quattro eroine inscenano in Troiane – Istruzioni per l’uso i distinti punti di vista della figura femminile, in un habitat non pacificato, dove gli archetipi della madre, della moglie, della figlia, e -non ultima- della donna sessuata/l’amante, ci riportano alla modernizzazione del senso della vita nella polis, la cui distruzione da parte degli Achei, in chiave moderna, può ricondurre all’immagine della crisi della cultura nell’odierna società occidentale. Tutte superdonne, attestano il crollo del mito del superuomo, ed esse stesse si manifestano come emblemi della condizione umana, sottendendo nel dolore e nel lutto, nel senso d’impotenza - vittime di violenze, di stupri, testimoni d’ infanticidi, di rovina - una critica implicita al deserto del sentimento. Le troiane, ieri come oggi, interpretano l’emblema della condizione umana, e del suo inarginabile disfacimento.
(Lavinia D’Elia)

"Quando in una situazione non potete fuggire, né lottare, né accettarla, vi inibite. Il significato biologico dell’inibizione é: meglio non agire, per non essere distrutti dall’aggressione. Ciò va bene se serve a salvare al momento la vostra pelle, la vostra struttura. Ma se non siete in grado di sottrarvi molto rapidamente, da questo stato di inibizione, di attesa in tensione, allora in quel momento comincia tutta la patologia”. (Henri Laborit, 1970)

Sara Bertelà in un susseguirsi di momenti drammatici, deduzioni, lezioni, ragionamenti e interferenze interpreta polifonicamente le Troiane. Come in un laboratorio scientifico le donne prigioniere sono chiuse come topi in gabbia: anche noi le possiamo osservare a distanza di duemila e cinquecento anni. Pensieri statici, comportamenti, emozioni vengono esaminati come modelli sperimentali. Le quattro protagoniste della tragedia sono dissezionate secondo le quattro categorie comportamentali elaborate da Henri Laborit, biologo, filosofo ed etologo francese. L’universo femminile viene ritratto con l’efficacia dell’archetipo nelle sue differenti declinazioni. Ognuna delle protagoniste trova il modo di reagire alla tremenda sventura che stanno subendo: Ecuba o della forza, con l’accettazione; Cassandra o della veggenza, con la lotta; Andromaca o della disperazione, con l’inibizione; Elena o della seduzione, con la fuga.
Euripide, colloca la tragedia, alla fine della guerra di Troia. E’ la mattina dopo la notte di sangue e urla. La città è in fiamme, le mura crollate, gli uomini inghiottiti dall’oscurità, tutti morti. I cadaveri restano insepolti nelle strade e sugli spalti, avvolti nelle fiamme e sotto i crolli. Priamo è un tronco senza testa abbandonato sulla spiaggia. Non c’è azione, tutto è già avvenuto.
Esaurito anche l’intervento degli dei che dopo aver annunciato la loro presenza nel prologo si allontaneranno senza fare più ritorno. Alle Troiane non è dato che esprimere il proprio dolore con lunghi e luttuosi lamenti, battendosi il petto. La scena è eccezionalmente statica e questa assenza di azione offre, sul piano drammaturgico, il corrispettivo alla mancanza di vita della città. Se l’Iliade è il monumento alla bellezza della guerra, le Troiane sono il controcanto femminile, un’ode alla compassione per i vinti.


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ESCE L’UOMO NERO, IL PRIMO ALBUM DI PIERGIORGIO FARAGLIA

Cultura e spettacolo


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ESCE L’UOMO NERO, IL PRIMO ALBUM DI PIERGIORGIO FARAGLIADecisamente rock, fortemente american style, elettrico “che sembra acustico” ma rigorosamente italiano. E’ il primo album di Piergiorgio Faraglia, L’UOMO NERO (autoprodotto), da oggi in tutti i digital store.

Un lavoro che arriva dopo trent’anni di musica, frutto di chilometri e chilometri percorsi come strumentista, produttore e anche fonico, respirando e imprimendo nel suo Dna artistico sonorità di personaggi come Ben Harper, Lou Reed, Ry Cooder e Pearl Jam.

Chitarrista poderoso e songwriter dall’anima scura, il cantautore romano riesce ad unire in un unico prezioso connubio, efficace e moderno, sonorità d’oltreoceano, testi di spessore e l’eleganza della canzone d’autore italiana.

Mixato da Mirko Cascio e prodotto da Piergiorgio Faraglia (in collaborazione con lo stesso Mirko Cascio e Saverio Capo),L’UOMO NERO vede la collaborazione di musicisti di grande esperienza: Saverio Capo al basso,  Lucrezio De Seta alla batteria e Armando Serafini alla chitarra acustica nei brani Avete visto mio fratelloAli di pane. Faraglia ha suonato chitarre acustiche (Baby Taylor, Yamaha Fg150 “comprata a Singapore 37 anni fa” e Guild D25), slide (Weissenborn Style 4 artigianale made in Sicilia by Musikalia) ed elettriche (Stratocaster artigianale Flame, made in Roma “più di vent'anni fa” e Gibson Les Paul Standard Gold Top del '69). L’amplificatore usato in studio è un Fender Bassman Blackface degli anni sessanta.

Si tratta, senza dubbio, di un album da ascoltare con le cuffie.

Il disco si compone di undici tracce ed è stato anticipato dalla versione elettrica della title track “L’uomo nero” che è presente nel disco in una versione del tutto rinnovata. Piergiorgio Faraglia con “L’uomo nero” ha ottenuto, nel 2014, numerosi riconoscimenti: vincitore assoluto (più premio per il miglior arrangiamento) del festival Botteghe D’Autore, migliore interprete al Premio Fabrizio De André e nomination per la Targa Tenco nella categoria “miglior canzone”.

Il nuovo lavoro discografico del cantautore romano è stato presentato in anteprima il 13 dicembre scorso negli spazi del mercatino della comunità Emmaus di Roma con il quale Faraglia collabora come volontario da due anni. Da qui l’idea di portare la propria musica in altre comunità italiane attraverso quello che ha voluto chiamare il Mannaggia alla miseria tourche partirà tra la primavera e l’estate.

Emmaus è un movimento internazionale fondato dall’Abbè Pierre, conta 16 strutture in Italia e 300 tra gruppi e comunità sparsi in circa 40 Paesi nel mondo. È impegnato nella lotta per lo sradicamento della miseria e per la realizzazione della dignità della Persona attraverso esperienze di accoglienza, di vita e di lavoro aperte a tutti, soprattutto a coloro che provengono da situazioni di disagio o di emarginazione.


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Roma: dal 26 marzo a Ponte Milvio tornano i "Cento pittori di via Margutta"

Cultura e spettacolo

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Marzo 2015 17:35


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Roma: dal 26 marzo a Ponte Milvio tornano i


Cento pittori via Margutta”: torna la storica mostra en plein air. Ma questa volta le tele e le sculture degli artisti più famosi della capitale saranno esposti dal 26 al 29 marzo nella prestigiosa e storica cornice di piazzale Ponte Milvio. Una novità dunque, anche se le modalità della mostra non cambia: per tre giorni, dalle 10 del mattino alle 22, verranno esposte più di 3mila opere a cui si potrà accedere gratuitamente e il pubblico potrà dialogare con gli artisti sulle ultime esperienze artistiche e sulle nuove tecniche compositive.

La manifestazione, patrocinata dal XV municipio, grazie ai celebri pennelli trasformerà perciò la piazza in un grande elegante salotto: “La nostra associazione” dice il presidente Alberto Vespaziani “da sempre promuove mostre itineranti e siamo davvero onorati che la prestigiosa piazza di Ponte Milvio ci ospiti. Per noi” aggiunge il presidente Vespaziani “è un ulteriore occasione, dopo via Margutta, per far conoscere la nostra arte”.




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ALLARME DROGA SHABOO, DJ ANICETO LANCIA APPELLO AI GENITORI

Cronaca e attualità

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Marzo 2015 17:30


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ALLARME DROGA SHABOO, DJ ANICETO LANCIA APPELLO AI GENITORI "Genitori, fate attenzione, la pericolosissima droga denominata Shaboo è un nemico per i vostri figli molto più vicino di quanto crediate" - Questo l'appello contro l'allarmante diffusione dello Shaboo, droga mortale a base di metanfetamine, che è penetrata nel mondo giovanile e nelle discoteche fatto dal Dj Aniceto, uno dei dj piu' impegnati nel sociale, membro della Consulta per la politiche antidroga a Palazzo Chigi e testimonial dei sani valori in tv anche per Piero Chiambretti .

"Lo shaboo ha un prezzo relativamente basso, garantisce un effetto stimolante, toglie la sensazione di affaticamento e lo sballo dura anche 16 ore ma oltre ad avere effetti pericolosissimi sui nostri organi vitali, distrugge il volto: gli effetti sulla pelle dopo l’inalazione dei vapori sono immediati e devastanti, il viso diventa frastagliato, come se fosse stato corroso da un acido potente" - ha affermato Aniceto che in questi giorni sta attuando una campagna informativa contro la sua diffusione attraverso i suoi canali social come Facebook e Twitter. -

"Carissimi mamma e papa' di figli adolescenti e' giusto che siate informati perche' in questo momento storico é molto facile, e quasi un gioco, per molti giovani passare dall'alcol, alle droghe leggere a quelle pesanti. Quasi non ci fanno caso. Il devastante fenomeno dello sballo e' diventato abitudine, routine  e preoccupante 'cultura'." - Conclude Dj Aniceto - "i giovani di oggi possono essere salvati solo dal dialogo. Devono sentirsi rispettati ed ascoltati, soprattutto in famiglia. Tenete sempre alta l'attenzione: tutti i ragazzi passano dei periodi di ribellione e l'atteggiamento un po' rude e scostante può essere confuso come una fase adolescenziale."


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L’auditel premia Anthony Peth e il suo “Made in Italy in the world”.

Cultura e spettacolo

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Marzo 2015 17:29


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Anthony Peth


Boom di ascolti per la prima puntata della nuova trasmissione "Made in Italy in the world" su Canale Italia. Ben 985.000 spettatori con il 4,4% di share. Protagonista della puntata il giovanissimo ambasciatore Anthony Peth che in ogni puntata, tra ambasciatori, consoli e gente locale esalta le eccellenze culinarie nostrane nel mondo. Un appuntamento imperdibile in onda tutti i giovedì alle 20,30 su Canale Italia numero 83 del digitale. Prossime tappe Dubai, New York e Cina.


L’auditel premia Anthony Peth e il suo “Made in Italy in the world”.









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sabato 21 marzo la 12ª edizione di Tuttinscena.Premio al Merito Giovani Talenti per l'Arte della Danza in omaggio a Lola D’Arienzo

Cultura e spettacolo


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sabato 21 marzo la 12ª edizione di Tuttinscena.Premio al Merito Giovani Talenti per l'Arte della Danza  in omaggio a Lola D’ArienzoTalenti campani s’incontrano per danzare. Giovani ballerini “scovati” tra le numerose scuole ed accademie della Campania, nei quali l’occhio esperto di una commissione esigente ha visto una luce diversa, sono pronti a calcare insieme la scena per testimoniare come quei passi, oltre ad essere sinonimo di rigore e disciplina, custodiscano anche un meraviglioso messaggio di solidarietà e speranza da infondere a chi, un tempo libellula, oggi è costretta a tradurre le sue emozioni con un battito di ciglia.

Tutto pronto per la XII edizione “Tuttinscena” -  Premio al Merito Giovani Talenti per l'Arte della Danza, evento coreutico unico nel suo genere, realizzato con il patrocinio del Comune di Salerno, in programma sabato sera, 21 marzo alle 21, al Teatro Verdi di Salerno che, per il secondo anno consecutivo, si inchina di fronte alla forza, alla tenacia diLolita D’Arienzo, Lola, un tempo ballerina e insegnante di danza, da 15 anni costretta a letto dalla SLA, sclerosi laterale amiotrofica. Lei, che ostinatamente e con orgoglio continua a “battere” libri, a “dirigere” famiglia e scuola di danza a Cava dei Tirreni, ha già confermato la sua presenza: assisterà dietro le quinte e non è detto che non compaia a fine serata per un saluto.

«Omaggiare Lola ci è sembrato doveroso – spiega il direttore artistico dell’evento Luigi Ferrone – la sua forza d’animo, il suo non arrendersi credo sia l’insegnamento più importante e bello che si possa dare a questi ragazzi. Giovani, giovanissimi che aspirano ai grandi teatri con l’ingenuità che è propria dei loro anni. Nei mesi di progetto spieghiamo loro che il raggiungimento di questi obiettivi non è certo cosa facile, specie oggi, che lo spettacolo in generale non vive un buon momento. Ma i sogni sono sogni e questi ragazzi devono auspicare al meglio. Ci auguriamo che la storia di questa donna e artista costretta ma non sconfitta da una delle malattie più invadenti, che paralizza lentamente il corpo mentre la mente assiste impotente allo spettacolo, li aiuti a perseverare sempre e comunque».

Anche quest’anno saranno tantissimi i partecipanti: oltre 100 le giovani promesse delle danza, tutte in rappresentanza di Salerno e la Campania intera. In cabina regia quattro illustri professionisti: Irma Cardano, coreografa internazionale di danza contemporanea, reduce dal successo in America delle “sue” Stagioni di Vivaldi, Kristian Celli, Premio Ballerino d’Argento nel 2004, anche lui “costretto” ad espatriare (nel suo caso in Canada) per essere apprezzato ed applaudito da pubblico e critica; Mario (Bobo) Nocera, coreografo di numerosi rapper e artisti italiani, e Giada Ciampi, direttrice del Centro Danza Artefact di Montecatini che si è occupata dei talenti più piccoli. Chicca della XII edizione sarà l’omaggio a Mario Pistoni, il coreografo, scomparso oltre 20 anni fa, che al balletto italiano diede una scossa di novità. Per molti anni primo ballerino e poi etoile della Scala, Pistoni e' stato uno dei migliori ballerini italiani e uno dei nostri coreografi più attenti e aggiornati degli anni della rinascita del balletto in Italia. Di solida preparazione classica ma al tempo stesso aperto ai suggerimenti della musica contemporanea e ai colori e ai ritmi americani, creò titoli importanti per Carla Fracci e Luciana Savignano, si dedicò alla coreografia con successo già negli anni 60. Il suo più grande successo fu "La strada" (1966) ispirato al film di Fellini con le musiche di Rota; eseguito un' infinità di volte e portato al successo dalla Fracci, un estratto del balletto sarà proposto in occasione di Tuttinscena nella rilettura del nipote Guido Pistoni, già primo ballerino per il Teatro dell'Opera.

Gli ospiti d’onore. siederanno in prima fila Alessandra Panzavolta e Anna Razzi, rispettivamente direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola del Teatro San Carlo di Napoli; tornano anche Michele Villanova primo ballerino del Teatro Alla Scala di Milano, e Laura Comi a capo della Scuola di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, professionisti che in passato hanno piacevolmente prestato la propria competenza al premio accettando l’invito di collaborare fattivamente al progetto. In scena solisti e primi ballerini del Massimo Partenopeo: Edmondo Tucci Sara Sancamillo eseguiranno un passo a due accompagnati dal maestro Lello Mallardo; Claudia Bevivino, Annalisa Casillo, Luisa Vallozzi e Francesca Riccardi (del Teatro di Bucarest) danzeranno “Gerswin”; Danilo de Martino e Flavio Ferruzzi si esibiranno in un sorprendente tango (al maschile); l’etoile Corona Paoneriempirà da sola la scena con un momento di danza pura ed infine Alessandro Macario e la sua compagna sulla scena e nella vita, Anbeta Toromani, interpreteranno una suite della “Carmen”.

Il Premio quest’anno andrà a Vincenzo Macario: ballerino ed organizzatore di eventi di rilevanza internazionale nel mondo della danza, nella sua professione riesce a darsi al cento per cento con impegno e passione. “Amo mettere un po’ di mio e poter dire di aver avuto il piacere di far qualcosa per quel talento” – ha di recente dichiarato. Parole che sembrano sposare in pieno l’anima di Tuttinscena.

Alla giornalista Laura Valente, esperta di danza nonché  membro dell'International Dance Council dell'Unesco, il ruolo di presentatrice.

INFO UTILI Lo spettacolo andrà in scena alle 21; l’ingresso è ad invito. Per informazioni 089 662141


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GiveBack! - puntata del 18 marzo

Scienze e Ambiente

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Marzo 2015 18:08


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Giveback il podcast del 18 marzo

A Giveback si parla del Petrolio in Basilicata con il Prof. Enzo Alliegro, Antropologo Università Federico II di Napoli e autore di Totem Nero, petrolio, sviluppo e conflitto in Basilicata Dr. Giambattista Mele, medico, fondatore nel 2008 dell'Associazione "Laboratorio per Viggiano", membro di ISDE-Medici per l'Ambiente - sezione Basilicata Mimmo Nardozza, giornalista e autore del docuvideo Mal d'Agri

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GiveBack! E’ il momento di sostenere il Pianeta.

Programma live dedicato alle buone pratiche di salvaguardia del Pianeta. Il titolo è un invito a prestare attenzione ai temi ambientali anche in un momento di crisi come questo, ricordandosi di quanto le risorse del Pianeta abbiano contribuito al nostro benessere. Ogni settimana esperti, studenti e docenti si confrontano su un tema specifico, lanciando il loro GiveBack!

Autore e curatore: Beatrice Benocci
Redazione: Carolina Trotta, Arianna Casaburi, Ludovica Ferraro, Sara Inverso, Roberto Altavilla

il programma è realizzato da unis@und web radio dell'università di Salerno

Unisound webradio Salerno

Live: il mercoledì alle ore 11.00
Replica: il venerdì alle 15.00
podcast: iunisa.unisa.it

Petrolio in Basilicata con
Prof. Enzo Alliegro, Antropologo Università Federico II di Napoli e autore di Totem Nero, petrolio, sviluppo e conflitto in Basilicata
Dr. Giambattista Mele, medico, fondatore nel 2008 dell'Associazione "Laboratorio per Viggiano", membro di ISDE-Medici per l'Ambiente - sezione Basilicata
Mimmo Nardozza, giornalista e autore del docuvideo Mal d'Agri

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Mercoledì 18 marzo 2015, Teatro Nuovo di Napoli Ambra Angiolini in La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni

Cultura e spettacolo


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Mercoledì 18 marzo 2015, Teatro Nuovo di Napoli Ambra Angiolini in La misteriosa scomparsa di W di Stefano BenniDopo i consensi di critica e pubblico ottenuti nella passata stagione, Ambra Angiolini torna a “vestire” i panni della signorina V, la creatura immaginata per lei dalla scrittura fantastica e tagliente di Stefano Benni, ne La misteriosa scomparsa di W, in scena da mercoledì 18 marzo 2015 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 22) al Teatro Nuovo di Napoli.

Presentato dal Teatro dell’Archivolto, lo spettacolo, per la regia di Giorgio Gallione, si avvale delle scene di Guido Fiorato, le luci di Aldo Mantovani e le musiche di Paolo Silvestri, che contribuiscono a creare l'atmosfera di un mondo sospeso tra realtà e fantasia.

"V" è il nome della problematica donna protagonista dello spettacolo: un nome criptico ma neppure tanto, perché "V" è alla ricerca di "W", ossia del suo completamento. Una donna incompiuta, quindi, insoddisfatta e tormentata, che sul palco si racconta, mostrando una vita variopinta e accidentata, a tratti improbabile e immaginifica, in cui il suo cammino si è sempre fermato a un passo dalla felicità, deragliando costantemente verso la sofferenza.

C'è di tutto nel percorso di questa ragazza: il disincanto verso la realtà e gli uomini che la popolano, disincanto che compare già poche ore dopo esser stata messa al mondo, gli psicofarmaci come sostegno e come prigione, amicizie e amori che finiscono in maniera traumatica, ma anche il confronto, fra sarcasmo e paradosso, con i grandi temi sociali, dal razzismo alla guerra.

"Come regista – spiega Giorgio Gallione – ho sempre desiderato parlare di contemporaneità in modo comico, ma preferendo un linguaggio alto, che esulasse dal semplice sketch. Stefano Benni con i suoi libri mi è apparso proprio come il prototipo di queste qualità. V è una donna giovane, una figura tragicomica che offre al pubblico una lunga confessione, e Ambra riesce ad interpretarla con grande naturalezza e profonda sincerità".

Per la prima volta sola in palcoscenico, Ambra Angiolini fa rivivere le lotte di una donna fragile ma combattiva, determinata a ritrovare il suo "tutto", in un'atmosfera completamente bianca, quasi irreale.

Il testo di Stefano Benni riesce a trasformare l'angoscia di un dramma interiore in una risata liberatoria, in cui, però, la donna s’interroga, con dolore e paradossi, sul senso d'incompletezza che percepisce, e sulla sua vita che continua, nonostante tutto, a "perdere pezzi".


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Eccezionali ritrovamenti archeologici nel Parco del Treja

Paese che vai...

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Marzo 2015 19:49


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Eccezionali ritrovamenti archeologici nel Parco del TrejaDal 1985, anno in cui fu scoperto il santuario suburbano di Monte Li Santi-Le Rote, situato su un’ansa del fiume Treja in località Narce, nel territorio di Mazzano Romano, la Soprintendenza ha dato vita a delle indagini archeologiche che sono state condotte fino al 2004.

Il Parco regionale Valle del Treja nel 2014 per quest’area ha promosso e finanziato dei lavori di riqualificazione finalizzati anche alla realizzazione di una nuova copertura per la zona del santuario. Durante i sondaggi preventivi per la realizzazione della copertura, sono tornate alla luce più di 300 maschere dipinte, teste in terracotta offerte alle divinità del santuario e una sorprendente serie di chiavi e spiedi in ferro. Gli eccezionali ritrovamenti, grazie alla disponibilità della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, sono stati depositati presso il laboratorio del Museo Civico Archeologico-Virtuale di Narce (MAVNA) a Mazzano.

Con il contributo dell’American Institute of Archaeology, tra novembre e febbraio, nove giovani allievi dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro hanno restaurato le antiche superfici e gli spettacolari colori dei manufatti rinvenuti. Questi ritrovamenti contribuiscono al racconto dei “tempi del rito”, quell’insieme di momenti rituali, celebrati dagli antichi fedeli nell’area del santuario, spesso durante grandi cerimonie collettive.  Nasce così, dopo soli cinque mesi dall’inizio dello scavo, una grande mostra.

La mostra sarà inaugurata sabato 14 marzo alle ore 17 al Museo Civico Archeologico di Mazzano. Rimarrà aperta fino al 30 giugno con i seguenti orari: venerdì, sabato e domenica dalle 9,00 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 19,00.


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Il Governo blocca l'innovazione fermando il passaggio alla fibra ottica

Informatica e Tecnologia


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Il Governo blocca l'innovazione fermando il passaggio alla fibra ottica Nonostante l’Italia navighi in internet più lentamente della Namibia il governo, per salvare il capitale di Telecom, ha deciso di cancellare l’unica misura che avrebbe aiutato il nostro Paese a colmare il divario nei confronti del resto del mondo. E pensare che, questa volta, ci avevamo creduto davvero. Il progetto di spingere il passaggio alla fibra sembrava davvero serio.

Invece, in perfetto stile Italiano, tutto va in fumo in pochi secondi. Il governo fa dietro-front e cancella dall’agenda digitale il passaggio alla fibra attraverso l’intervento pubblico, dando come motivazione le solite inutili scuse inventate, a partire da quella ai limiti del ridicolo che distingue “banda larga” e “banda ultra larga”. Un gioco di parole mediatico che vorrebbe spacciare l’Adsl a 30 Mb come una connessione ottima e la fibra come un “prodotto di super lusso”. Questo ha permesso al ministro Federica Guidi di dichiarare con sicurezza: “lasciamo al mercato e agli operatori la scelta della tecnologia più efficiente”.

L’Adsl è una tecnologia vecchia e inadeguata, che penalizza gli utenti soprattutto in fase di upload (l’invio di dati verso la rete) impedendo di utilizzare Internet in maniera adeguata ai tempi. A spiegarlo al ministro potrebbero essere per esempio le aziende che nell’evoluta Lombardia si trovano ad affrontare tempi biblici (un giorno o più) per la trasmissione di dati che con la fibra potrebbero essere inviati nel giro di un’ora scarsa. Dubito però ministri ed il loro staff abbiano bisogno di spiegazioni in merito. È solo che quando si tratta di scegliere tra l’innovazione del paese e gli interessi finanziari, curiosamente finiscono sempre per scegliere i secondi.

Risultato, 60 milioni di italiani possono continuare a impiccarsi al doppino di rame, mentre la fibra e’ e resterà un privilegio per pochi fortunati.


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GEC 2015: a Milano un'occasione da non perdere per imprese, startup e istituzioni

Economia e finanza


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GEC 2015: a Milano un'occasione da non perdere per imprese, startup e istituzioni Ancora pochi giorni e Milano sarà al centro dell'imprenditoria internazionale. Dal 16 al 19 marzo, infatti, la città meneghina ospiterà il Global Entrepreneurship Congress, evento organizzato dalla Kauffman Foundation che ha come obiettivo quello di “celebrare l'imprenditorialità, costruire una community e dare una spinta alla creazione di un ecosistema globale”.

Le parole – come riporta il magazine Energie Sensibili – sono di Jonathan Ortmans, senior fellow della Kauffman Foundation, che ha aggiunto “L'idea di connettere diverse comunità di startup ed ecosistemi imprenditoriali è il miglior modo per imparare.”

L'evento, scrive il magazine, sarà un'occasione che aziende, startup e istituzioni potranno sfruttare per entrare a far parte di un sistema imprenditoriale innovativo. Parteciperanno, tra gli altri, i ministri italiani Federica Guidi e Stefania Giannini. Interessanti le iniziative previste: tra queste, particolare attenzione sarà data al primo SME Ministerial e al progetto H-Ack School. Quest'ultimo affronterà il tema del futuro delle scuole in ottica di innovazione.


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