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Kayenna News. Cronaca, cultura, attualità.

La nebbia a gl’irti colli

Racconti

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Marzo 2015 12:01


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La nebbia a gl’irti colli


In certe mattinate d’inverno Calcata sembra galleggiare tra le nebbie del fiume Treja. È inutile cercare di guardare i dettagli. È meglio fermarsi, chiudere gli occhi e respirare il sapore pungente dell’aria umida che sale dalla valle. Anche se non si vede quasi niente, non ci si sente soli!

La nebbia vaga sfuggente nei pendii delle forre e confusi tra cielo e terra, nel baluginio di qualche timido raggio di sole, si intuiscono i profili dei tetti delle case, si percepisce odore di legna dai comignoli. Più in alto, le creste indistinte delle cime degli alberi appaiono in un neutro color indaco. In basso, sotto un velo nebbioso ancora più denso, si sente l’ansito del fiume. Sopra il fiume una mano di gigante ha tratteggiato il corso dell’acqua, con una pennellata di vapore: la nebbia rispecchia sospesa l’alveo del Treja.

I vecchi del luogo dicono scherzando che per piacerti, in un posto così ci devi essere nato. Ma forse non è vero. Devi amare il senso di mistero e un po’ perturbante dell’ignoto, o più semplicemente ti devi adattare all’imprevedibilità del futuro, di cui la nebbia è metafora. Sei ripagato dall’incanto fiabesco, fantastico, di un luogo senza tempo in cui forse tutto può apparire, basta raggiungere la prossima curva del sentiero; non c’è nessuna fretta.








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Jobs Act: Il Contratto a Tutele Crescenti

Cronaca e attualità

Jobs Act: Il Contratto a Tutele Crescenti Si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 183/2014 (c.d. Jobs Act) che comprende anche le norme sul nuovo contratto lavorativo a tutele crescenti.

Cos’è e a chi si applica il Contratto a Tutele Crescenti

E’ un contratto a tempo indeterminato che si differenzia da quello precedente per quanto riguarda i licenziamenti e che prevede degli incentivi contributivi (fino a 8.060,00 € all’anno) per i primi tre anni.

Il reintegro sarà previsto solo per alcuni casi limitati, per tutti gli altri motivi di licenziamento, invece, sarà previsto un risarcimento economico che aumenterà a seconda dell’anzianità lavorativa (da qui il nome del contratto).

La nuova disciplina in materia di contratto a tutele crescenti si applica ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dal 1° marzo 2015, cioè dalla data di entrata in vigore del decreto attuativo.

Il decreto si riferisce anche ai casi di conversione di contratto a tempo determinato o di apprendistato in contratto a tempo indeterminato, che avvengono successivamente all’entrata in vigore. Vediamo ora cosa è previsto per i licenziamenti illegittimi e ingiustificati.

Licenziamento illegittimo

Esistono tre casi di illegittimità del licenziamento:

se è considetato discriminatorio;

se è riconducibile a casi di nullità previsti dalla legge;

se è inefficace, poichè dichiarato in forma orale.

Se un giudice reputa che un licenziamento sia illegittimo, può intimare al datore di lavoro il reintegro del lavoratore e la corresponsione di un’indennità sulla base dell’ultima retribuzione, calcolata dal giorno del licenziamento fino al giorno dell’effettiva reintegrazione, con un minimo di 5 mensilità. Su questo periodo così calcolato, il datore dovrà anche versare i contributi previsti.

In alternativa al reintegro il lavoratore può chiedere, oltre all’indennità obbligatoria appena descritta, un’ulteriore indennità sulla base dell’ultima rettribuzione, pari a quindici mensilità, sulla quale però non verranno calcolati anche i contributi.

Licenziamento ingiustificato

Questo è il tipo di licenziamento che ha subito la maggiore trasformazione con l’introduzione del contratto a tutele crescenti.

Se il dipendente viene licenziato per un giustificato motivo oggettivo ingiustificato (ad esempio una crisi economica che prevede riduzione del personale, ma quel lavoratore poteva essere impiegato in un’altra mansione senza bisogno di licenziarlo) non ci sarà più il reintegro del lavoratore, come era previsto dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Il datore di lavoro dovrà pagare un risarcimento sulla base dell’ultima retribuzione, pari a due mensilità per ogni anno lavorativo in azienda:

con un minimo di due mensilità e un massimo di sei, per le piccole aziende e un minimo di quattro mensilità e un massimo di diciotto, per le grandi aziende.


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IN LIBRERIA “MI PUOI LEGGERE FINO A TARDI” DI ENRICO DEREGIBUS: FRANCESCO DE GREGORI COME NON È MAI STATO RACCONTATO

Cultura e spettacolo

IN LIBRERIA “MI PUOI LEGGERE FINO A TARDI” DI ENRICO DEREGIBUS: FRANCESCO DE GREGORI COME NON È MAI STATO RACCONTATODall'adolescenza negli anni 60 ai concerti nei localini romani, da Alice alle tante canzoni inedite; dallo storico exploit di “Rimmel” alle contestazioni a metà degli anni 70 (per la prima volta descritte in modo esaustivo), dalla leggendaria tournée con Lucio Dalla nel '79 all'enorme successo de La donna cannone: Francesco De Gregori come non è mai stato raccontato.
È in libreria “Francesco De Gregori. Mi puoi leggere fino a tardi” di Enrico Deregibus (Giunti editore). Una narrazione incalzante e ricca di aneddotica, anche grazie a migliaia di dichiarazioni dell'artista romano. 352 pagine, ogni anno un capitolo, quasi 1500 documenti consultati e citati, moltissime testimonianze inedite su di lui. Un ritratto per molti versi inatteso di uno dei maggiori artisti italiani, che sfata molti luoghi comuni su di lui.
Francesco De Gregori in occasione della prima edizione del libro ha dichiarato: “L'ho letto con molta curiosità. È un libro scritto molto bene, fatto con il rigore dello storico. L'autore ha costruito un controcanto fra quella che è la mia storia personale e gli avvenimenti storici paralleli: una bella idea”.
Ma è una storia affascinante anche per chi non ama De Gregori: Baglioni, Battiato, Battisti, Califano, Celentano, Ciampi, Cocciante, Paolo Conte, Dalla, Daniele, De André, Donà, Fellini, Fiorello, Fossati, Gaetano, Graziani, Jannacci, Jovanotti, Leali, Ligabue, Luci della centrale elettrica, Mannoia, Marini, Mia Martini, Morandi, Nomadi, Piovani, Patty Pravo, Ramazzotti, Ron, Vasco Rossi, Sparagna, Van De Sfroos, Vecchioni, Venditti, Checco Zalone, Zucchero. Sono alcuni degli artisti che De Gregori ha incrociato in tutti questi anni e che sono veri coprotagonisti di questo libro.
Il volume è la riedizione della biografia di Deregibus pubblicata nel 2003, un successo editoriale che ora torna completamente rivisto e arricchito. Ed aggiornato agli ultimi dodici anni, fitti di avvenimenti, dischi, collaborazioni: il rock, la dimensione live sempre più centrale, il cambiare continuamente per rimanere se stesso. È il primo di due libri di Deregibus che analizzano il percorso di De Gregori. Il secondo, in preparazione, racconterà canzone per canzone tutto il repertorio del cantautore romano.

Enrico Deregibus è giornalista e operatore culturale, si occupa principalmente di musica italiana. È consulente del Mei e del Club Tenco, per il quale è anche responsabile dell'ufficio stampa, collabora con il festival “Collisioni” e con molte altre rassegne come il Premio Bindi. Ha curato il progetto “La leva cantautorale degli anni zero”. Come giornalista, ha scritto e scrive per varie testate. In campo editoriale, per Giunti ha realizzato la prima edizione di questa biografia nel 2003 ed il "Dizionario completo della canzone italiana" nel 2006. Con Enrico de Angelis e Sergio S. Sacchi nel 2007 ha curato “Luigi Tenco. Il mio posto nel mondo” (BUR). Ha inoltre pubblicato nel 2013 “Chi se ne frega della musica?” (NdA Press), una raccolta di suoi scritti.


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GiveBack! - puntata del 25 febbraio

Scienze e Ambiente

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Febbraio 2015 15:41

GiveBack! - puntata del 25 febbraio

Ecco il podcast del GiveBack! di oggi. Possiamo vivere senza plastica? Dal computer al pile, dalle protesi mediche ai contenitori per alimenti siamo immersi nella plastica. Ne abbiamo parliamo con Rossella Nobile e Loredana Incarnato, docenti Unisa. Libera con Marcello Ravveduto.

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GiveBack! E’ il momento di sostenere il Pianeta.

Programma live dedicato alle buone pratiche di salvaguardia del Pianeta. Il titolo è un invito a prestare attenzione ai temi ambientali anche in un momento di crisi come questo, ricordandosi di quanto le risorse del Pianeta abbiano contribuito al nostro benessere. Ogni settimana esperti, studenti e docenti si confrontano su un tema specifico, lanciando il loro GiveBack!

Autore e curatore: Beatrice Benocci
Redazione: Carolina Trotta, Arianna Casaburi, Ludovica Ferraro, Sara Inverso, Roberto Altavilla

il programma è realizzato da unis@und web radio dell'università di Salerno

Unisound webradio Salerno

Live: il mercoledì alle ore 11.00
Replica: il venerdì alle 15.00
podcast: iunisa.unisa.it


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Théâtre du Centaure e Compagnia Ghislain Rousel presentano LA PARURE_ regia di Stéphane Ghislain Roussel_ con Ludmilla Klejniak_dal 25 al 28 febbraio 2015

Cronaca e attualità

Théâtre du Centaure e Compagnia Ghislain Rousel presentano LA PARURE_ regia di Stéphane Ghislain Roussel_ con Ludmilla Klejniak_dal 25 al 28 febbraio 2015La compagnia lussemburghese Ghislain Roussel ritorna ancora una volta sul palcoscenico di Galleria Toledo con un monologo, questa volta proponendo al pubblico napoletano l’adattamento teatrale del racconto di Guy de Maupassant, La parure (La collana), all’interno del Festival Francofil promosso dell’Istituto Francese di Napoli.
Ad indossare i panni della bella Mathilde Loisel è l’affascinante attrice belga Ludmilla Klejniak.
Ben si adatta a questo proposito l’immagine retorica del vestire un abito, visto il contesto del breve racconto di Maupassant, in cui il personaggio principale, unica protagonista in questa messa in scena, è la giovane moglie di un modesto impiegato, donna di aspetto splendido e di ridottissime risorse finanziarie, costretta d’improvviso a procurarsi un abito da sera e a prendere in prestito una splendida collana per partecipare, evento unico da lei lungamente fantasticato, ad un fastoso ballo ministeriale che invece le cambierà, in peggio, il corso della vita.
Una novella sulla verità intrinseca dell’identità, con un finale beffardo, in cui il destino costruisce il paradosso che segna Mathilde, e dove l‘opportunità unica di apparire diviene, in progressione, la negazione stessa dell’apparire.
Fin qui le assonanze con il testo originale, che Stephane Ghislain Roussel trasferisce allo spirito contemporaneo in un adattamento che non stiamo a svelare, che rispecchia il sentimento del tempo presente della società occidentale e dove il tema del desiderio e del narcisismo – del feticismo insito nell‘oggetto di lusso e del corpo sessuato -corrisponde all’inconsistenza dell‘effimero sentire.
La Mathilde di Klejnjak attua un rovesciamento delle parti, trasformando questa breve storia dal concept universale in una sorta di specchio della vita, riflesso e contenitore della vanitas, secondo i dettami moderni della società dei consumi, del materialismo, dell‘immagine. L’ansia dell’evidenziarsi, emergendo con la sola fugace qualità qual è la bellezza - che va a contrapporsi alla pura sostanza dell’essere - è la morale che ci offre il racconto; l’affannosa ricerca dello status del benessere materiale costituisce solo apparentemente un rassicurante guscio grazie al quale ottenere – anche senza possedere alcun merito - riconoscimento e gratificazione sociale, un assioma che si rivela un falso, soprattutto quando l‘intervento del destino va a rimescolare imprevedibilmente le carte in tavola.
«Oh! ma pauvre Mathilde!»
" Era una di quelle ragazze belle e seducenti che nascono, come per un errore del destino, in una famiglia d'impiegati. Era senza dote, senza speranze, non aveva alcuna possibilità d'essere conosciuta, capita, amata e sposata da un uomo ricco e raffinato; e lasciò che la sposassero a un impiegatuccio del ministero della Pubblica Istruzione.
Non potendo far lussi, si vestì con semplicità, ma fu infelice, come se fosse degradata; perché le donne non appartengono a una casta o a una razza:  bellezza, grazia e fascino sostituiscono per loro nascita e famiglia[...] ".
Viaggio sensoriale e sensuale, che combina immagini, musica e un singolare lavoro teatrale, lo spettacolo La Parure mette in luce tutta l'intensità poetica e la crudeltà di questo grande classico della letteratura francese. L'eternità del diamante, contro la forza del destino.

25 - 28 febbraio 2015
Compagnie Ghislain Roussel/Théâtre du Centaure, Lussemburgo
in collaborazione con Institut Français di Napoli nell’ambito del Festival Francofil 2015
LA PARURE       
Composizione scenica secondo una novella di  Guy de Maupassant
con Ludmilla Klejniak
drammaturgia, regia Stéphane Ghislain Roussel
video  Laurent La Rosa
scenografia  Stéphane Ghislain Roussel, Stéphanie Laruade
luce  Patrick Grandvuillemin
ideazione del trucco  Sandrine Roman


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Furti Auto: ne spariscono 298 al giorno, 12 ogni ora. Come difendersi?

Società e costume

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Febbraio 2015 11:59

Furti Auto: ne spariscono 298 al giorno, 12 ogni ora. Come difendersi? In Italia diminuiscono i furti d’auto, anche se resta l’emergenza soprattutto in Campania, Lazio e Puglia, le regioni più a rischio. Roma, Napoli e Milano, invece, sono le Province più “gettonate” dai ladri che si accaniscono soprattutto con le piccole di casa Fiat: Panda, Punto e 500. Come ci si difende? Con la tecnologia satellitare, l’unica in grado di contrastare bande sempre più agguerrite e senza scrupoli. Sono questi i titoli principali che emergono dalla 10° edizione della Guida alla Sicurezza Stradale promossa da Viasat Group.

I FURTI D’AUTO - Entrando nel dettaglio della Ricerca – secondo gli ultimi dati disponibili della Direzione Centrale della Polizia Criminale – nel 2014 sono state 107.383 le autovetture rubate (quasi 9mila al mese, 298 al giorno, oltre 12 l’ora) con una riduzione di 4.772 auto rispetto all’anno precedente, quando i furti erano stati 112.155.
La Campania si conferma in cima al “podio” come la Regione più a rischio con i suoi 20.982 furti d’auto l’anno, segue il Lazio con 18.315 e la Puglia con 15.546. Segue la Sicilia (15.389) e la Lombardia (14.221). Roma, così come l’anno precedente, si conferma la Provincia in cui vengono rubate più auto: ben 16.923. Segue la provincia di Napoli (15.683) e di Milano (8.503). Appena dopo Catania (7.280) e Bari (6.452).

LE AUTOVETTURE PIU’ RICERCATE
- Le autovetture in assoluto più “ricercate” continuano ad essere quelle di medio-piccola cilindrata: Fiat Panda (11.813 auto sottratte), Fiat Punto (9.855), Fiat Cinquecento (6.805). Seguono Lancia Y (4.439) e Fiat Uno (4.267). Tutte sommate il 34% del circolante. Queti modelli d’auto sono molto ricercati generalmente per farne un uso temporaneo: per commettere reati (rapine o furti) o per la vendita dei pezzi di ricambio. Quelle più pregiate, di medio-alta gamma, invece, spariscono generalmente “su commissione”, o per essere rivendute all’estero.

LE AUTO RITROVATE - Sul fronte recuperi, nel 2014 si sono ritrovate 46.461 auto (il 43% del totale). Un dato questo migliore di quel 41% dell’anno precedente. I numeri – si legge nella Guida alla Sicurezza di Viasat – stanno li a confermare come negli anni si sono fatti notevoli passi avanti grazie a tecniche investigative sempre più all’avanguardia e alla sempre maggiore diffusione della telematica satellitare, un “optional” ormai irrinunciabile sulle auto piccole o grandi che siano. “L’installazione di dispositivi di sicurezza satellitare Viasat – ci dice il Presidente, Domenico Petrone – sono indispensabili per arginare il fenomeno. In caso di allarme, infatti, la Centrale Operativa Viasat attiva le forze dell’Ordine in meno di 120 secondi, riuscendo a recuperare il 68% delle auto entro la prima ora dalla segnalazione di furto. Non solo protezione dell’auto, però. È bene infatti ricordare che chi installa dispositivi satellitari oltre a innalzare la sicurezza personale e dei propri cari, può ottenere consistenti sconti sulla polizza RC Auto anche in assenza di una specifica legge”.


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