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Pausini,Giorgia, Dj Aniceto lanciano campagna sms contro droga e bullismo.

Cronaca e attualità


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Pausini,Giorgia, Dj Aniceto lanciano campagna sms contro droga e bullismo.Lo scorso lunedì è stato attivato praticamente in tutta Italia il 43002 un numero telefonico gratuito indispensabile per segnalare vicende di bullismo e di spaccio all’interno e nelle vicinanze delle scuole. Il numero è stato istituito dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno per il progetto 'Un Sms contro droga e Bullismo'. Possono chiamare i diretti interessati, i genitori dei ragazzi coinvolti ma anche amici e parenti e chiunque sia a conoscenza di vicende di questo tipo.
Il Dj Aniceto, Uno dei dj piu impegnati nel sociale, membro della Consulta per le politiche Antidroga a Palazzo Chigi e testimonial dei sani valori in tv in numerosi programmi televisivi anche con Piero Chiambretti, entusiasta del progetto  e consapevole dei suoi molteplici benefici ne ha sposato subito la nobile causa ed è diventato paladino di questa iniziativa, Inglobandola nella sua campagna di sensibilizzazione contro le dipendenze che attua da molti anni sui social network.
Dj Aniceto infatti trascorre tutto il suo tempo libero informandosi, per evidenziare quei fatti e quelle notizie che possono aiutare i giovani a tenersi lontano dalle droghe e da tutte le forme di dipendenza, diffondendo consigli tramite twitter e Facebook. La sua campagna raggiunge centinaia di migliaia di followers.
"E' una delle iniziative piu' importanti che lo Stato ha realizzato in questi ultimi anni - Ha affermato Aniceto - Tutti devono conoscere questo numero Sms che puo salvare veramente vite umane. Desidero ringraziare i tanti personaggi famosi che mi hanno aiutato ad amplificare e a diffondere questo numero su Twitter dimostrando una grandissima sensibilità verso queste problematiche; un grazie speciale, quindi, va a Laura Pausini, Giorgia, Alfonso Signorini, Massimo Boldi, stefano Gabbana, Lorella Cuccarini, Gianluigi Nuzzi e Costanza Caracciolo, Insieme abbiamo raggiunto quasi 4 milioni di followers. Tutti dobbiamo lottare con ogni mezzo, affinchè ad un giovane non venga calpestato il futuro;  occorre una seria politica di informazione, bisogna partire dalle scuole, con l'aiuto indispensabile dei professori, ma il messaggio deve essere veicolato anche, come nel mio caso, attraverso internet e i social network ed anche dalle discoteche, 'gli unici centri di aggregazione giovanili'. Ma bisogna fare presto.  Dopo, quando ci sono di mezzo i morti, non serve più essere duri e determinati".



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Mémoires et projections

la Biro Labirinto

Ultimo aggiornamento Venerdì 31 Ottobre 2014 13:37


Hanno sparato ai bambini che giocavano nel cortile,

si sono sparsi uccelli in volo a trascinare il tramonto.

La strada accoglie e rigetta, abbraccia e dilegua,

il respiro diviene fluido, scivolando oltre i vetri,

oltre pareti e pietre, riposando su una foglia

al limite della presa, caduca Vita caduchi Sogni.

 

Mi hanno parlato di stili, modi di rime, di tutto e di niente,

ho raccolto molti sacchi di gramigna, ho incendiato il grano,

ho conosciuto la paura, il coraggio, l’amore, il tradimento,

il dolore e il colore, l’odore e il niente, né il calore pieno però

né il gelo,  ho creduto e temuto, ho avuto e dato, ho pianto.


Il corpo mi rallenta, la Poesia è un razzo sempre pronto, un cavallo da monta,

la Poesia è carne, la Vita è carne, mille valigie in viaggio, mille in attesa ora.

Ho un appartamento piccolo, dalle finestre in legno e il parato, un’ abat-jour,

affaccia su Rue Lepic, ci sono i tuoi occhi ,la mia emozione, una sigaretta in fumo.


-- valeriano forte --


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Disattenzione: comun denominatore di troppe tragedie

Società e costume

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Ottobre 2014 15:39

Disattenzione: comun denominatore di troppe tragedie Uso il termine “disattenzione”, ma dobbiamo coniugarla con termini quali distrazione, preoccupazione, stress, stanchezza, indifferenza, incapacità di ascolto e d’interesse verso gli altri (in qualche caso anche a noi vicini), e volontà di disinteresse nei confronti di cose, fatti e persone che in qualche modo ci rendono la vita più difficile, anche se cose, fatti e persone fanno parte del nostro quotidiano.

Guardando alla guida delle automobili, la distrazione, anche di soli pochi secondi, è causa d’incidenti mortali. Siamo “distratti”, in quanto il nostro interessamento è calamitato da cellulari (non rispondere al richiamo del nostro “serpente” elettronico che ci propone “la mela”, è difficile). Leggere un messaggio, accendere una sigaretta e distrarre l’attenzione per mirare la fiamma; sembra questione di un momento, ma si rischia la vita: propria e degli altri.

Oggi la distrazione, quella (ad esempio), che ci fa lasciare il fuoco acceso sotto la macchinetta del caffè, è spesso sintomo di gravi disturbi dovuti in molti casi allo stress quotidiano. I gesti automatici, che possono anche essere importantissimi, come il ricordarsi di avere lasciato o meno un figlio all’asilo, il ricordarsi o dimenticare di averlo lasciato in auto, può dipendere dal fatto che viene a mancare l’elaborazione della situazione, da parte del "Sistema Attentivo Supervisore" (SAS). Gli scienziati ci dicono che si tratta di un articolato dispositivo cognitivo che si trova, in molti casi, nel lobo frontale, e ci governa nelle tante azioni automatiche o intenzionali utilizzando lo strumento dell’attenzione. Nel mondo d’oggi, su questo variegato pianeta terra, l’attenzione è molto limitata dalla stanchezza, dallo stress, dalle preoccupazioni, dalla competitività e dal fatto di dovere compiere troppe azioni (consuetudinarie o meno), l’una accavallata o di seguito all’altra.

Siamo multitasking? Soltanto in parte, quando compiamo assieme due azioni, di cui una che richiede attenzione e l’altra è automatica, anche se spesso ci illudiamo che non sia così. Tuttavia la disattenzione è micidiale, in molti casi: ci rende anche sordi e ciechi di fronte alla necessità di attenzione che dovremmo avere verso i bambini e questo comporta una quantità di dolore per noi e per i nostri figli. L’esempio meno “eclatante”, ma spesso disastroso è quello riferito a genitori, anche dolci e amorevoli, che non si rendono conto di malori fisici e mentali collegati all’infanzia dei loro figli: prendiamo, ad esempio, quanto è capitato alla piccola di Caivano, precipitata dal balcone lo scorso 24 giugno.

La conclusione dell’anatomopatologo che ha eseguito la perizia è stato (tra l’altro), che la piccina abbia subito "Un abuso sessuale cronico perpetrato per tanto tempo". C’è la forte convinzione che anche il bambino precipitato dal balcone in precedenza, in situazioni simili, possa avere subito violenze sessuali e che entrambi siano stati uccisi da un pedofilo che ha tenuto per sé una delle scarpine delle vittime. Bene: quel pedofilo ha “lavorato tranquillamente”. I disegni della piccina sono al controllo degli specialisti che vi leggono tante cose: tutte in ritardo, purtroppo, per la vita delle piccole vittime.

Come ha potuto, il mostro, che certamente ha avuto la possibilità di vivere a contatto con i due bambini, “lavorando su di loro”, averlo fatto così tranquillamente? Come hanno potuto i genitori non rendersene conto, benché, certamente, padri e madri affettuosi e attenti? Anche gli studi sui pedofili chiariscono che questi cercano le loro vittime come il leone quando deve assalire una preda: scegliendo i piccoli trascurati da genitori disattenti (anche se lo sono per motivi terribilmente giustificati), e dall’aspetto indifeso. Il pedofilo sa che questi bambini sono vittime predestinate, le quali, se avvicinate con dolcezza, gentilezza, con atteggiamento amorevole, e affettuoso, possono facilmente adeguarsi anche a strane e perverse attenzioni. Nei bambini, da un lato non è chiaro il senso del peccato, del comportamento sbagliato, in quanto non hanno ancora una precisa coscienza morale e dall’altro, in nome di un segreto comune, divengono spesso complici dei loro aguzzini. Se il tacere non fosse sintomatico di questi ragazzini e se la “disattenzione” degli adulti non fosse presente, neanche si spiegherebbero casi di pedofili che per anni e anni hanno abusato di differenti piccole vittime. Spesso in famiglia. Il ricordo degli eventi ritorna spesso da adulto, invitando alla denuncia, oppure, se la pressione aumenta, dopo anni di abusi, finalmente la vittima racconta.

La disattenzione ha tante facce: anche quella che troppo spesso si esprime con la morte di bambini “dimenticati in auto”. Se guardiamo agli Stati Uniti capita un caso ogni dieci giorni e la cosa è diventata talmente grave da avere costretto le autorità a mettere in onda uno spot sotto forma di video choc, per attirare l’attenzione degli adulti, anche estranei ai fatti. Il 9 luglio 2014, nel Connecticut, negli Stati Uniti accadde il secondo caso in pochi giorni. A Piacenza (Italia), il 4 giugno del 2013 altro bimbo che muore in auto. Come avviene? Semplice dimenticanza: unicamente perché il papà ha dimenticato di avere con sé un figlio, oppure di lasciarlo all’asilo infantile e se n’è andato a lavoro o a compiere altre azioni. Purtroppo in modo simile a come possiamo dimenticare di avere posto a cuocere i fagioli mentre ci impegniamo in un’altra attività. In precedenza, ossia il 24 maggio del 2012, il bimbo dimenticato in auto venne salvato dai Vigili del Fuoco in un centro commerciale italiano. Il problema, come si può intuire dalle date, proviene dal passato e avanza nel futuro aggravandosi.

Tuttavia l’attenzione si sta destando: è recente (30 settembre, San Antonio in Texas), una donna ha rotto il vetro di un’auto in sosta per tirare fuori, prima che avvenisse una tragedia, un bambino di un anno, lasciato solo nel parcheggio di un supermercato. Angela ha rotto il parabrezza con le mani -“Non mi importava di poter essere arrestata: dovevo salvarlo”- Lei non era distratta e non si è neanche sentita (come capita purtroppo troppo spesso), non coinvolta dal fatto. Distrazione e disattenzione sono anche colpevoli quando non ci rendiamo conto delle sofferenze di qualcuno (anche a noi vicino), che subisce i maltrattamenti di un fratello, di un padre, di un marito, di un fidanzato (raramente di una donna). Lasciando che la questione finisca in tragedia. Tante cose capitano ad un passo da noi: sofferenze fisiche e mentali (che qualche volta si risolvono con un suicidio), maltrattamenti, abusi, bullismo nelle scuole. Non è possibile comportarsi come se la cosa non ci riguardi e neanche non rendersi conto dei fatti, in quanto distratti dal nostro vivere quotidiano. La disattenzione, la distrazione, l’indifferenza, lo stress, possono uccidere.

Bianca Fasano

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Gli scienziati ed il rebus della voragine nel nord della Russia

Scienze e Ambiente

Gli scienziati ed il rebus della voragine nel nord della Russia Il video del buco enorme su YouTube ha ricevuto più di 2 milioni di visualizzazioni in giorni diversi. A seguito dell’esame, gli scienziati hanno concluso che il cratere era di origine naturale e non sembra sia a seguito di un impatto artificiale o la caduta di un meteorite, cosi’ e’ stato dichiarato nel sito del governo regionale.

Non c’era nessuna pericolosa radiazione rilevata sul sito voragine. Gli scienziati, che hanno esaminato il fenomeno su istruzioni del governatore regionale Dmitry Kobylkin, hanno detto che si è trattato di un fenomeno naturale, la cui natura è impossibile stabilire ancora,” dice il rapporto.

“Non non c’è nessun impatto terrestre qui,-Marina Leibman, membro della missione scientifica, capo ricercatore ha detto: “Un attento esame ha mostrato che non non c’era nessuna traccia della presenza umana sul sito dell’oggetto. Ipotesi circa un meteorite sono anche infondate, in caso contrario, ci sarebbe stata traccia di roccia carbonizzata ,”ha detto la specialista.

“Su questo sito, c’è stato un rilascio di materiale dalle viscere della terra, – ha detto lo scienziato. -Non credo sia stata accompagnata con un’esplosione, perché in questo caso, elevate temperature sarebbero stato rilevate. Questo è puramente un’espulsione meccanica, che molto probabilmente si è verificata a causa di pressione aumentata al momento creando una sorta di una cavità . Molto probabilmente, la cavità è stata riempita con gas.”

Il diametro del bordo interno del cratere è di circa 40 metri e 60 metri all’esterno. Frammenti di roccia sono state sparse come conseguenza sul terreno circostante per 120 metri, cosi’ ha affermato il ricercatore del centro di ricerca scientifica dell’Artico, Andrei Plekhanov .

Per determinare con precisione la profondità del foro, bisogna ricorrere all’aiuto di scalatori professionisti, ha detto lo specialista, notando che avvicinarsi al bordo della voragine era pericoloso dato che i bordi possono sgretolarsi.

Funzionari del servizio stampa del governatore hanno anche respinto le versioni che parlano di origini artificiale come l’impatto del meteorite. “Gli scienziati credono che qualcosa scoppiò come una bolla”.

“Gli scienziati dicono che la voragine è assolutamente sicura per le persone e non ostacolano la produzione di gas nella regione. In prossimità di decine di chilometri, ci sono strutture industriali.

Il video del buco gigante apparso su Internet il 10 luglioè stato girato durante un volo in elicottero, ed è 30 chilometri dal deposito di Bovanensky. Secondo l’autore del video, la dimensione della voragine è così grande che “uno può scendere in esso parecchi metri con un elicottero senza timore di toccare qualcosa.”

Il video mostra che la zona è circondata da vegetazione. Uno sguardo più attento sul territorio intorno all’oggetto mostra detriti sparsi per la dolina, come di solito accade durante le esplosioni.

Fonte English Pravda

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Android, il 75% è vulnerabile al furto dati tramite navigatore

Informatica e Tecnologia

Vulnerabilità nel browser di AndroidIl navigatore predefinito del sistema operativo Android, nelle versioni precedenti al 4.4 o KitKat, è vultnerabile ad attacchi realizzati da siti web capaci di sfruttare una falla di sicurezza per prendere il controllo delle sessioni iniziate dall'utente.

Vulnerabilità nel browser di Android

Questo problema è frutto di una vulnerabilità universale del tipo XSS o Cross Site Scripting, che colpisce il modo in cui il navigatore gestisce sequenze di comandi JavaScript preceduti da un carattere vuoto o 'null'. Quando il navigatore trova una catena di questo tipo, il browser di Android non è in grado di applicare il protocollo 'same-origin', un controllo di sicurezza che impedisce allo script di inserirsi in altri contesti differenti del navigatore, come altre schede o finestre già aperte.

"Significa che, in caso che un sito web pericoloso controllato da uno spammer potrebbe tranquillamente accedere e visualizzare altre web che stiamo visitando" scrive sul suo blog Tod Beardsey, responsabile tecnico del progetto Metasploit Framework.

"Immaginate di entrare su un sito web pericoloso mentre siamo connessi al nostro servizio di web mail: l'hacker potrebbe vedere tutto ciò che facciamo". Ancora peggio, sarebbe capace di ottenere una copia dei nostri cookies di sessione e sequestrare la nostra sessione in modo assoluto potendo controllare la nostra email direttamente.

È necessario un intervento rapido

Questa vulnerabilità è stata scoperta da un ricercatore indipendente chiamato Rafay Baloch che ha pubblicato i risultati della sua investigazione il passato 31 di agosto. Purtroppo, e non si capisce il perchè, questo studio arriva solo oggi alla conoscenza della rete, mentre già moltissimi possessori di Android continuano ad essere in pericolo.

Se non usi Android 4.4 scegli un browser diverso

Va considerato che attualmente circa il 75% dei dispositivi Android in circolazione è precedente alla versione KitKat 4.4 e siamo dinanzi a un problema che urge risolvere il prima possibile con la pubblicazione di una patch adeguata.

Un consiglio semplice e immediato a tutti coloro che potrebbero essere a rischio: usate navigatori web di terze parti sui vostri dispositivi, come per esempio Google Chrome, Opera, Mozilla Firefox, Dolphin Browser o altri non colpiti da questa vulnerabilità.


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Lega Abolizione Caccia: si revochi la delibera “ammazza-orsi”

Servizi agli animali

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Settembre 2014 08:53

Lega Abolizione Caccia: si revochi la delibera “ammazza-orsi” Non solo Daniza, ma altri 50 esemplari a rischio in Trentino. L’Europa finanzia il ripopolamento e la Provincia Autonoma sopprime

L’Europa finanzia il ripopolamento ma in Trentino a rischio 50 orsi. Nonostante in Trentino, il progetto di ripopolamento degli orsi bruni denominato “Life Ursus”, abbia risollevato le sorti di questi plantigradi (alla fine degli anni ’90 ridotti a circa tre esemplari a causa del bracconaggio), appare comunque molto problematica la gestione e la convivenza della popolazione con questi animali.

Dopo la morte dell’ormai tristemente famosa orsa Daniza, uccisa da una dose letale di anestetico durante le operazioni di cattura, ora è necessario pensare alle sorti degli altri esemplari che vivono nello stesso arco alpino. L’orsa era stata considerata “colpevole” perché dopo aver avuto un incontro ravvicinato con un cercatore di funghi il 15 agosto scorso, provocò in quest’ultimo lievi lesioni nell’intento di proteggere i suoi cuccioli. Questo naturale atteggiamento le costò la targhetta di “orso dannoso”. Questa definizione, ossia “orso dannoso”, va ricercata in una delibera che nel mese di luglio 2014 è stata emessa dalla Giunta della Provincia autonoma di Trento. In sintesi in questa delibera, è stata introdotta la categoria “orso dannoso”, con la possibilità di cattura ma anche uccisione per esemplari considerati per l’appunto dannosi, nonostante si tratti di una specie protetta (particolarmente protetta) e a rischio..! Il nocciolo della “questione Daniza”, ma anche delle sorti degli altri orsi, è davvero tutto nella delibera di luglio, ed è di questa incomprensibile delibera che a nostro parere sia da richiedere una revoca, poiché in questo modo la Giunta di Trento è ancora libera di gestire con questa assurda modalità altri esemplari di questa specie! L’unica associazione che al momento sta lavorando attivamente sulla delibera “ammazza-orsi” è la LAC ( Lega Abolizione Caccia), per la quale un esponente della sezione di Trento, Francesco Mongioì, ha indetto ben prima dell’incidente incorso a Daniza una petizione:

https://www.change.org/p/revocare-la-delibera-sull-uccisione-degli-orsi-in-trentino

”La nostra speranza – commenta Mongioì, - è che possa far luce su questa incresciosa delibera, allo scopo di farla revocare, al fine di tutelare gli altri orsi, e affinché questi animali siano gestiti in una modalità consona e allineata alle normative non cruente adottate da altri Stati. Ma anche all'interno del nostro stesso Stato, con riferimento al Parco d'Abruzzo, dove viene conservata una popolazione di orsi bruni marsicani con ben altri metodi. Per altro, i due cuccioli di Daniza, rimasti senza madre in un età troppo precoce, saranno probabilmente loro stessi considerati come “orsi dannosi o problematici”, perché potranno cercare cibo nelle vicinanze dei centri abitati, e magari secondo la delibera di luglio potranno loro stessi essere catturati o uccisi. Inoltre, in Trentino negli anni precedenti, altri due esemplari hanno subito una sorte infausta: uno è morto per effetto diretto dell'anestetico, come Daniza. Un altro è morto perché, narcotizzato vicino ad un lago, dove è caduto in acqua e annegato.


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