Tutto pronto per l’edizione numero dieci del Festival dei Monti Dauni – Il canto della pietre diretto dal Maestro Agostino Ruscillo. Da sabato 11 agosto sette tra i più bei borghi del Subappennino faranno da location a una kermesse musicale che proporrà dieci serate all’insegna del connubio tra musica, arte e paesaggio. Il tutto nell’ambito della rete “Daunia Felice” che anche per l’edizione 2012 ha inserito la manifestazione nel suo circuito. Cinque spettacoli complessivi porteranno sul palco dei comuni coinvolti 70 artisti, musicisti e tecnici provenienti da tutta la Capitanata. Tre le prime assolute e due le prime regionali. Nell’ottica del principio ispiratore dell’ “arte nell’arte” ciascuno spettacolo sarà abbinato a un percorso turistico guidato organizzato dall’Associazione Culturale A.C.T! Monti Dauni, per scoprire tutte le bellezze dei borghi che ospitano i vari spettacoli.
Sabato 11 agosto alle 21.30 serata inaugurale ad Ascoli Satriano con la prima regionale di “Jazz a Hollywood”. La Daunia Big Band, diretta dal Maestro Agostino Ruscillo, farà risuonare Piazza Giovanni Paolo II con le note delle grandi colonne sonore del panorama cinematografico hollywoodiano. Lo spettacolo sarà replicato lunedì 13 agosto a Candela, in Piazza Plebiscito e venerdì 17 agosto a Monteleone di Puglia, in Piazza Regina Margherita.
Giovedì 16 agosto alle 21.30 il Festival dei Monti Dauni sarà a Pietra Montecorvino, nella suggestiva location dei Giardini Pensili del Borgo Medievale, con la prima assoluta di “Italian BaRock”. L’Apulia Symphonic Pop Orchestra, diretta da Matteo Trimigno e Agostino Ruscillo, proporrà un medley di autori classici rivisitati con ritmi pop e rock con gli arrangiamenti di Matteo Trimigno. L’evento sarà riproposto anche sabato 18 agosto alle 21.30 a Bovino, in Piazza Duomo. E proprio a Bovino partirà la prima visita turistica con le guide dell’A.C.T! Monti Dauni. L’appuntamento è alle 17.30 presso la Pro Loco: da qui si dipanerà il percorso che toccherà diverse tappe tra cui il Castello, il Museo Diocesano, la Cattedrale Romanica e il Museo Civico.
Giovedì 20 agosto alle 21.30 ancora una prima assoluta. Nel Cortile del Castello Ducale di Bovino la Gianni Silano Band porterà in scena lo spettacolo multimediale “Sull’asino di papà Ndoniuccio” con le musiche di Franco De Feo. La Gianni Silano Band sarà anche a Candela mercoledì 22 agosto alle 21.30 in Piazza Matteotti.
Martedì 21 agosto alle 21.30 sarà la volta del Trio Celos e Rosa Ricciotti che nel Chiostro del Polo Museale di Ascoli Satriano proporranno “Amor y Celos: tango dintorni”, un omaggio alle suadenti sonorità del tango argentino con i ballerini Greta Luna Saccone e Francesco Mastromauro. In concomitanza con l’evento le guide dell’A.C.T! Monti Dauni saranno a disposizione per una visita guidata alla città di Ascoli e al Polo Museale da cui partirà il percorso, come sempre alle 17.30. Lo spettacolo “Amor y Celos” è organizzato grazie alla collaborazione dell’associazione AGIMUS di Ascoli Satriano e sarà riproposto al pubblico di Pietra Montecorvino sabato 1 settembre alle 21.30 nella splendida cornice dei Giardini Pensili.
Domenica 2 settembre serata conclusiva della manifestazione a Sant’Agata di Puglia. L’appuntamento è alle 21.30 nella Corte del Castello Imperiale per “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi. L’Ensemble Strumentale “Cesare Marotta” proporrà un omaggio al Maestro veneziano con Alessandro Buca al cembalo e Ferdinando Trematore al violino solista. Ancora una volta le guide dell’A.C.T.! proporranno un percorso turistico pomeridiano. A partire dalle 17.30 sarà possibile visitare il Castello Federiciano e il centro storico di Sant’Agata di Puglia.
La manifestazione, organizzata dall’Associazione “Festival dei Monti Dauni” di Bovino con il contributo di Unione Europea, Provincia di Foggia, e con i Comuni di Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Monteleone di Puglia, Pietramontecorvino e Sant’Agata di Puglia, si inserisce nella Rete DAUNIA FELICE che è promossa dal PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV - PUGLIA SOUNDS - INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO”.
Un concerto unico ed esclusivo, dedicato alle bellezze della Costa d’Amalfi e ad un grande della musica italiana che tanto le ha apprezzate. Ron a Ravello esalterà paesaggi e memoria con un evento musicale che si annuncia carico di suggestioni. Nello spettacolo, prodotto dalla Palco Reale e concepito espressamente per il Ravello Festival , l’artista pavese, domenica 12 agosto (ore 21.45, Belvedere di Villa Rufolo), non regalerà solo una serata di musica dedicata a Lucio Dalla. Ron, porterà in scena anche la lettura di passi tratti da alcuni racconti che il cantautore bolognese scrisse dieci anni fa. Uno dei quali, pieno di ironia, si intitola Agnese delle cocomere.
“Ho coinvolto due amici per rendere magica ed irripetibile la serata: Lina Sastri e Mimmo Paladino”, ha rivelato Ron qualche settimana fa. Con l’attrice e cantante partenopea duetterà quando la violoncellista Giovanna Famulari ed il pianista Fabio Gangi intoneranno le melodie di Caruso e 4/3/1943, due tra i brani più celebri di Lucio Dalla.
Sul palcoscenico a picco sul mare di Villa Rufolo, col suo concerto-spettacolo Accordi & Ricordi, Ron riproporrà soprattutto i suoi grandi titoli modellando attraverso aneddoti e canzoni la storia di un uomo e di un artista appassionato. Per raccontare se stesso Ron ha così scelto la dimensione cameristica del trio in modo da permettere alle parole e alle note di risaltare con potente e profonda semplicità.
“E’ una sorta di concerto-racconto in cui passo in rassegna 42 anni in musica – spiega il cantautore – Mi piace raccontare me stesso e, quando parlo di me, sento che il pubblico è contento. Sul palco suono in versione acustica con pianoforte e violoncello e, senza falsa modestia, non sono in tanti a poterselo permettere”. Ad accompagnare il cantautore in questo viaggio suggestivo attraverso la memoria non sarà solo Lina Sastri. Sul palcoscenico del Belvedere, Mimmo Paladino, amico da sempre di Ron e di Dalla, porterà in scena “Il dormiente”, una scultura carica di significati affettuosi e molto apprezzata da Lucio Dalla.
Ron, al secolo Rosalino Cellamare, incontrerà il pubblico del Festival nei giardini di Villa Rufolo, lunedì 13 agosto nel tradizionale talk-show di mezzogiorno.
Mai dire mai e l’evento record del 2009 "Cocciante canta Cocciante" all’Arena di Verona, che doveva restare unico, si ripete per la terza volta. Dopo il grande successo registrato l’11 Luglio alle Terme di Caracalla a Roma, Riccardo Cocciante bissa in Sicilia, nello splendido scenario del Teatro Antico di Taormina il 18 Agosto 2012.
In “Cocciante canta Cocciante”, titolo scelto per questo singolare spettacolo, l’artista interpreterà nel corso della serata, i brani composti da lui per “Notre Dame de Paris” e “Giulietta e Romeo”, insieme ad altri interpreti, e farà un piccolo riassunto della sua prestigiosa carriera riproponendo alcuni suoi cavalli di battaglia: “Poesia”, “Bella senz’anima”, “Quando finisce un amore”, “Margherita”, i suoi primi grandi successi, fino alla produzione più recente.
Sul palco con Cocciante ci saranno oltre 60 artisti. Il coinvolgimento dei giovani e la loro partecipazione al concerto sono stati fortemente voluti dall’Artista che più di tutti è riuscito ad essere trasversale protagonista del Pop internazionale e dell’”Opera Popolare” con sempre enorme successo e che si è impegnato tanto nella ricerca e nella formazione di nuovi giovani talenti. A dirigere l’Orchestra Nazionale dei Conservatori, che raduna i migliori allievi delle Istituzioni Musicali Italiane, sarà il Maestro Leonardo De Amicis che ha curato la direzione musicale sia gli arrangiamenti dei brani che quelli del coro.
‘Sento il bisogno, dichiara Cocciante, di condividere con tutto il pubblico che mi ha seguito in questi anni una serata in cui racconterò le mie due anime, quella del cantautore e quella di compositore di opere popolari. Che non si differenziano poi tanto: sono sempre io, nel bene e nel male'.
E prosegue:'C’è una coerenza totale di vita tra queste due parti della mia vicenda artistica: Faccio questo concerto perché l’artista deve buttarsi e osare altre esperienze. Lo scorso secolo ha portato innovazioni nella musica e trovo che sia stimolante cercare di capire, attraverso il mio studio e la mia ricerca, quello che sarà il futuro dell’espressione musicale’.
Con il suo “Io dirò la verità. Intervista a Giordano Bruno”, lo scrittore napoletano Guido del Giudice è la vera rivelazione della prima metà del 2012. Il suo libro, pubblicato dalla Di Renzo, emergente casa editrice romana, sta riscuotendo un grande successo tra i lettori, grazie soprattutto al tam-tam diffuso sul Web da social network, blog e siti letterari. E’, dunque, un Del Giudice particolarmente soddisfatto quello che incontriamo per rivolgergli qualche domanda.
Prima di questo, Lei ha dedicato al Nolano altri sei libri, tra saggi e traduzioni. In che cosa “Io dirò la verità” si differenzia dai precedenti?
Attraverso la ricostruzione, in forma diretta e accessibile a tutti, della vicenda finale del filosofo mi sono proposto di fornire, anche a chi si avvicina a Bruno per la prima volta, una visione d’insieme realistica e veritiera del personaggio e del pensatore. Sono felice, soprattutto, del favore riscosso presso studenti e insegnanti , in quanto la diffusione del libro nelle scuole rappresenta uno dei miei principali obiettivi.
Lei è noto anche per alcune decise prese di posizione contro il potere accademico, che ricordano l’atteggiamento di Giordano Bruno.
Confesso che alcune analogie caratteriali sono probabilmente alla base della sintonia che ho sempre avvertito con questo grande personaggio. L’insofferenza nei confronti di quella parte di accademia che pretende di sequestrare per sé la cultura, decidendone interpreti ed indirizzi, è sicuramente una delle principali. Purtroppo esiste in Italia una lobby, governata con metodi vessatori da alcuni accademici di professione i quali, in difesa del loro “particulare”, scoraggiano o boicottano ferocemente chiunque osi invadere la loro sfera d’interessi.
Ciò nonostante Lei è riuscito ad imporsi come uno dei maggiori interpreti, sicuramente il più attuale, del filosofo Nolano.
Di questo devo esser grato soprattutto alla Rete, che mi ha permesso di far conoscere i miei scritti, nonostante la censura sistematica adottata nei miei confronti da giornali e riviste letterarie controllate dai pedanti. I miei sette libri sul filosofo, tra i quali figurano tre traduzioni inedite di opere latine sono stati inseriti in una sorta di “Index librorum prohibitorum”, simile a quello cui la Santa Inquisizione romana destinò l’Opera omnia del Nolano. Per fortuna i miei lettori si sono affrancati dall’ “abitudine a credere” e, per dirla con Cyrano di Bergerac (grande ammiratore di Bruno) ”si lasciano convincere solo dalla ragione e né l’autorità di un sapiente, né quella della maggioranza hanno il sopravvento sull'opinione di un trebbiatore, se questi ragiona meglio”.
Quali sono i suoi programmi futuri?
Concedermi anzitutto un po’ di riposo, dopo un’intensa stagione, che mi ha visto impegnato anche nella realizzazione di due documentari sul pensiero del filosofo. In autunno ho in programma un giro di conferenze in Italia e all’estero, che mi consentirà quel confronto diretto con i lettori e i cultori della materia, che considero la vera linfa del mio lavoro, fonte di arricchimento e di progresso interiore.
Avremo modo di ascoltarla anche nei luoghi d’origine del filosofo?
Certamente. Anche perché voglio riprendere l’iniziativa, che porto avanti da oltre un decennio, per la realizzazione di un monumento a Bruno in una piazza di Napoli. Anche se il momento può sembrare poco propizio per simili imprese, ritengo che, in periodi come questo, in cui c’è bisogno di richiamarsi ai valori morali fondamentali, sia tutt’altro che trascurabile lo stimolo che può venire dall’esaltazione dei grandi Maestri della nostra tradizione culturale.
Marzabotto. Andromaca che letteralmente dal greco significa “che combatte come un uomo" è una figura toccante per essere destinata a perdere tutti i suoi cari. Sarà la protagonista del prossimo spettacolo del Festival della Commedia Antica organizzato dal Comune di Marzabotto. La compagnia che darà vita ad Andromaca è l’Associazione Teatro dei due mari e Pragma.
Un cast d’eccezione a partire dal regista Massimiliano Farau che spiega “Protagonisti sono i figli degli eroi della guerra di Troia, una seconda generazione di giovani confusi: i vincitori non riescono a diventare adulti, i vinti subiscono la loro condizione. Protagonista è Pirro, uno dei greci che più si sono contraddistinti per efferatezza nel bagno di sangue seguito alla conquista di Troia. È tornato nel suo palazzo con Andromaca, vedova di Ettore, divenuta sua schiava. Pirro s’innamora di questa donna, che non lo ama, trascurando la sua promessa sposa Ermione. Preoccupati i greci gli mandano Oreste, a sua volta innamorato, non corrisposto, di Ermione”.
Andromaca di Jean Racine è il suo primo capolavoro, il primo esempio del suo teatro di nuda passione e realismo psicologico: Filippo Amoroso ha ridotto e adattato la tragedia in 5 atti composta nel 1667, inglobando le tematiche dell’Andromaca di Euripide. Tra gli attori Manuela Mandracchia e Graziano Piazza. Le scenografie sono di Michele Ciacciofera, noto artista contemporaneo che da qualche anno si dedica anche alla scenografia teatrale. Pittore dell'essere e dell'esistere, dell'umano troppo umano e del sublime, Ciacciofera tesse attraverso le sue tele un racconto che tocca, di volta in volta, molteplici registri: dal lirismo del colore che suggerisce l'idea di paesaggio, di immense distese desertiche e dell'infinito di orizzonti sconfinati, all'orrore per i drammi dell'individuo. Ed è proprio una sua opera che è diventata il simbolo della terza edizione del Festival della Commedia antica.
“ E’ un lavoro che rappresenta una riflessione – racconta Ciacciofera - sul rapporto tra l’uomo in termini di esistenza e l’ambiente in cui vive. Si tratta di un ambiente abbastanza neutro, considerazione che nasceva da dei viaggi fatti nel deserto e che ho trovato essere molto legati ai siti archeologici, è per questo che ho donato questa immagine perché mi sembrava molto attinente al contesto del Festival”.
Capofila del festival è il Comune di Marzabotto, con il patrocinio e il contributo della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna e del Parco Storico Naturalistico di Monte Sole e con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia- Romagna e della Direzione Regionale per i Beni Artistici e Culturali.
Per informazioni e prenotazioni: Biblioteca tel. 051 932907 - e-mail: biblio@comune.marzabotto.bo.it