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STAZIONI DI EMERGENZA atto VI per nuove creatività STAZIONI D’EMERGENZA,  rassegna nazionale aperta alle formazioni teatrali d’ultima generazione, le cui opere  si spera possano offrire occasione d’osservazione, per nuovi segni e modalità operative nella messinscena.

Nel corso degli anni la Galleria Toledo ha inteso proporsi quale osservatorio e motore d’indagine su quanto di nuovo viene realizzato nel tessuto della sperimentazione emergente, nazionale e estera. In questi termini Stazioni d’Emergenza si rappresenta quale utile occasione di confronto e visibilità per quelle realtà teatrali, nazionali e internazionali, di maggiore risalto e interesse; ne hanno dato conferma spettacoli come “La Merda” e “Io mai niente con nessuno avevo fatto”, entrambi vincitori di trascorse edizioni, che hanno ottenuto e ottengono importanti consensi nel panorama della migliore sperimentazione europea, e che vengono riproposti quest’anno nel contesto della stagione artistica 2014-15.

STAZIONI D’EMERGENZA – ATTO VI, ritorna con otto compagnie selezionate da una stimolante rosa di oltre cento proposte.
In questa edizione, ancora una volta, si è scelto  di dare spazio anche ad alcuni complessi che ricercano spunti drammaturgici attraverso i linguaggi del movimento corporeo, oltrepassando i confini della messa in scena più definitamente teatrale; tali prove sono state ritenute innovative soprattutto in relazione alla gestione dell’interazione tra corpo e spazialità scenica. Si è anche voluto dedicare un segnale d’ attenzione alle nuove generazioni di artisti dell’area di residenza di Stazioni d’Emergenza,  perché è nota la ricchezza del territorio campano e napoletano quale incubatore del teatro a venire.

La rassegna si apre proprio con le prove sceniche delle tre realtà di residenza campana. Il primo appuntamento è con la danza di Simona Perrella, interprete e coreografa delle proprie visioni percettive e tattili con “Manomissioni”; a seguire  il gruppo italo-francese di Tullia Conte,  che propone in  “San Tarantella”  un progetto di teatro antropologico tra danza e ricerca delle tradizioni. Ancora una produzione napoletana: “Troilo e Cressida  - storia tragicomica di eroi e buffoni” nella trascrizione, questa volta teatrale,  di Alessandro Paschitto che rielabora la tragedia greca attraverso la lezione  shakespeariana,  per la regia di Mario Autore e Eduardo Di Pietro.

Si passa poi alle imprese di diversa provenienza.
Anna Serlenga con la produzione italo-francese “Mouvma! Nous, qui avons encore 25 ans”, dal testo di Ronan Cheneau: la marginalità delle banlieu parigine attraverso l’interpretazione pasoliniana dei tre attori tunisini.
Andersen 2014 - fiabe che non sono favole” è per la regia di Emanuela Ponzano su testo originale di Serena Grandicelli e Matteo Festa, luogo narrativo in cui l’affabulazione è elemento chiave al fine d’ interpretare la crudezza di una contemporaneità avvertita sempre più povera di azione creativa e immaginazione.

"Madame Bovary” , nella visione di Luciano Colavero “è donna  in cerca del senso dell’esistenza, ed esorcizza la miseria del fallimento attraverso i veleni del desiderio compulsivo del possesso.

E’ dedicato a Carmelo Bene l’ “Orlando Bodero”, di  Mario Fedeli Manuela Mosè e Daniele Fedeli ;  un’operazione psico-magica, dove il Poeta gioca con tutti gli elementi della metafora e del simbolismo archetipico.

Infine “Padroni delle nostre vite” di Ture Magro, appassionante e acclamata pièce di teatro d’impegno civile, mette in scena la vera storia di Pino Masciari, un imprenditore calabrese che si oppone alle richieste estorsive, e sfida il muro di omertà di ‘ndranghetisti e politici.

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