Catanzaro- La pioggia in Italia uccide ancora. La vittima si chiama Natalino Zicchinella, 56enne padre di due figli.
Pioveva da circa un'ora, quando il muro di sostegno di una carrozzeria del tutto inagibile è crollato uccidendo il padre di famiglia che lascia moglie e due figli.
Il prefetto Antonio Reppucci ha spiegato che il muro di sostegno crollato sopra l'officina fosse in realtà già sotto sequestro da tempo...
Taranto - E' stato rinviato a giudizio l'ex avvocato difensore di Sabrina Misseri, Vito Russo imputato per tentato favoreggiamento personale, intralcio alla giustizia e soppressione di atti veri. L'accusa era in concorso con la collega e moglie Emilia Velletri che stamatina è stata prosciolta. Assolti anche i legali Francesco de Cristofaro ex legale di fiducia di Michele Misseri, accusato di infedele patrocinio e Gianluca Mongelli accusato di tentato favereggiamento personale.
In caso di condanna l'avvocato Vito Russo potrebbe scontare una pena detentiva da sei mesi ad un anno di carcere.
Tribunale di Taranto - Oggi il giudice per le udienze preliminari Pompeo Carriere ha fissato per il prossimo 10 gennaio la data della prima udienza del processo che vedrà Sabrina e Cosima Misseri rinviate a giudizio per omicidio.
Dopo undici udienze preliminari anche Michele Misseri è stato rinviato a giudizio per la soppressione del cadavere della nipotina Sarah, uccisa all'età di 15 anni da sua figlia e sua moglie, secondo l'accusa. L'uomo starebbe dunque coprendo le due donne ed è tra i nove imputati rinviati a giudizio. Nello specifico il padre della 22enne Sabrina è accusato di concorso in soppressione di cadavere, danneggiamento degli effetti personali della vittima e furto del telefonino della nipote da lui consegnato agli inquirenti pochi giorni prima di svelare il luogo del macabro occultamento. Michele Misseri, presente alla lettura del rinvio a giudizio, ha dichiarato ai cronisti uscendo dal Palazzo di Giustizia che intenderà continuare ad insistere sull'innocenza di sua moglie e sua figlia auto accusandosi ancora e sempre di tutto: "Io mantengo sempre fino alla fine" dice riguardo alla propria testimonianza già ufficialmente resa il 19 novembre 2010 sulla dinamica del delitto avvenuto il 26 agosto 2010 ad Avetrana; rispetto all' "incidente" di cui parlò, in cui Sarah perse la vita "giocando " con sua figlia Sabrina, dichiara di aver confuso la parola "incidente" con il termine di incidente probatorio. " Si diceva che ci doveva essere un'incidente, io non sapevo incidente probatorio cosa significava" dice il padre di famiglia, auto incolpandosi in più di aver inventato quanto testimoniato in sede di incidente probatorio sulla descrizione dei fatti avvenuti e da lui stesso riferiti.
Antonietta Gigante di 78 anni è stata brutalmente uccisa la notte scorsa a Licola mare, una frazione del comune di Pozzuoli. Il cadavere dell'anziana è stato rinvenuto questa mattina da una vicina amica della vittima che ha dovuto assistere all'agghiacciante visione; la povera donna era riversa su un fianco con le mani legate dietro alla schiena, il volto orrendamente sfigurato dai colpi di un oggetto pesante, probabilmente un martello rinvenuto successivamente dai carabinieri.
Gli uomini del commissariato di Pozzuoli hanno trovato la casa devastata, probabilmente gli assassini stavano cercando soldi o gioielli; la donna, conosciuta e stimata nel quartiere era vedova di un piccolo imprenditore della zona, aveva tre figli ma viveva da sola in una villetta nella località balneare.
Alcuni conoscenti di Antonietta hanno riferito agli inquirenti di un fallito tentativo di furto ad opera di un gruppo di malviventi avvenuto nei giorni scorsi. Le indagini sono in corso, gli assassini sono ricercati in tutta l'area flegrea.
Dieci colpi di pistola al torace, così è morto il 31enne Vincenzo Sgabellone, consigliere comunale di Samo, in piena Locride.
L'omicidio è avvenuto ieri, il corpo è stato trovato questa mattina. I familiari hanno trovato il cadavere dopo aver cercato l'uomo che non era tornato a casa a dormire. Sgabellone, che aveva precedenti penali, è stato ucciso in un agguato da uno o più assassini.
Sull'omicidio stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Bianco e del Gruppo di Locri.
Napoli. E' stato aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo e disposta l'autopsia sulla salma di Valeria Sodano per accertare la dinamica di fatti sfociati nella tragica fine della studentessa di Pomigliano.
Questi gli atti dovuti da parte della Procura della Repubblica competente, cioè quella di Nola (Napoli).
E' indubbio, infatti, che l'allagamento del comune di Pollena Trocchia sia stato causato dall'intasamento di un intero sistema fognario obsoleto e privo di adeguata manutenzione. La stessa Procura ora dovrebbe nominare dei periti super partes per verificare lo stato effettivo dell' impianto fognario della zona, trattandosi di un sistema sotterraneo tale da aver scoperchiato tombini ed invaso centri abitati dopo poche ore di pioggia seppur battente.
I tecnici saranno quindi chiamati a relazionare sul tipo e l'entità dei danni subiti dai residenti e sulle responsabilità a carico delle amministrazioni competenti alla gestione di quel territorio. Gestioni ed incarichi che si sono avvicendati per decenni fino al lutto di ieri, giovedì 21 ottobre, data in cui tragicamente " è scappato il morto ". Per la data dei funerali della giovane studentessa universitaria bisognerà attendere i risultati dell'autopsia, quando l'Istituto di Medicina Legale restituirà il corpo alla famiglia; perchè abbia giustizia, invece, non sappiamo se e quando sarà dato sapere.
Era nata a Pomigliano d'Arco il 27 ottobre 1987, Valeria Sodano non aveva ancora compiuto 24 anni.
La sua storia ricorda molto quella di un'altra giovane uccisa dal maltempo, Francesca Mansi, la 25enne di Minori (Salerno) che scomparve da Atrani il 9 settembre 2010 ed il cui corpo fu ritrovato dopo un mese, lontanissimo da casa sua, a largo di Panarea (Messina). Anche Valeria è morta per il maltempo.
La scorsa notte a Pollena Trocchia, paese del Napoletano ubicato alle pendici del Vesuvio, la 23enne è stata travolta e trascinata sotto la sua automobile da acqua, fango e detriti provenienti da via Apicella, una discesa trasformatasi in un vero e proprio corso d'acqua impazzito a causa del temporale di ieri. La piena di questo improvviso corso d'acqua è precipitata a valle con una forza devastante fino a travolgere l'auto della giovane vittima in Via del Cimitero, dove Valeria si trovava insieme ad Angela, 25 anni, mamma di una bimba di 2 anni. L'amica ha riportato solo la frattura di una gamba e si è salvata miracolosamente aggrappandosi ad una cancellata, mentre lei, Valeria, è rimasta intrappolata sotto la sua Y10, nel disperato tentativo di scampare all'impeto di quel fiume. Un "fiume" dovuto ad un sistema fognario completamente saltato e proveniente da frazioni e centri abitati a monte del luogo della tragedia, costruiti alle falde del Vesuvio. "Diciamo sempre le stesse cose, ma non cambia mai niente" ammette il segretario regionale dell'ordine dei geologi Giuseppe Doronzo a proposito della prevenzione su territori ad altissimo rischio e ben conosciuti da autorità ed esperti.
Per Valeria la morte sarebbe sopraggiunta intorno all'una di stanotte per annegamento, ma prima la ragazza, che respirava ancora, avrebbe perso conoscenza, stando ai primi rilievi medico legali. Inutile la corsa in autoambulanza: Valeria era già priva di vita quando è arrivata al pronto soccorso di Villa Betania. Morta a soli sei giorni dal suo compleanno, Valeria era studentessa universitaria di Lingue e Letterature straniere in procinto di laurearsi dopo il diploma conseguito a 18 anni presso l'istituto Matilde Seraodi Pomigliano d'Arco.
Maltempo, morte Valedia Sodano a Pollena Trocchia: l'amarezza di Raffaele Ma"Chi dovrebbe fare prevenzione sui nostri territori - dichiara il signor Raffaele Mansi, padre di Francesca - sta facendo delle gravi omissioni e quando, come la notte scorsa, si abbattono violenti temporali sui nostri territori, c'é sempre la paura per un nuovo disastro. Viviamo con questa spada di Damocle sulla nostra testa" dichiara Raffaele commentando la scomparsa di Valeria: " aveva quasi l'età di mia figlia è una notizia atroce che riapre una ferita che per un padre non si rimarginerà mai ". Doveredicronaca
E' giallo sulla fine di Lucia Manca, 52 anni, la bancaria che viveva a Marcon (Venezia) con il marito.
6 luglio. Sono da poco passate le sette e mezza di sera quando un vicino di casa sente la donna litigare con suo marito, Renzo Dekleva. Poco dopo il silenzio e il silenzio arriva anche dal telefono di casa, che squilla a vuoto mentre un' amica la chiama dopo le 21.30. Dalla mattina seguente di Lucia più nulla. Il coniuge, intanto, nel denunciarne la scomparsa da casa avvenuta la mattina del 7 luglio dichiara che sua moglie era uscita alle 6.30 per recarsi in autobus (non aveva la patente) sul posto di lavoro presso la filiale della vicina Preganziol di un noto istituto bancario. Secondo la testimonianza del signor Renzo, Lucia gli avrebbe dunque detto di non voler alcun passaggio in automobile, quel giorno.
Giovedì 6 ottobre. Improvvisamente lavorando nei pressi di un viadotto di Cogollo del Cengio, poco lontano dall'uscita autostradale di Piovene Rocchette nel vicentino, un' operatrice ecologica scorge i resti di una donna e chiama aiuto, chiama il collega. La macabra scoperta: sotto un mucchio di foglie emerge un corpo in avanzato stato di decomposizione con una capigliatura bionda, l'altezza di Lucia, i denti di Lucia...
La pm Francesca Crupi della Procura veneziana ha già disposto oltre all'autopsia affidata all'anatomo patologo Andrea Galassi, gli esami di comparazione del Dna di Lucia Manca con i resti del corpo trovato nei pressi del ponte dal quale è del tutto improbabile che la donna si possa essere gettata. Dai rilievi medico legali esterni sul cadavere, infatti, non sarebbero risultati traumi da impatto al suolo. Nessuno. La morte sarebbe invece subentrata per soffocamento.
Ha intanto già dato esito positivo il confronto dell'arcata dentaria di Lucia con quella del cranio della donna trovata il 6 ottobre a Cogollo del Cengio nel vicentino sotto il ponte di Sant'Agata, ragion per cui anche la pm Cristina Gava della Prucura di Vicenza, ha aperto un fascicolo d'inchiesta, ma questa volta si tratterebbe di omicidio.
Taranto - Riprende oggi alle 12.00 l'udienza preliminare per il processo sul delitto di Sarah Scazzi e, da quanto trapelato nelle prime ore del mattino davanti al Palazzo di Giustizia tarantino, Sabrina Misseri oggi non confesserà nulla, ma anzi ribadirà la sua innocenza sostenuta dai propri difensori Nicola Marseglia ed il noto Franco Coppi, mentre il padre Michele starebbe per consegnare al giudice per le udienze preliminari l'ennesimo memoriale contenente la sua confessione dell'omicidio della nipote. La pubblica accusa, però, già al corrente della versione dei fatti fornita dal padre della 23enne Sabrina, date le prove in suo possesso, non ha mai (fino ad ora) ritenuto attendibile la "strategia difensiva" della giovane Misseri. L'autoaccusa del padre e marito delle due donne detenute nel penitenziario taranino non ha ancora convinto la Procura. "Consegnerò il mio memoriale al giudice con tutta la mia verità su come sono andate le cose dall'inizio alla fine" questo ha dichiarato ieri Michele Misseri durante una trasmissione televisiva. ''Venerdì in Tribunale - ha dichiarato l'uomo a Canale 5- ho visto mia figlia e mia moglie piene di odio nei miei confronti. Io non sono riuscito a parlare perchè la notte ero stato male, qualcuno aveva buttato delle bottiglie e un cappio nel mio cancello come per dire che mi dovevo ammazzare".
I capi di imputazione a carico di Cosima Serrano e Sabrina Misseri oltre alla soppressione di cadavere, in concorso con altri, sono: omicidio volontario e sequestro di persona. La giovane dovrà inoltre rispondere di calunnia e depistaggio avendo accusato la badante rumena della famiglia Scazzi: la signora Maria Ecaterina Pantir, che chiede di rilasciare dichiarazioni spontanee.
Dopo le dichiarazioni di Misseri Sabrina davanti al gup Pompeo Carriere parlerà amche Carmine Misseri, lo zio di Sabrina e il fratello di Michele Misseri. Carmine è accusato di aver aiutato madre padre e figlia a far sparire il corpo senza vita della povera Sarah, 15 anni, scomparsa e morta ad Avetrana tra il 26 ed il 27 agosto 2010.
Dopo le dichiarazioni degli imputati sarà la volta delle requisitorie dei pubblici ministeri: procuratore aggiunto Pietro Argentino e sostituto procuratore Mariano Buccoliero.
Giovedì 20 ottobre, invece, prenderanno la parola i legali di parte civile e per le arringhe dei difensori dei 13 imputati bisognerà attendere lunedì 24 e giovedì 27 ottobre.
Si è svolta la manifestazione degli indignati, che, come dichiarato anche dall'ormai ex Governatore della Banca d'Italia e futuro direttore della BCE Mario Draghi, hanno tutto il diritto di esserlo, anche perchè la maggior parte di loro sono giovani che non vedono prospettive ed il cui futuro lavorativo e di conseguenza familiare è fortemente incerto.
Come previsto ci sono stati disordini. Come previsto le forze dell'ordine sono intervenute dopo che gli stessi sono scoppiati.
Oramai non si riesce più a fare una manifestazione pacifica senza l'intervento di personaggi che creano disordini e distruzioni, cosa che sposta ovviamente l'attenzione dal motivo che ha generato la protesta alla condanna delle violenze.
A chi giova tutto ciò? Ovviamente a chi vuole sviare l'attenzione dai reali problemi che vengono contestati.
Infatti tutte le volte si ha la sensazione che se il Governo volesse potrebbe fermare sul nascere la violenza, infatti molti dei violenti sono conosciuti e schedati, e quando arrivano dall'estero si potrebbe tranquillamente non farli entrare nel nostro paese. Esistono infatti segnalazioni internazionali che indicano le generalità di coloro che non manifestano, ma distruggono.
E' credibile che nel nostro paese, non si riescano ad evitare sempre gli stessi errori? Ricordiamo tutti la partita di Genova tra Italia e Serbia? Quello che noi non riuscimmo a fare sono riusciti a farlo i Serbi i quali nella partita recentemente giocata in casa loro dalla compagine Italiana hanno fermato alla frontiera i più facinorosi non permettendogli l'accesso nel loro Paese.
Torniamo al concetto espresso precedentemente a chi giova.
La manifestazione è l'indice del disagio delle classi più deboli, dei giovani senza prospettiva, dei lavoratori che rischiano di trovarsi disoccupati, di coloro che a fatica riescono a sopravvivere. Se l'attenzione viene spostata sulle violenze e le distruzioni si riesce a sminuire i problemi denunciati a favore di quelli di ordine pubblico.
Dichiarazioni quali quelle del Ministro dell'Interno Maroni, per il quale si sarà inflessibili, sono chiaramente pilotate dalla necessità di portare l'attenzione sulla violenza anzichè sui problemi denunciati.
Perchè altrettanta inflessibilità non viene usata in casi gravi quali la corruzione, l'evasione fiscale, lo sfruttamento della prostituzione minorile?
Perchè tale inflessibilità non viene usata per aiutare le classi più disagiate del Paese?
Perchè di ciò ai nostri ricchi uomini politici non importa assolutamente nulla.
Domani 15 ottobre 2011 l'indignazione mondiale scenderà in piazza; in tutto il mondo, i giovani, gli studenti, i lavoratori daranno voce alla preoccupazione per un futuro che ogni giorno è sempre più incerto.
Le rivendicazioni sono le stesse ovunque: giustizia e democrazia economica. Quella di domani sarà una protesta globale, un evento epocale per l'intero pianeta Terra. Saranno molti gli slogan urlati per le strade, ma quello che con molta probabilità unirà tutti è "siamo il 99 per cento", quell'1% rappresenta il vertice del potere e dell'economia dove i ricchi sono sempre più ricchi e sono fuggiti con tutto il bottino, lasciando il mondo in balia di una crisi dai risvolti imprevedibili. L'intera società riesce a malapena a sguazzare in uno stagno fatto di tagli salariali, disoccupazione, pignoramenti con un costo della vita salito in maniera vertiginosa; la povertà, quella vera, per troppi è sempre più vicina.
Domani 15 ottobre 2011, il popolo mondiale di indignati protesterà in 791 città di 71 Paesi,
Kayenna seguirà il cuore della protesta in diretta streaming a partire dalle 15.
Il Comandante Luciano Garofano ha parlato così stasera a Quarto Grado in merito ad un filmato appena andato in onda davanti a lui e che non metteva in buona luce chi stava lavorando: "Voi dovete considerare che le attività sulla scena del crimine durano ore ed ore, qualche leggerezza qualche battuta dobbiamo pure ammetterla perchè non siamo, non sono dei robot; e vi dico anche che mi sento in profonda difficoltà perchè mi sembra che questa settimana sia stato criminalizzato il lavoro della polizia scientifica e non è così. Io credo - continua l'ex Comandante del Ris di Parma - che ci siano state delle leggerezze, ma chi non ne fa! Ne ho fatte tantissime anch'io e sfido chiunque vada sul luogo del reato a non fare leggerezze". Il Generale è apparso visibilmente infastidito dalla "ricostruzione" fatta nel servizio che di seguito descriveremo in dettaglio.
Si è parlato molto del ritorno a casa di Raffaele Sollecito ed Amanda Knox, questa sera a Quarto Grado. Le immagini del ragazzo di Giovinazzo ( Bari ) hanno superato anche quelle della coprotagonista del giallo sulla morte di Merdedith, la vittima, la coinquilina di Amanda Knox che invece oggi è libera in una villa di Seattle a lei donata da un "benefattore", come racconta la voce fuori campo mostrando il ritorno in America della Knox, pur senza approfondire.
Dopo l'intervista al consulente medico legale W. Patumi, della difesa di Amanda, il quale oggi afferma senza alcun dubbio l'impossibilità della presenza di altri assassini oltre a Rudy Guede nella camera in cui venne uccisa la povera Meredith Kercher, sempre nel corso della trasmissione Quarto Grado il conduttore Salvo Sottile lancia a seguire un filmato girato dalla Polizia scientifica e chiede di "ascoltare soprattutto le voci di sottofondo"!. Il video mostra dunque il bagno della casa di via della Pergola a Perugia ripulito e gli agenti che precisano come i residui di traccie ematiche si possano evidenziare solo con il luminol. Il filmato poi si interrompe e cambia titolo: " CI VORREBBE DROGA . A questo punto mentre gli operatori scientifici prelevano materiale dalla scena del crimine, come si vede sempre nel filmato, si sentono anche le "inqiuetanti" voci della Polizia scientifica:" e fammi luce no ?...fammi luce! Mi servirebbe una pera de cocaina, fra un po' mi riaddormento ! Il crack !"
Dopo aver espresso il proprio disaccordo in merito all'artefatto appena visto e forviante su telespettatori non accortissimi alle dieci e mezza di sera, il Generale continua con la professionalità che lo contraddistingue: "Siamo di fronte a due ipotesi - dice - quella proposta dai periti che è stata quella che la Corte ha considerato affidabile, e tutto quello che ha fatto la Polizia scientifica. Sinceramente non credo, e spezzo una lancia a favore della Polizia, che tutto quel lavoro fosse da buttar via come è stato detto. Sicuramente il gancetto ed il coltello avevano una valenza probatoria limitata - (pochi picogrammi di Dna degli imputati, ma c'erano ndr)- ma c'erano altre evidenze che andavano considerate. Allora è stata criminalizzata la prova scientifica - dice in conclusione il Generale Garofano - il Dna assolutamente affidabile e non credo che tutto si possa liquidare con un concetto che rimane teorico e che si chiama contaminazione. Non è giusto dire che attraverso la contaminazione tutto è perduto, però le sentenze si rispettano, vedremo poi nel giudizio di 3° grado ad un approfondimento ancora maggiore che cosa verrà fuori". A questo punto il tossicologo forense invita a chiedersi se: "Quei periti hanno l'autorevolezza per dire che le loro affermazioni sono effettivamente da seguire piuttosto che quello che ha fatto la polizia scientifica? " conclude così ed i periti a cui fa riferimento sono quelli che non hanno ritenuto valide le prove scientifiche, nominati dalla Corte che ha assolto gli imputati in riferimento all'articolo 530 cpp ( comma 1, cioè con formula piena). Il perito e genetista che aveva dimostrato invece la validità del Dna rinvenuto sui reperti è stato quello nominato dalla Procura. La verità processuale di questo caso potrebbe come spesso è accaduto in passato, e continuerà ad accadere, non corrispondere alla "verità vera", alla relatà dei fatti accaduti quella maledetta notte tra il 1° e il 2 novembre 2007 nella casa condivisa dalle giovani Amanda e Meredith. Potrebbe dunque essere o non essere la stessa, difficile da dimostrare per la mancanza o meglio l'insufficienza delle prove. Quella dell'insufficienza di prove, però, è un'assoluzione certo meno soddisfacente per gli avvocati rispetto alla "formula piena" dell'art. 530 cpp, ottenuta invece il 3 ottobre dalla difesa di Sollecito e Knox. Chi scrive, come privato cittadino, aborre l'obliterazione del dovere di cronaca e spera che ad occuparsi di casi estremamente drammatici come questo siano sempre professionisti onesti e soprattutto protesi ad un unico fine: la verità. Questa è sempre una e non da obliterare compiacendo questa o quella fazione. Si tratta di un un atto dovuto, da parte di tutti noi, anche noi "pubblico" sempre meno passivo ed influenzabile e sempre più attento... Visto che ormai i processi si avvalgono non solo degli stessi avvocati dei politici ( vedi Coppi - Misseri, Bongiorno- Sollecito) ma quindi evidentemente dell' "opinione pubblica"; ed allora che l'abbiano, ma che sia la "nostra opinione" non quella che, involontariamente certo, viene influenzata, se non manipolata dai soliti "canali tv".
E' a chi non può parlare, alla vita finita di vittime che non possono testimoniare che occorreranno la nostra lucidità ed intelligenza ed il non lasciarci plagiare da chi ha interesse a farlo. Non possiamo sapere tutto ciò che è, né che è stato; ma possiamo capire, e non poco, ciò che è inverosimile, poco attendibile se non addirittura falso.