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Uomini e Cani. C'era una volta...


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canileQuesta è una brutta storia, di cattiva gestione giudiziaria dove niente conta, tanto meno la vita di un essere vivente.

Comunicato stampa

di Clara Bongiorno

Carissimi,

vi racconto la storia di Martino, un doberman maschio di otto anni circa.

Martino è entrato in canile il 29 agosto del 2009 a seguito di un sequestro preventivo firmato dalla procura di Genova .

I proprietari tenevano il cane “rinchiuso in una cantina con poca luce, legato con una cinghia molto corta , circondato da sporcizia, e presentava segni di malnutrizione una dermatite e segni di debolezza alle zampe anteriori” (questi i motivi di cui al decreto di sequestro).

Quando è arrivato nella struttura di Monte Contessa non riusciva ad aprire gli occhi perché la luce gli dava fastidio e non stava assolutamente in piedi.

I primi due giorni li ha passati nella parte interna del recinto e gli si apriva nel tardo pomeriggio quando la luce era meno intensa . Il corpo pieno di piaghe ed escrescenze dovuto allo strofinare della pancia sempre sul pavimento ruvido del loculo in cui era costretto a ‘vivere’.

Intanto il procedimento penale contro i proprietari di Martino va avanti e nell’ottobre 2009 il P.M. della procura di Genova ci autorizza ad affidare il cane in custodia giudiziale .

Era stata trovata per Martino la collocazione ideale: una famiglia davvero amante dei cani pronta ad accogliere anche la bestiola più sfortunata a prescindere dall’età, dalla razza dalla ‘bellezza esteriore’ pronta a dedicarsi anima e corpo al recupero fisico ma soprattutto psichico del povero Martino. Come se non bastasse, l’esperienza la competenza e la dedizione profuse dalla nuova famiglia di Martino hanno prodotto risultati tangibili ed un brillante successo ossia riuscire a far convivere pacificamente con gli altri cani della famiglia, maschi e femmine! Per Martino inizia un periodo idilliaco, le sue zampe si rinforzano , tutta la sua muscolatura riprende tono , ed il pelo lucido e forte., le sue piaghe vengono curate, i suoi polpastrelli non sono più feriti …..

Tutto sembrava andare per il meglio quando verso la fine di aprile veniamo informati dalla procura che il cane doveva essere consegnato al fratello dei due proprietari imputati i quali, ancora in vigenza del sequestro preventivo, avevano stipulato un contratto di cessione di Martino (Un atto di vendita del cane su carta semplice - trattato ne più ne meno come una cosa...un motorino …. una sedia …)

Da quel momento è stato un dramma dopo l'altro, e nonostante il nostro legale abbia fatto e stia facendo di tutto per evitare la restituzione , impugnando il decreto di dissequestro, avanzando una nuova richiesta di sequestro preventivo (alla luce delle possibili reazioni violente di Martino conseguenti al suo rientro in un nucleo familiare che lo ha maltrattato e che , nel caso del fratello non imputato, ha ignorato e tollerato il maltrattamento protrattosi per lunghi mesi) suffragandola sul rischio di detenere un cane ‘impegnativo’ a contatto con persone inesperte ed inadeguate .

Infatti nella sua nuova collocazione (la terza !!!!) che il cane non conosce e nessuno dei componenti di questa famiglia conosce ora quali siano le reazioni del cane (poi leggiamo sui giornali ...non riconosce il padrone e azzanna ecc. ?!)

Abbiamo tentato di convincere i nuovi affidatari a lasciare il cane dove era, ma senza successo!!!

Noi non vogliamo che Martino resti recluso in una gabbia troppo tempo, a dire il vero non avremmo mai voluto che ritornasse in canile.

Noi eseguiremo quanto verrà ordinato dal P..M. altrimenti saremmo sicuramente denunciati e perseguiti qualora non lo facessimo , ma mi domando a cosa serve fare tanto lavoro per salvaguardare il benessere degli animali, se arriviamo a questi risultati ???

Martino era felice a giocare con i suoi nuovi amici perché finalmente aveva anche imparato a giocare con altri . Ora i suoi amici rimasti nella casa di Carla piangono e lo cercano come lui sta aspettando e cercando loro…

Siamo tornati indietro di almeno 20 anni , due guardie zoofile ammazzate nel pieno delle loro funzioni e quasi derise per aver dato la vita per salvaguardare degli animali, animali maltrattati che vengono riconsegnati anche se in via indiretta ai propri carnefici .

Cosa ci riserva il futuro?

Abbiamo sentito l'esigenza di divulgare questa ennesima brutta storia che coinvolge la vita di un essere vivente, ma caro Martino noi non ti lasceremo mai, anche se sarai in capo al mondo perché ci sarà sempre qualcuno che veglierà su di te.

Clara Bongiorno

canilegeuna@libero.it

Responsabile Tecnico

Canile Municipale di Genova

cell . 338 190 44 28







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