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Bambini sottratti, troppi casi in Italia Pier Paolo Zaccai, presidente del Movimento nazionale Italia garantista, di nuovo in campo per combattere coraggiosamente contro l’ennesimo, agghiacciante caso di sottrazione di minore da parte dei servizi sociali. Stavolta vittime del provvedimento del Tribunale dei minori di Bat, Barletta Andria Trani, sono due bambine di soli due anni, le gemelline Aurora e Federica Sarcina.

Per approfondire la questione, il presidente Zaccai sarà a Bari martedì 9 e mercoledì 10 agosto: qui incontrerà genitori provenienti da Taranto, Foggia, Brindisi e Gravina di Puglia che stanno vivendo lo stesso dramma della famiglia Sarcina. In Italia si contano ormai 32 mila casi di bimbi sottratti: un affair che fa girare un miliardo di euro alimentando un business sulla pelle dei bambini. In media, infatti, il mantenimento dei piccoli nelle strutture costa 300 euro al giorno.

Tornando al tristissimo “caso Sarcina”, le due sorelline, che al momento vivono segregate e traumatizzate in una fatiscente struttura famiglia di San Pancrazio insieme alla loro mamma, sono state allontanate “con la violenza e l’abuso” da papà Saverio il 4 agosto dello scorso anno. Da allora sono state sballottate da una casa famiglia all’altra fino ad essere rinchiuse nella residenza attuale senza che il padre, cui non è stata tolta la patria podestà, possa vederle.
E sono ormai trascorsi tre lunghissimi mesi dall’ultimo incontro quando papà Saverio si è recato in visita portando loro generi di prima necessità, giocattoli e pannolini trovandole, in alcuni casi, in un ambiente “non idoneo”. “Tra gli scarafaggi”, denuncia angosciato Saverio Sarcina, che ha documentato la situazione scattando delle foto.

“E’ una storia allucinante che ha preso l’avvio il 3 agosto dello scorso anno quando, rientrando a casa intorno alle 17 trovai la mia compagna, madre di Federica ed Aurora, priva di sensi sul letto”, spiega il signor Sarcina. “Preoccupato, chiamai immediatamente il 118: la mia compagna aveva ingerito 40 gocce di En perché stava attraversando un periodo di stress, sottoposta a pressioni dalla famiglia di origine. Eppure, scrissero che aveva ingerito “una quantità massiccia di farmaci”, cosa assolutamente falsa, ed il giorno dopo i servizi sociali
arrivarono e mi sottrassero le mie figlie. Senza tener conto che le mie bambine erano amorevolmente seguite ed amate e che in casa potevo contare sull’aiuto di baby-sitter e colf oltre che, naturalmente, su di me, il loro padre”.

Per Saverio Sarcina è iniziato un calvario. La sua compagna, per poter stare accanto alle piccine, ha accettato di essere “imprigionata” con loro, sottolinea ancora Saverio che, senza perdersi d’animo, ha iniziato a battagliare, a manifestare ed a rivolgersi alle istituzioni per “salvare le gemelline dal luogo in cui si trovano”. “Saranno sicuramente spaventate, disorientate, sotto shock”, continua a ripetere in preda all’ansia.

Perché tutto questo? Per l’arbitraria decisione del Tribunale dei minori di Bat che, accogliendo la richiesta dei servizi sociali, ha deciso di intervenire. Chi tutelerà la salute psicofisica delle piccine? Chi le salverà dai traumi che inevitabilmente ne deriveranno?

Il presidente Zaccai, che il 5 ottobre sfilerà accanto a papà Saverio ed ai tanti genitori italiani vittime di Tribunali prepotenti che non concedono il contraddittorio, di solerti servizi sociali e di psicologi incapaci quando non corrotti nel Giorno delle famiglie, a Bari approfondirà il “caso Sarcina”.
Di ritorno a Roma, il presidente Zaccai, consigliere del Gruppo misto presso la Provincia di Roma, lo sottoporrà all’attenzione del consiglio insieme ad altri 15 “casi campione”. “Sono”, spiega, “casi emblematici e significativi di cui sono vittime-protagonisti genitori e figli a causa di alcuni poteri riconosciuti dall’establishment, tra cui i Tribunali dei minori. Sono oltre 32 mila i casi nazionali noti. E’ chiaro che alcuni di questi”, prosegue il presidente Zaccai, “sono obiettivamente realistici e coincidenti con maltrattamenti sui minori ma moltissimi altri sono invece il frutto di veri e propri errori giudiziari e di abusi di potere da parte dei servizi sociali comunali”.

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