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Haiti: situazione disperata, popolazione esausta nel corpo e nello spirito.


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La tragedia di Haiti Haiti un mese dopo, giorno di lutto nazionale, cerimonia a Port au Prince

E' passato un mese dal terremoto di Haiti che ha ucciso oltre 230.000 persone e ha devastato il paese più povero d'America. L'emergenza non è finita, anzi la situazione appare disperata; uomini e donne si accalcano nei giardini e nelle piazze in uno spazio pieno di spazzatura e di cattivi odori, la gente è esausta, sporca, devastata nel corpo e nello spirito. Un milione di persone chiede aiuto perchè non ha cibo, non ha acqua, non ha elettricità; solo i bambini hanno ancora la forza di correre e di giocare, abituati ad una miseria che forse non è molto diversa da prima.
Come se non bastasse, le piogge che erano attese nel mese di marzo hanno fatto una prematura comparsa, inondando ogni anfratto.
Quando scende la notte centinaia di haitiani vagano tra le macerie delle case demolite a rovistare, scavare, anche a rischio delle propria vita per cercare qualcosa di utile o di rivendibile.
Il resto del mondo intanto si muove in maniera pachidermica, l'Unione Europea ha lanciato una missione militare per aiutare la popolazione a trovare un riparo, prima delle piogge e l'ex presidente americano Bill Clinton, reduce da un operazione al cuore e pronto a riprendere il suo lavoro a favore di Haiti dove si era recato in due occasioni in qualita' di inviato speciale delle Nazioni Unite.
Anche l'Italia continua a fare la sua piccola parte, Roberto Formigoni presidente della Regione Lombardia ha recentemente dichiarato "Con le nostre azioni siamo venuti incontro concretamente ed efficacemente alle necessita' degli haitiani. Ribadisco che siamo pronti ad accogliere 300 feriti ai quali possiamo garantire cure di altissimo livello. Andiamo avanti a lavorare in stretto contatto con la Protezione civile, il ministero degli Affari esteri e le Ong presenti sul territorio per coordinare gli interventi futuri".


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