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Il corteo a Roma dei sindacati uniti e la rabbia degli esodati.


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La manifestazione a roma dei sindacati uniti e l'ira degli esodati. Questa mattina i sindacati Cgil, Cisl e Uil sono scesi in piazza uniti per chiedere al Governo di cercare di risolvere il drammatico problema degli esodati. Alla manifestazione hanno partecipato precari, disoccupati, cassaintegrati e lavoratori provenienti da tutta Italia.

Un corteo di protesta pacifico ma fatto da cittadini italiani ormai esasperati da una situazione che non lascia spiragli all'ottimismo. Il governo afferma che gli esodati sono “solo” 75mila, Susanna Camusso ha replicato a questi numeri in maniera netta: "numeri falsi dati nel tentativo di far fallire questa manifestazione"... "se il governo dovesse confermare che gli esodati sono 75mila non ci resta altra strada che chiedere le dimissioni del presidente dell'Inps" Antonio Mastrapasqua che ha fornito altre cifre. La Camusso ha le idee chiare, "Noi abbiamo idea delle migliaia di persone che si sono presentate da sole ai patronati; la cifra di più di 300mila è stata fornita da fonti ufficiali e non l'ha inventata il sindacato e ore fa l'Inps ha parlato di 130mila. Mi pare che, quindi, non possano essere 65mila".

"E' importante per noi conoscere il loro numero - avverte il segretario generale della Uil Luigi Angeletti - perché ci sono decine di migliaia di persone che hanno fatto accordi individuali, ma governo e Inps dovrebbero saperlo".

Il segretario della Fiom Cgil, Maurizio Landini."Oggi siamo in piazza perché hanno alzato l'età pensionabile, perché stiamo diventando il paese in Europa con la più alta eta' pensionabile e questa e' una cosa contro il lavoro e contro i giovani. Siamo il paese dove le pensioni di anzianità sono state cancellate e quindi tutti i lavori sono considerati uguali ed e' un altro errore".

Parlano tanto i segretari dei tre sindacati, ma i numero di cittadini italiani con gravi problemi di lavoro e di sussistenza aumenta ogni giorno in maniera preoccupante, c'è tanta dignità nelle loro parole ma anche moltissima rabbia, una rabbia che cresce e che da disperazione rischia di trasformarsi in qualcosa di più preoccupante.

Il docuvideo "L'IRA DEGLI ESODATI"

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