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Italia, rapporto Censis 2012 Un'Italia allo sfascio, questo è quanto emerge senza troppi giri di parole dal “46° Rapporto Censis sulla situazione del Paese 2012”, un epilogo drammatico, causato da una classe politica che non ha saputo amministrare la “cosa pubblica”, arroccata al potere per perpetuare i propri privilegi.

L'analisi del Censis sull'attuale azione di Governo è la seguente: “I soggetti sociali non si sono sentiti coinvolti dall'azione di governo perché sospettosi che alle strategie tecnico politiche non seguisse un'adeguata implementazione amministrativa e organizzative e perché restavano in attesa di una proposta di percorso comune, non è scattata la magia dello sviluppo fatto da governo e popolo e il rigore del governo non ha avuto lo spessore per generare forza psichica collettiva”, tante parole complicate per riassumere un concetto semplice, il Popolo italiano è stanco della politica, degli sprechi, dei corrotti e dei corruttori.

Sono tante le lettere di cittadini esausti che arrivano alla nostra redazione, le famiglie vivono nella paura, vendono i propri oggetti preziosi per sopravvivere, per mangiare, scambiano i più cari ricordi di famiglia per pagare le tasse, esborsi ingiusti e iniqui per foraggiare uno Stato assente, che ha da sempre fornito in cambio servizi inadeguati, sprechi. Molti italiani sono preoccupati dalle parole di Monti sulla riforma della Sanità, qualcuno pensa all'introduzione di misure assicurative alternative, a quale prezzo.

In Italia la spesa è crollata, i consumi sono scesi al livello del '97, si risparmia su tutto, si lascia l'auto sotto casa, chi può usa la bicicletta, chi non può si arrangia con i mezzi pubblici, pochi, sporchi, inadeguati; a Roma quest'anno il biglietto della Metro è passato da 1euro a 1,50 per una metropolitana che non è mai stata all'altezza delle grandi città europee.

Il lavoro manca, per i giovani e per chi il lavoro lo ha perso dopo i 40 e si trova nella disperazione più nera: “Tra primo semestre 2011 e primo semestre 2012 il numero delle persone in cerca di lavoro è aumentato di oltre 700mila unità. Nei primi sei mesi dell'anno il numero degli occupati ha registrato una flessione dello 0,3%, sono stati bruciati più di 240mila posti di lavoro destinati ai giovani”.

Il Censis comunica come ogni hanno i suoi freddi numeri, ma dietro c'è tanta disperazione e frustrazione.

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