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Patrimoniale, Ingroia: caccia senza tregua ai patrimoni illeciti per restituirli ai cittadini per bene


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Patrimoniale, Ingroia: caccia senza tregua ai patrimoni illeciti per restituirli ai cittadini per bene Oggi, al termine dell'intervista di Alessandro Banfi su Tgcom24, Antonio Ingroia, candidato Premier, ha anticipato alcuni punti salienti riguardanti le riforme urgenti per il prossimo Governo: conflitto d'interrese, ma non solo.

"Abbiamo avuto una serie di provvedimenti prima del Governo Berlusconi, poi del Governo Monti che hanno fatto fatto pagare la crisi ai più deboli e poi ad un ceto medio che si è sempre più impoverito, io chiedo di fare una imposta patrimoniale severa con la quale si pagano meno tasse per gli strati sociali più deboli più tasse per i più ricchi, per una vera redistribuzione e per una vera giustizia sociale; però voglio anche che possa crescere l'economia. L'economia cresce con meno burocrazia per l'imprenditoria, ma anche con un maggiore controllo della legalità. Noi dobbiamo premiare i tanti imprenditori che fanno un'economia legale e colpire l'economia della corruzione e delle mafie, dell'evasione fiscale, con una caccia senza tregua ai patrimoni illeciti, per restituirli ai cittadini per bene", ma per essere più preciso a breve, Ingroia anticipa,  sarà messo in rete il programma. "Voglio essere una persona seria e non come quelli che hanno raccontato frottole" spiega.

Sui finanziamenti pubblici ai partiti il leader afferma: "Occorre una moralizzazione della politica, ma senza demagogia o populismo e senza una legalità forcaiola I costi della politica quindi per il leader vanno ridotti onde evitare altri "profittamenti", quello che non va assolutamente fatto però sarà alimentare finanziamenti occulti che spianerebbero ancora e di più la strada al riciclaggio di denaro provenite da attività illecite, piegando la politica alle "esigenze"  dei " finanziatori".
A proposito dell'avversario politico che teme di più nella competizione elettorale, Ingroia dichiara di non temere nessuno, sebbene pericoli esistano. “ Il pericolo all'orizzonte – spiega il candidato Premier - è costituito dall'avversario politico numero uno che è Silvio Berlusconi, al quale è dovuto il disastro che abbiamo alle spalle, ma ritengo che non sia un pericolo concreto, perché gli Italiani si sono ormai vaccinati dalle bugie che Berlusconi gli ha propinato per anni ed anni; ritengo più insidioso Monti che si presenta con un piglio di maggior autorevolezza, non racconta frottole, ma ha fatto pagare questa crisi ai più deboli. Vogliamo rimanere in Europa, ma l'Europa che non sia quella delle banche e dei banchieri, bensì dei diritti e della solidarietà."

"La nostra lista – risponde Ingroia al giornalista che gli chiede quanto consenso pensa di ottenere -
è la più giovane, ha una settimana di vita. Io non sono un professionista della politica e ciò nonostante vedo un grandissimo entusiasmo, mentre i primi sondaggi ci portano a ritenere che siamo al di sopra della soglia di sbarramento della Camera”.

In effetti in una sola settimana la lista civica di Antonio Ingroia è passata dallo zero % al 5% alimentata da nient'altro che un'onda di comuni cittadini che, dalla rete alla strada (ben poco dai network tradizionali), ha reclamato una politica rivoluzionaria in tutti i sensi oggi esposti e spiegati dal neonato candidato Premier. Contenuti esposti nell'ambito di un piccolo spazio concesso da Mediaset questa domenica, mentre la maggioranza degli Italiani si concedeva  il pranzo dell'Epifania, tra le 14.03 e le 14.13

“Possiamo crescere se dimostriamo di essere credibili e che la formula rivoluzione civile non è solo una formula, ma ha concretezza” dichiara ancora il leader di una lista civica che conta su candidati come Franco La Torre, Gabriella Stramaccioni, Flavio Lotti, Giovanna Marano personaggi ad onor del vero diversi da Elsa Fornero per lo schieramento di Monti, Nicole Minetti ... e tanti altri collaudati "politici professionisti".

E' una piccola percentuale di cittadini italiani, infatti, quella che sta avanzando in pochi giorni dietro il volto di questo magistrato dell'antimafia che affiancò i giudici uccisi venti anni fa e che a questo punto si sta fermando per scendere in campo, improvvisamente, dopo la politica delle banche...; però è anche una percentuale in procinto di aumentare, come a dire basta: l'Italia siamo noi.

Doveredicronaca

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