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Anemone ammette, nessun prestito. Incastrato generale Pittorru


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Appalti Grandi Eventi Anemone parla Procura di Perugia. Inchiesta Appalti Grandi Eventi e G8. Anemone ha parlato...

Il costruttore Diego Anemone ufficialmente non collabora con gli inquirenti, ma pare però qualcosa abbia detto poco prima di essere scarcerato. Diego Anemone ha parlato alle 5 di domenica mattina prima di uscire dal carcere per scadenza dei termini di custodia cautelare.

Il Generale della Guardia di Finanza Francesco Pittorru aveva detto ai pm Alessia Tavarnesi e Sergio Sottani che i soldi ricevuti da Anemone per comprare le proprie case erano stati usati solo come “prestito” del quale raccontò si parlava anche in una scrittura privata stipulata da loro due. La carta però non esisteva più - raccontò sempre Pittorrru- in quanto rubata da un ladro nella sua villa in Sardegna. Di questo scritto privato sarebbe esistita invece una copia in possesso ( rivela Pittorru ) del benefattore Anemone... Al costruttore Diego Anemone, ancora in carcere, all'alba di domenica scorsa, ed ignaro quindi della ricostruzione di Pittorru, viene fatta richiesta da parte di un ufficiale della Guardia di Finanza di rispondere ad alcune domande tra le quali la veridicità di questo prestito.

Prima di lasciare la cella del carcere di Rieti, Anemone é costretto a rispondere dato l'ordine di perquisizione nei suoi confronti di cui l'ufficiale è in possesso. Ammette (lo avrebbero scoperto comunque) che non si trattò di un prestito e che la scrittura semplicemente non é mai esistita. Le due case a Pittorru furono elargite dunque con le stesse identiche modalità di quelle a Donati, e Scajola...

Ecco la ricostruzione esatta circa la testimonianza resa in carcere da Diego Anemone e confermata in separata sede anche dai suoi legali: "In occasione della notifica del decreto di perquisizione finalizzato alla consegna della documentazione di ciò di cui aveva parlato il generale Francesco Pittorru nel suo interrogatorio, il nostro assistito ha semplicemente dichiarato di non avere il possesso della documentazione richiesta". I legali di Anemone sono Gianluca Riitano, Adriana Boscagli, Claudio Cimato, Antonio Barbieri e Giovanni Aricò che tengono a ribadire nessuna collaborazione di nessun genere da parte del loro cliente con gli investigatori: "Anemone- dichiarano- non ha reso interrogatori, non ha reso dichiarazioni spontanee e soprattutto non ha fatto ammissioni per la semplice ragione che non ha ammissioni da fare".

La perquisizione è stata effettuata domenica 9 maggio a scarcerazione avvenuta; condotta da Carabinieri e Guardia di Finanza, non ha portato al ritrovamento di alcuna "scrittura privata"...

Doveredicronaca

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