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Giorgio Napolitano alla vigilia del 2 giugno 2010...dice la sua


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Alla vigilia dell'Unità d'Italia il messaggio di Napolitano Quirinale. 1 giugno 2010. Alla vigilia della festa di domani per l'Unità d'Italia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto rivolgere il proprio saluto a quanti vivono ed operano in Italia esortandoci tutti a percepire i problemi che affliggono "singoli cittadini", come problemi di tutti...in un clima di effettiva reale e sincera solidarietà. 
Il suo messagio: "Saluto affettuosamente quanti vivono e lavorano nel nostro Paese per la festa dell'Italia che si fece Stato e si unì 150 anni orsono..." L'Italia diventò una Repubblica fondata sul lavoro il 2 giugno 1946, e per il Presidente della Repubblica "in questo momento sentirsi Nazione unita e solidale, sentirsi italiani  significa riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà; quelli che nei giovani suscitano per effetto della precarietà e dell'incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro...".

Giorgio Napolitano si é poi riferito al delicatissimo momento che l'Italia attraversa riguardo all'economia ed alla giustizia sociale:"Stiamo attraversando nel mondo ed in particolare in Europa -ha detto- una crisi difficile, occorre dunque un grande sforzo fatto anche di sacrifici, per aprire una prospettiva di sviluppo più sicuro e forte".

Per la crescita di un Paese moderno e civile secondo il presidente Napolitano bisogna "assicurare maggiore benessere a quanti sono rimasti più indietro. L'Italia deve crescere tutta, al Nord e al Sud -dice ancora- , si deve promuovere guardando ai giovani una maggiore educazione e formazione. Fare avanzare la ricerca scientifica e tecnologica..." Solo così, quindi per Napolitano l'Italia potrà elevare davvero la produttività secondo quel processo di feedback positivo e virtuoso da lui auspicato.

"Solo così - ha infatti detto-  si potrà creare buona e nuova occupazione: il confronto tra le opposte parti politiche -ha aggiunto- deve concorrere al raggiungimento di questi risultati e non produrre solo conflitto..." Il Presidente conclude invitando "coloro che sono al governo" ad occuparsi della "cosa pubblica" con questo spirito e queste finalità.

DDC

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