La corrida...il parlamento catalano dice no.
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Email ricevuta da Saveria Viscomi
Spagna 28-07-2010
La Corrida in Catalogna. Perdono uomini e animali. Gli uni la liberta', gli altri la vita
Con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni, il Parlamento catalano ha approvato in mattinata l'abolizione della corrida nella Regione dall'anno 2012. Sembra che in realta' in Catalogna la corrida gia' da tempo non riscuotesse piu' il successo che tuttora riscuote in altre Regioni e che comunque la scelta di porre fine alla tradizione spagnola per eccellenza sia significato soprattutto un ulteriore elemento di autonomia economica e culturale della Regione nei confronti del governo di Madrid.
Cio' sarebbe ulteriormente testimoniato dal fatto che contro l'abolizione si sarebbero schierati i socialisti (Psc), i popolari (Pp) e Ciutadans, ma che l'ago della bilancia sia passato poi in mano proprio ai catalanisti di CiU.
In ogni caso dal 2012 uno spettacolo di antica tradizione popolare, apprezzata gia' dagli antichi Greci, Etruschi e Romani e diffusa poi nei Paesi di cultura ispanica e in alcune zone della Francia, una festa nazionale della Spagna, ma anche parte del patrimonio culturale dell'Europa meridionale e di quello mondiale, in Catalogna non ci sara' piu'.
Non ci saranno piu' un buon numero di posti di lavoro, un Catalano che vorra' esercitare la sua liberta' di assistere a una corrida dovra' andare fuori Regione e nemmeno i tori di razza pregiata, allevati con tutte le attenzioni in grandi fattorie appositamente per questa tradizione, in Catalogna non interesseranno piu' a nessuno e saranno destinati ad estinguersi.
Certo, per gli animalisti la corrida rappresenta soltanto un evento barbaro e sanguinario, ma come in altre occasioni, la loro attenzione per il singolo animale andra' inesorabilmente a discapito della specie.
Per quanto riguarda gli uomini invece, sarebbe bene ricordare che l'articolo 13 del Trattato di Lisbona dice si, che l'Unione e gli Stati membri devono tenere conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, ma "rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale".
Questa seconda parte dell'articolo e' troppo spesso dimenticata anche in Italia: una dimenticanza da nulla, se non fosse che mina in modo grave la liberta' e i diritti dell'Uomo!
FederFauna : Confederazione Europea delle Associazioni di Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali
European Confederation of Associations of Animals Farmers, Traders and Holders
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Per la tutela dei Diritti e per una reciproca migliore Convivenza
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