
Sabrina Misseri resterà in carcere. E' il verdetto del Tribunale del Riesame
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Taranto. Al termine di una lunghissima camera di consiglio presieduta dal giudice Alessandro De Tommasi del Tribunale del Riesame, è stata respinta la richiesta di scarcerazione presentata dai difensori di Sabrina Misseri. Vito Russo ed E. Velletri avevano presentato infatti un'abbondante memoria difensiva, articolata in ben 31 pagine, con cui hanno sollevato 19 eccezioni tramite le quali si opponevano alla detenzione in carcere della giovane, accusata di omicidio e sequestro di persona. L'assunzione di benzodiazepine da parte del padre dell'indagata in carcere, ad esempio, come sostenuto dai legali della stessa, avrebbe alterato i ricordi dell'uomo al momento della descrizione e del racconto dell'episodio delittuoso che pone protagonista del crimine la figlia Sabrina. Michele Misseri manifestò infatti intenzioni suicide, al punto che i medici del carcere prescrissero e fecero somministrare al detenuto un calmante il cui principio attivo è il delorazepam, farmaco appartenente alla famiglia delle benzodiazepine, per sedarlo e rasserenarlo. Tale uso si sarebbe rivelato quindi assolutamente rilassante per il detenuto, utile alle indagini e non di intralcio, inducendolo a parlare con maggiore tranquillità. In casi di intossicazione da psicofarmaci, di coma o di visioni premorte, si sono verificati episodi neurologici detti "allucinazioni". Non è stato considerato evidentemente, dal Tribunale del Riesame, questo il caso di Michele Misseri, solo invece blandamente sedato.
Circa l'intervento in carcere della psicologa e criminologa R. Bruzzone, pochi minuti prima dell'ultima audizione del detenuto da parte del pm M. Buccoliero, sarebbe stato, dal tribunale, considerato del tutto lecito in fase non ancora dibattimentale.
Secondo il Tribunale sarebbero dunque giustificate a questo stadio dell'inchiesta le esigenze cautelari in carcere. La specificità del perché della decisione finale non è stata ancora resa nota agli organi di stampa, se non tramite fonti non ufficiali. La decisione presa dal tribunale sarebbe dovuta alla reale possibilità da parte della stessa di inquinare ulteriormente il quadro probatorio, basato soprattutto su indizi. Per questo motivo in particolar modo, aggiunto al pericolo di fuga, si ipotizza, viene confermata la misura di custodia cautelare in carcere per l'indagata. Il Tribunale della libertà ha anche disposto stamattina la trasmissione alla Procura della controperizia medico-legale presentata in Aula dagli avvocati Russo e Velletri.
La madre della vittima Sarah, ha intanto commentato così la sentenza di questa mattina: " I giudici hanno preso atto evidentemente dei gravi indizi contro Sabrina- ha dichiarato Cocetta Serrano Spagnolo- per perdonare ci sono delle fasi, ma io ora provo solo molta pena, se Sabrina ha ucciso è bene che la paghi".
ddc
Sabrina Misseri condannata a pagare le spese legali. Incidente probatorio alle porte
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