
Giudizio immediato per Parolisi. Melania Rea uccisa dal solo marito Salvatore Parolisi secondo la Procura di Teramo
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Te
ramo - Chiuse le indagini sul delitto della 29enne Melania Rea, i pubblici ministeri Davide Rosati e Greta Aloisi della Procura di Teramo hanno chiesto al gip Giovanni De Renzis il giudizio immediato per Salvatore Parolisi. Sarebbero stati trovati indizi omicidiari che inchioderebbe l'uomo, ora indagato per omicidio pluriaggravato e vilipendio di cadavere. Per i sostituti procuratori titolari dell'inchiesta il caporalmaggiore avrebbe commesso l'efferato delitto da solo e senza premeditazione, ma con due aggravanti: crudeltà e vincolo di parentela.
L'impronta di sangue vicino al corpo della vittima sarebbe solo del marito S. Parolisi, non apparterrebbe quindi a nessun complice, mentre dei 5 bulbi piliferi ritrovati sulla salma uno sarebbe priprio del marito, gli altri quattro della vittima.
Se il Gip accogliesse tale richiesta si salterebbe così l'udienza preliminare per la presenza di queste prove evidenti. Sarebbe stato dunque proprio lui, il marito, ad uccidere la moglie Melania.
"Finalmente siamo al processo la Procura, questo significa che non ha bisogno di fare altri accertamenti ed il dibattimento sarà la sede naturale per sottoporre a vaglio ulteriori indizi... " ha fatto sapere la famiglia Rea tramite il proprio legale. Il giudice tutelare del Tribunale competente ha intanto nominato tutrice della figlia di tre anni dei coniugi Parolisi, orfana della mamma Melania, la nonna materna Vittoria Rea e protutore il nonno e padre della vittima.
Il giudice G. De Renzis avrà cinque giorni lavorativi a partire da oggi per decidere se accogliere o meno la richiesta avanzata dalla Procura sul giudizio immediato nei confronti del marito di Melania Rea.
La giovane donna fu trovata senza vita nel bosco di Ripe di Civitella in provincia di Teramo. Aveva 29 anni quando è stata massacrata con 35 coltellate il 18 aprile 2011.
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