
Francesco Schettino interrogato alle 11 dalla gip Valeria Montesarchio per convalida fermo
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Grosseto - 17 gennaio - Francesco Schettino comandante della Costa Concordia è stato interrogato questa mattina alle 11 dal giudice per le indagini preliminari. La Gip Valeria Montesarchio dopo aver ascoltato il comandante già detenuto sotto custodia cautelare in carcere da sabato scorso, deciderà in merito all'ordinanza di convalida del fermo presso il penitenziario di Grosseto. Sono intanto 6 i dispersi italiani, per il sesto corpo recuperato cadavere ieri 16 dicembre sono ancora in corso le procedure di identificazione. I dati ufficiali parlano di 29 dispersi, con molta probabilità intrappolati nel ventre della nave, mentre si spera che nei punti ancora non perlustrati dai soccorritori, data la vastità della nave, si possano trovare altri sopravvissuti. Le ricerche stanno continuando senza sosta da parte dei sommozzatori della marina militare, Vigili del Fuoco e Protezione civile, nessuna procedura viene tralasciata compreso l'uso di micro cariche per aprire porte ed oblò ancora chiusi. L'imbarcazione era dotata, infatti, del consueto meccanismo di chiusura a compartimenti stagni per evitare l'inondazione di tutti i locali e le cabine in caso di imbarco d'acqua.
Schettino è accusato di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave in fase di emergenza.
Da quanto ufficiosamente trapelato tramite il suo avvocato, il comandante tra breve dovrebbe confermare la propria versione dei fatti e cioè che dopo l'impatto con lo scoglio che a lui non sarebbe risultato dalle carte nautiche, egli avrebbe fatto il possibile per mettere in salvo i passeggeri con una manovra di fortuna e facendo gettare le ancore per non far avanzare la nave verso il largo dove le vittime sarebbero state altrimenti molte di più.
Stando al resoconto della Guardia costiera Schettino non poteva manovrare. Il Procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio, titolare delle indagini, ha comunque così motivato l'arresto del comandante: “abbiamo temuto la sua fuga, abbiamo pensato potesse sottrarsi alle sue responsabilità..."
La Procura avrebbe altresì ritenuto che l'ufficiale potesse inquinare le prove concordando false versioni dei fatti. L'accusa a carico del comandante, se ulteriormente confermata dalle decine di testimonianze e riscontri oggettivi, sarebbe assolutamente infamante per un uomo di mare, un comandante che avrebbe lasciato ad altri il coordinamento dell'evacuazione dei propri passeggeri mentre portava se stesso al sicuro sulla terra ferma. Questa per ora sembrerebbe la verità, stando alla quale il Comandante di bordo rischierebbe oltre 10 anni di carcere.
Ddc
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