Strage Costa Concordia. Domnica Cemortan la donna con Francesco Schettino avvolta da mistero internazionale
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Grosseto - L'inchiesta sul disastro del 13 gennaio è coperta da segreto istruttorio. Ciò nonostante trapelano notizie su alcune testimonianze rese durante gli interrogatori. Francesco Schettino, agli arresti domiciliari accusato per diversi capi d'imputazione tra cui l'omicidio colposo plurimo, è però anche un testimone chiave in questa inchiesta.
Un passo indietro. Sono le 21 del 13 gennaio 2012. Il comandante viene visto durante la cena di benvenuto sulla nave da più passeggeri, ma sempre con la stessa signora, una straniera il cui identikit la descrive così: bionda - età 25 anni - altezza 1 metro e 70 circa - accento asiatico. La donna si sarebbe imbarcata al porto di Civitavecchia senza comparire nella lista passeggeri, anche se la dirigenza della Costa Crociere si affretta a smentire. La stessa donna dunque, ex membro dell'equipaggio Costa, avrebbe raccontato al comandante Schettino di essere ospite di un altro ufficiale, persona il cui posizionamente al momento dell'impatto non è stato rivelato da nessuno come neppure l'identità. La Costa Crociere dichiara inoltre in proposito che l'accompagnatrice del comandante non fosse ospite di alcun ufficiale, ma passeggera imbarcata regolarmente. L'inchiesta toscana dovrà quindi far luce sull'insieme di queste contraddizioni ed ombre sempre più fitte.
Il nome della donna è stato fatto da Francesco Schettino senza alcuna reticenza sotto interrogatorio di garanzia davanti al Gip di Grosseto. Alle 21.15 Schettino era al ristorante dell'11° piano quindi colpevolmente all'oscuro di quanto stava accadendo in sala comando. Il mistero riguarda adesso questa giovane, tale Domnica che risulterebbe la stessa fotografata da un passeggero al tavolo del ristorante Costa.
Ripetiamo che l' accento della donna era marcatamente straniero e sarebbe stata proprio questa signora, forse di nazionalità moldava, ad accompagnare Francesco Schettino in plancia, dopo l'impatto. Si attende ora l'identikit della donna bruna che teneva sotto braccio il comandante dopo alcuni bicchieri di vino, anch'essa descritta da diversi testimoni come straniera.
Il RINA (Registro Italiano Navale ed Aeronautico) è già risultato essere colpevole di silenzi ed omissioni per l'intera opinione pubblica, mentre sulla vicenda si allunga l'ombra dei servizi segreti internazionali.
Resta ancora di 22 il numero ufficiale dei dispersi per i quali stanno intervenendo i subacquei specializzati del raggruppamento della Marina Militare.
Ddc
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