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Informatica e Tecnologia

Il mercato globale dell’e-commerce B2B raggiungerà quota 6.700 miliardi di dollari entro il 2020

Mercoledì 06 Maggio 2015 15:07


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Il mercato globale dell’e-commerce B2B raggiungerà quota 6.700 miliardi di dollari entro il 2020 MILANO – 6 maggio 2015 – La vendita al dettaglio online business-to-business (B2B) ha assistito a una forte crescita dovuta alla rapida migrazione di produttori e grossisti dai sistemi legacy a piattaforme open e online. Poiché i sistemi legacy prevedono lo scambio di dati per via elettronica, che è costoso e ingombrante da gestire, i modelli B2B continueranno a muoversi verso piattaforme online che consentono ad acquirenti e venditori di tutto il mondo di effettuare transazioni di beni e servizi con facilità. Di fatto, si prevede che il mercato delle vendite al dettaglio online B2B raggiungerà il doppio delle dimensioni del mercato delle vendite online B2C (business-to-consumer), producendo entrate per 6.700 miliardi di dollari entro il 2020.
Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Future of B2B Online Retailing”, rivela che le vendite online B2B rappresenteranno quasi il 27% del commercio totale dell'industria manifatturiera, che probabilmente raggiungerà quota 25.000 miliardi di dollari entro il 2020. Geograficamente, la Cina e gli Stati Uniti guideranno il mercato della vendita al dettaglio online B2B. Si prevede che quest’ultimo raddoppierà le entrate fino a raggiungere quota 1,2 miliardi di dollari entro il 2020.
Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questa ricerca, si prega di visitare: http://corpcom.frost.com/forms/EU_PR_AZanchi_MA4E-MT_22Apr15

 

Il Governo blocca l'innovazione fermando il passaggio alla fibra ottica

Mercoledì 11 Marzo 2015 19:37

Il Governo blocca l'innovazione fermando il passaggio alla fibra ottica Nonostante l’Italia navighi in internet più lentamente della Namibia il governo, per salvare il capitale di Telecom, ha deciso di cancellare l’unica misura che avrebbe aiutato il nostro Paese a colmare il divario nei confronti del resto del mondo. E pensare che, questa volta, ci avevamo creduto davvero. Il progetto di spingere il passaggio alla fibra sembrava davvero serio.

Invece, in perfetto stile Italiano, tutto va in fumo in pochi secondi. Il governo fa dietro-front e cancella dall’agenda digitale il passaggio alla fibra attraverso l’intervento pubblico, dando come motivazione le solite inutili scuse inventate, a partire da quella ai limiti del ridicolo che distingue “banda larga” e “banda ultra larga”. Un gioco di parole mediatico che vorrebbe spacciare l’Adsl a 30 Mb come una connessione ottima e la fibra come un “prodotto di super lusso”. Questo ha permesso al ministro Federica Guidi di dichiarare con sicurezza: “lasciamo al mercato e agli operatori la scelta della tecnologia più efficiente”.

L’Adsl è una tecnologia vecchia e inadeguata, che penalizza gli utenti soprattutto in fase di upload (l’invio di dati verso la rete) impedendo di utilizzare Internet in maniera adeguata ai tempi. A spiegarlo al ministro potrebbero essere per esempio le aziende che nell’evoluta Lombardia si trovano ad affrontare tempi biblici (un giorno o più) per la trasmissione di dati che con la fibra potrebbero essere inviati nel giro di un’ora scarsa. Dubito però ministri ed il loro staff abbiano bisogno di spiegazioni in merito. È solo che quando si tratta di scegliere tra l’innovazione del paese e gli interessi finanziari, curiosamente finiscono sempre per scegliere i secondi.

Risultato, 60 milioni di italiani possono continuare a impiccarsi al doppino di rame, mentre la fibra e’ e resterà un privilegio per pochi fortunati.

In Namibia navigano in rete più velocemente che in Italia

Martedì 10 Febbraio 2015 11:56

In Namibia navigano in rete più velocemente che in Italia L’Italia si posiziona come ultima in Europa per prestazioni medie della banda larga con un valore pari a 9,1 Mbps. Peggio della Namibia che viaggia a 9,4 Mbps.

Nel mondo, lo sviluppo della rete veloce e’ talmente aumentato che, negli Stati Uniti, hanno addirittura rivisto la definizione stessa di banda larga, alzando il livello minimo per ritenerla tale a 25 Mbps in download e a 3 in upload.

La comunità europea, vista la crescente necessità nell’ accedere ad internet per molte attività legate alla vita quotidiana di ogni cittadino, ha predisposto la mappatura delle zone prive di connettività a 30 Mbps o 100 Mbps in cui gli operatori potranno candidarsi a intervenire. L’obiettivo comunitario rimane quello di portare (almeno) i 100 Megabit a metà della popolazione nel 2020, anno in cui tutti dovranno aver assaggiato i 30 Megabit di media.

Sulla mappa vengono indicati con il colore rosso, tutte le nazioni sotto i 20 Mbps, e via via sino al verde le nazioni con più di 60 Mbps.

I due Paesi più veloci sono, ed un po’ lo sapevamo, Singapore, 104,42 Mbps, e Hong Kong, 96,38. Il picco negativo, 1,08 Mbps, viene toccato dallo stato africano del Benin. L’Australia sfiora i 16,5 e la Cina viaggia a 25.

 

Gli zombie? Divertenti solo come costume per il Carnevale alle porte!

Mercoledì 04 Febbraio 2015 17:56

Gli zombie? Divertenti solo come costume per il Carnevale alle porte! A Carnevale ogni scherzo vale… ma gli scherzi non sono divertenti quando mettono a rischio dati e reti informatiche. Malware, virus, zombie, botnet, attacchi hacker, spam, sono tutti pericoli in costante crescita che devono essere affrontati con soluzioni al passo con l’evoluzione della tecnologia e delle sempre più complesse armi a disposizione dei cyber-criminali.

A conferma della costante evoluzione del fenomeno, Sophos presenta la sua classifica dello spam relativa al quarto trimestre 2014, l’ormai nota “SPAMPIONSHIP”.

Questo poco onorevole ranking analizza la quantità di SPAM prodotta dai vari Paesi, in termini di volume assoluto e di popolazione.

Il primo dato che salta all’occhio analizzando la classifica del Q4 del 2014 riguarda il gradino più alto dell’assai poco lusinghiero podio: se per anni infatti sono stati gli USA a dominare la Spampionship in termini di volumi assoluti, nell’ultimo trimestre dell’anno appena concluso lo “scettro” è passato alla Cina: un attacco spam ogni sei proviene dal paese che ha sviluppato il “Great Firewall”, ovvero il sistema di sorveglianza di Internet che permette sia di bloccare l'accesso ai siti vietati dal Governo cinese, sia di monitorare il traffico dati in entrata e in uscita dalla Cina.
Un sistema che, come rivelano questi dati, non sembra sufficiente per ovviare al problema delle infezioni causate dai bot, detti anche “zombie”, che trasformano i computer in robot cybercriminali controllati da remoto e spesso usati per diffondere spam e malware.

Sempre prendendo in esame il volume di spam prodotto, la Cina è seguita da Stati Uniti e Corea del Sud mentre l’Europa non compare prima del quarto posto, occupato dalla Russia. Il nostro Paese si classifica tra i più “virtuosi” essendo solo quindicesimo.

Se i dati di questa classifica vanno inevitabilmente a penalizzare i Paesi con la popolazione più vasta e di conseguenza con un maggior numero di computer a disposizione, diverso è il fenomeno analizzato dal punto di vista del volume di spam prodotto per abitante.

La Cina esce in modo decisamente più positivo da questa analisi, non classificandosi nemmeno tra i primi 12 Paesi, mentre la Corea del Sud occupa il primo posto, seguita da Hong Kong e Bulgaria, due nazioni che non comparivano nelle prime 12 posizioni del grafico inerente allo spam prodotto in termini di volume assoluto. §
E l’Italia? Al 44° posto, un ottimo risultato!

Ancora una volta, la SPAMPIONSHIP di Sophos evidenzia due aspetti da tenere sempre a mente, ovvero che lo spam è un problema mondiale e che il solo modo per contrastarlo efficacemente, in un mondo sempre più interconnesso, è iniziare la prevenzione da casa propria e dal proprio PC.

Quindi a Carnevale travestitevi pure da zombie, ma prima verificate che uno di loro non si sia già impossessato del vostro PC!

Per scoprirlo è sufficiente collegarsi qui e scaricare il Sophos Virus Removal Tool, lo strumento semplice e gratuito che consente di ripulire il proprio computer da virus e malware.

Facebook sarà libero dalle bufale. Si potranno segnalare le notizie false

Lunedì 26 Gennaio 2015 15:31

Facebook sarà libero dalle bufale. Si potranno segnalare le notizie false Facebook introduce il tasto per segnalare notizie false. L’obiettivo e’ quello di ridurre al minimo possibile il flusso di notizie inutili, false ed assurde, che popolano le nostre bacheche. I post segnalati, saranno 'marcati' per mettere in guardia a loro volta altri utenti.

La modifica e’ stata introdotta dopo che, nel mese di agosto, il social network ha deciso di eliminare i post 'acchiappa click', quelli con titoli esca e articoli che non danno informazioni ma hanno come obiettivo quello di guadagnarsi il vostro click. Il sistema della segnalazione delle notizie false si aggiunge a quello già esistente riguardante la segnalazione di contenuti pornografici, violenti e così via.

Ad esempio verranno eliminati post come ”clicca per vincere una fornitura a vita di caffè”, oppure ”uomo avvista dinosauro”. Il motivo e’ semplice perché, secondo un analisi statistica, le storie che contengono truffe, o notizie volutamente fuorvianti, sono segnalate due volte e mezzo di più rispetto ai link ad altre notizie.

Ma come sempre accade ogni innovazione genera opinioni discordanti. Alcuni utenti segnalano la possibilità che alcuni post possano essere indicati come bufale solo perché non si e’ d’accordo con il loro contenuto, generando cosi confusione e potenziali errori. Vedremo con il passare del tempo se Facebook deciderà di mantenere attiva questa funzione.

 

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