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Kayenna Schegge Metropolitane aut.trib.sa. N°981 24/04/1997

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la Biro Labirinto

Incontro siculo.


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Taormina-Naxos 8:20
l’attesa
una ferita
una poesia
ancora è il mio amare
tra la carne calda
tra pietre venate
sonno e gioia

Morbido tempo
riposo di bimbo
sedotta è la fame
con luce romantica

Di apoteotici sensi
in terra la notte si riempie
lenzuola di sesso e abbracci odoranti
ridestano il giorno
noi…amandoci

mediterraneo perdersi a colazione
parole segni forme
inequivocabili incerti Noi
nel profumo del sole

Muta
pungente
l’aguzzina paura
mi spalanca all’amaro vuoto
che velluto con unghie
lacera e avvolge
curando e ferendo
cute lesa mi seguirà al domani

serale discesa
scale senza uscita
vetri rotti e la prima canzone
orme unite che il mare fa sue
e rum e musica

Stanca salita
comoda notte
ti amo nei capelli sciolti
animi e frusti
i miei sogni ribelli

Eteroclite percezioni
irrorano il risveglio
molti pensieri non molte parole
borse pesanti attendono
preparate in silenzio

La costa agiata
la sua bianca spuma
di rabbia lambisce
la rena indifesa
me silenzioso

12:29 Taormina–Naxos
verso nord
verso casa.


                Valeriano Forte

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Canto d'amore.


Quando assorto nei miei pensieri
mi ritrovo nel mio cantuccio
al centro di tutto quanto
scopro che ci sei te, amore mio.
Tu sei la regione della mia vita,
la fonte del mio desiderio vivo,
il sogno del mio avido cuore.
Senza di te sarei un relitto
vagante nel gran mare dell’essere,
senza uno scopo che renda
più viva e vera la mia vita.
Tu sei la pace dei miei pensieri,
un grande raggio di felicità
che solo mi può essere concesso.
Di te sogno, di te vivo,
di te ragiono, di te deliro
nel grande pelago del mio sentire
non trovo altrove che cosa amare,
di che vivere con una ragione.
Con te tutto il mondo è nelle mie braccia.
Quando sarò al termine della vita
Sarà per te il mio ultimo respiro
E più dolce mi sarà la morte.
anche se dovessi saggiarla
dalle tue labbra.
                            Giuseppe Stolfi

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Natale.


a tutti gli amici e lettori de "la Biro Labirinto" un augurio sincero di Buon Natale.



 
E’
 
Natale
 
si corre
 
ma ho trovato
 
sulla spiaggia
 
una vecchia panchina
 
che tiene l’intera città alle spalle
 
l’acqua una tavola millerighe blu
 
e le ultime luci spente
 
lo erano un attimo fa
 
quelle del porto
 
Ora per me è Natale
 
fuori
da tutto
ti sento
a pieno
fratello
ogni anno
bambino.

.........................................




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La bella Salerno.



Ride nell'onde d'oro
Del mar Tirreno, folgorando, il sole
E il mar Tirreno sorride al cielo
E bacia e sfiora
Le belle sponde che gli fan corona.
Tra luci e tra colori
D'oro e d'azzurro, tra il sereno e il verde,
l'occhio mirando vaga
dove Beltà compose
tanto divino incanto di natura.
Un sogno immaginoso
Regna fra tanta luce,
dove esule s'effonde ogni pensiero
come il canoro grido di un uccello, 
che volando acquieta
l'inappagata volontà di vita!
Quando poi volge il sole i raggi d'oro
All'occiduo tramonto, quando, incerto
Tra il chiarore e le tenebre è lo spazio,
muta rima la scena,
disabbellita, scolorita e fredda,
finché dalla penombra
sorge timido e lieve
il candido chiarore della luna.
Allora freme ogni risposta corda
Ed esula vibrante al nuovo lume
Che piove argento dagli eterei raggi.
E sulle umane e le celesti cose,
calmo ed assorto nella quiete ombrosa,
si raccoglie lo spirito a meditare.

                                  Giuseppe Stolfi

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Pozzovecchio


                                                                                          (a Rafael)


Alghe volanti
spiagge silenti
l'amico 
cercando orme
va
Vento isolàno
lo conduce
come vela piena
alle spalle
portando scheletri
e occhi
lontano.

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