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Taormina-Naxos 8:20 l’attesa una ferita una poesia ancora è il mio amare tra la carne calda tra pietre venate sonno e gioia
Morbido tempo riposo di bimbo sedotta è la fame con luce romantica
Di apoteotici sensi in terra la notte si riempie lenzuola di sesso e abbracci odoranti ridestano il giorno noi…amandoci
mediterraneo perdersi a colazione parole segni forme inequivocabili incerti Noi nel profumo del sole
Muta pungente l’aguzzina paura mi spalanca all’amaro vuoto che velluto con unghie lacera e avvolge curando e ferendo cute lesa mi seguirà al domani
serale discesa scale senza uscita vetri rotti e la prima canzone orme unite che il mare fa sue e rum e musica
Stanca salita comoda notte ti amo nei capelli sciolti animi e frusti i miei sogni ribelli
Eteroclite percezioni irrorano il risveglio molti pensieri non molte parole borse pesanti attendono preparate in silenzio
La costa agiata la sua bianca spuma di rabbia lambisce la rena indifesa me silenzioso
12:29 Taormina–Naxos verso nord verso casa.
Valeriano Forte
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Quando assorto nei miei pensieri mi ritrovo nel mio cantuccio al centro di tutto quanto scopro che ci sei te, amore mio. Tu sei la regione della mia vita, la fonte del mio desiderio vivo, il sogno del mio avido cuore. Senza di te sarei un relitto vagante nel gran mare dell’essere, senza uno scopo che renda più viva e vera la mia vita. Tu sei la pace dei miei pensieri, un grande raggio di felicità che solo mi può essere concesso. Di te sogno, di te vivo, di te ragiono, di te deliro nel grande pelago del mio sentire non trovo altrove che cosa amare, di che vivere con una ragione. Con te tutto il mondo è nelle mie braccia. Quando sarò al termine della vita Sarà per te il mio ultimo respiro E più dolce mi sarà la morte. anche se dovessi saggiarla dalle tue labbra. Giuseppe Stolfi Add a comment
a tutti gli amici e lettori de "la Biro Labirinto" un augurio sincero di Buon Natale.
E’ Natale si corre ma ho trovato sulla spiaggia una vecchia panchina che tiene l’intera città alle spalle l’acqua una tavola millerighe blu e le ultime luci spente lo erano un attimo fa quelle del porto Ora per me è Natale fuori da tutto ti sento a pieno fratello ogni anno bambino.
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Ride nell'onde d'oro Del mar Tirreno, folgorando, il sole E il mar Tirreno sorride al cielo E bacia e sfiora Le belle sponde che gli fan corona. Tra luci e tra colori D'oro e d'azzurro, tra il sereno e il verde, l'occhio mirando vaga dove Beltà compose tanto divino incanto di natura. Un sogno immaginoso Regna fra tanta luce, dove esule s'effonde ogni pensiero come il canoro grido di un uccello, che volando acquieta l'inappagata volontà di vita! Quando poi volge il sole i raggi d'oro All'occiduo tramonto, quando, incerto Tra il chiarore e le tenebre è lo spazio, muta rima la scena, disabbellita, scolorita e fredda, finché dalla penombra sorge timido e lieve il candido chiarore della luna. Allora freme ogni risposta corda Ed esula vibrante al nuovo lume Che piove argento dagli eterei raggi. E sulle umane e le celesti cose, calmo ed assorto nella quiete ombrosa, si raccoglie lo spirito a meditare. Giuseppe Stolfi Add a comment
(a Rafael)
Alghe volanti spiagge silenti l'amico cercando orme va Vento isolàno lo conduce come vela piena alle spalle portando scheletri e occhi lontano. Add a comment
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