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Martedì 10 Febbraio 2015 13:18


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M’illumino di meno. 13 febbraio: azioni virtuose all’insegna del Risparmio EnergeticoM’illumino di meno, è la più grande campagna radiofonica di sensibilizzazione sulla razionalizzazione dei consumi energetici, ideata da Caterpillar, lo storico programma in onda da diciotto anni su Radio 2 RAI.

Dopo aver spento simbolicamente mezza Europa e acceso tricolori puliti in tutta Italia, con l’iniziativa di oggi è giunta alla sua undicesima edizione. Caterpillar invita tutti a concentrare in un’intera giornata tutte le azioni virtuose di razionalizzazione dei consumi, sperimentando in prima persona le buone pratiche di riduzione degli sprechi, produzione di energia pulita, mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi), riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo).

Quest’anno in particolare, dopo il Nobel per la Fisica riconosciuto agli inventori del LED e la proclamazione del 2015 come Anno Internazionale della Luce da parte dell’Onu, M’illumino di meno ci invita ad accendere “luci pulite”: speciale attenzione sarà dedicata ai comuni che sono passati all’illuminazione a basso consumo e alle adesioni a base di Led.

In questa chiave propositiva, Caterpillar dedica il focus dell’edizione 2015 di M’illumino di meno ad una particolare categoria: le scuole di ogni ordine e grado, alle quali sarà richiesto di manifestare simbolicamente il proprio amore per il Pianeta con iniziative speciali in tutti i plessi. Il Ministero dell’Istruzione ha aderito all’iniziativa invitando le 8000 scuole italiane a festeggiare con attività di sensibilizzazione su come non sprecare energia.

“Risparmiare l’energia e le materie non rinnovabili o rinnovabili ma in tempi molto lunghi (combustibili fossili, acqua, ecc.) per noi e per i nostri figli, è un preciso dovere di ciascun abitante della Terra” – afferma il direttore del Parco Gianni Guaita, che continua – “il Parco si prodiga affinché si diffondano le buone pratiche e si acquisisca consapevolezza che il nostro pianeta è un sistema fragile che va salvaguardato anche cambiando i nostri stili di vita”.

 

Martedì 10 Febbraio 2015 11:56

In Namibia navigano in rete più velocemente che in Italia L’Italia si posiziona come ultima in Europa per prestazioni medie della banda larga con un valore pari a 9,1 Mbps. Peggio della Namibia che viaggia a 9,4 Mbps.

Nel mondo, lo sviluppo della rete veloce e’ talmente aumentato che, negli Stati Uniti, hanno addirittura rivisto la definizione stessa di banda larga, alzando il livello minimo per ritenerla tale a 25 Mbps in download e a 3 in upload.

La comunità europea, vista la crescente necessità nell’ accedere ad internet per molte attività legate alla vita quotidiana di ogni cittadino, ha predisposto la mappatura delle zone prive di connettività a 30 Mbps o 100 Mbps in cui gli operatori potranno candidarsi a intervenire. L’obiettivo comunitario rimane quello di portare (almeno) i 100 Megabit a metà della popolazione nel 2020, anno in cui tutti dovranno aver assaggiato i 30 Megabit di media.

Sulla mappa vengono indicati con il colore rosso, tutte le nazioni sotto i 20 Mbps, e via via sino al verde le nazioni con più di 60 Mbps.

I due Paesi più veloci sono, ed un po’ lo sapevamo, Singapore, 104,42 Mbps, e Hong Kong, 96,38. Il picco negativo, 1,08 Mbps, viene toccato dallo stato africano del Benin. L’Australia sfiora i 16,5 e la Cina viaggia a 25.

 

ISIS, l'attacco di Anonymous contro il jihadismo

Martedì 10 Febbraio 2015 11:30

attacco di Anonymous contro il jihadismo "Siamo bianchi, siamo neri, siamo cristiani, musulmani, siamo atei...". Con queste parole inizia il nuovo video di Anonymous, gruppo di hacktivisti attivi come comunità online dal 2003 che ha apertamente dichiarato guerra all'autoproclamato Stato Islamico, il feroce e spietato ISIS.

L'operazione #noISIS

ISIS è come un virus

L'attività degli hacker attivisti è ben chiara: dallo scorso ottobre i membri di tutto il mondo di Anonymous hanno iniziato un vero e proprio rastrellamento del web per identificare, bloccare e violare siti Internet, account di Twitter, Facebook o altre reti sociali che abbiamo collegamenti diretti o indiretti con l'esercito dell'ISIS.

A parte utilizzare le migliori tecniche di hacking (invio di attacchi DDoS, spam, creazione di trojan e bypass di indirizzi email), migliaia di appartententi al jihadismo si sono visti pubblicati online i propri nomi, indirizzi IP e altri dati sensibili: Anonymous ha messo alla gogna la parte più subdola dell'ISIS.

Smascherati anche i foreign fighters

In questo modo sono stati scovate cellule di integralismo islamico (anche se ormai sappiamo che nell'ISIS non esiste nulla di religioso) in moltissimi paesi, sopratutto Stati Uniti e Inghilterra, dove persone di varia età utilizzano Internet per attirare l'attenzione dei terroristi. Molti pubblicano foto e video inneggianti all'esercito islamico, commentano sui social network e dichiarano guerra all'Occidente: in realtá cercano visibilità, appagare il proprio egocentrismo ed essere arruolati come foreign fighters.

il video di Anonymous contro Isis

Una guerra nuova che rompe con il passato

L'aspetto più interessante dell'attività di Anonymous ha il sapore storico. La guerra al terrore infatti ha sviluppato una nuova forma di guerra online e offline: da un lato troviamo le forze aeree della Giordania (colpita al cuore con l'uccisione del pilota Muath al Kasasbeh, arso vivo il 3 gennaio dall'ISIS), dall'altro la fanteria curda dei Peshmerga (che in questi giorni lottano per riconquistare Mosul, capitale irachena dell'ISIS) infine Anonymous che ha letteralmente bloccato l'attività online dei terroristi.

Se, per la prima volta, siamo stati tutti spettatori di una spontanea reazione militare di un altro stato arabo (senza intromissioni occidentali, americane o europee), abbiamo ora la consapevolezza di quanto sia importante la trasversalità di Anonymous.

Hacktivisti non solo preparati e professionalmente potenti, ma sopratutto in grado di unire risorse umane e tecnologiche sotto un'unica bandiera, pacifista e democratica.

Praticamente un'utopia storica che per la prima volta possiamo vedere nell'unità costruita contro l'ISIS (#noISIS).

 

In viaggio con dante: l'itinerario del pensiero tra arte, musica e letteratura

Mercoledì 04 Febbraio 2015 18:13

In viaggio con dante: l'itinerario del pensiero tra arte, musica e letteratura Venticinque dipinti, cento canti e settecentocinquant’anni di straordinaria modernità. In onore di Dante Alighieri, poeta che più di tutti attraversò i sentieri della verità, facendosi carico d’inquietudini universali, la Fondazione Credito Bergamasco organizza “Un fine settimana con Dante” e la mostra itinerante “Come gente che pensa a suo cammino”, iniziative a partecipazione libera a gratuita per ripercorrere la meraviglia dell’opera dantesca, riscoprendo significative assonanze con la contemporaneità, dall’oscurità dei suoi tempi all’ostinata ricerca della felicità.
Spetta così al maestro Angelo Celsi classe 1937, originario della Val Seriana (Bg) e residente a Sovere, il compito di celebrare, su commissione della Fondazione Credito Bergamasco, la straordinaria attualità del Vate, attraverso venticinque dipinti di grande dimensione, illustrazioni dedicate agli episodi e ai personaggi della Divina Commedia, in un suggestivo alternarsi di Inferno, Purgatorio e Paradiso che da Bergamo e provincia, grazie alla partnership di numerosi enti territoriali, toccherà anche Lodi e Verona.
Bergamo accoglie così la festa più romantica, San Valentino, lasciandosi sedurre dalle tensioni narrative di amori leggendari: come quello che vide ardere di passione Francesca da Rimini e Paolo Malatesta o che si sublimò nella più straordinaria spiritualità nel caso di Dante e Beatrice.
Un vero e proprio percorso “d’innamoramenti d’arte” che prende avvio venerdì 13 febbraio alle ore 18.00 presso il Palazzo del Credito Bergamasco di Bergamo, in Largo Porta Nuova 2, con la presentazione del programma curata, dopo il saluto di benvenuto dell’avv. Cesare Zonca, da Angelo Piazzoli, Segretario Generale Fondazione Credito Bergamasco e da Enzo Noris, Presidente della Società Dante Alighieri di Bergamo. Per l’occasione interverrà Franco Palmieri autore del libro Incantati dalla Commedia, nato dalla singolare esperienza che ha visto le piazze italiane gremirsi di migliaia di persone, estasiate di fronte alla lettura dei versi della Divina Commedia.
Incantesimo che rivivrà nel corso del “Fine settimana con Dante Alighieri”, la due giorni a tutto Dante del 14 e 15 febbraio, con visite guidate alla mostra in compagnia degli studenti del Liceo Classico del Collegio Vescovile Sant’Alessandro di Bergamo.
Le visite guidate saranno arricchite dall’esibizione del violinista trevigliese Alberto Cammarota, 27 anni, e dalle letture di alcuni dei canti della Divina Commedia, a cura della Società Dante Alighieri di Bergamo.
E dopo la magia made in Bergamo, l’esposizione sarà ospitata in alcuni Comuni della provincia quali Romano di Lombardia, Lovere, Gromo, Grumello del Monte, Clusone nonché nelle città di Verona e Lodi.
“Ripercorrere il cammino di Dante consente di tornare alle radici comuni della nostra cultura, all’italianità e ai suoi valori fondanti, alla grandezza del genio italico – capace di affrontare ciò che nessuno, né prima né poi, ha più realizzato – trasmettendo un messaggio di orgoglio, di fiducia nel futuro, di consapevolezza dei nostri mezzi (intellettuali e morali) che ci derivano dalla nostra storia e dalla nostra tradizione” – sottolinea il dott. Angelo Piazzoli, Segretario Generale della Fondazione Credito Bergamasco, specificando come le iniziative intendano offrire un concreto strumento e un’interessante occasione per sviluppare riflessioni, approfondimenti didattici, momenti aggregativi e culturali.

 

6 Febbraio: Giornata contro le mutilazioni genitali femminili

Mercoledì 04 Febbraio 2015 18:08

6 Febbraio: Giornata contro le mutilazioni genitali femminili Il 6 Febbraio è la Giornata internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili, al mondo oltre 125 milioni di bambine e donne vivono con le conseguenze devastanti nel fisico e nella psiche di tale pratica che viene inflitta alle bambine dall’età infantile fino ai 15 anni, queste vittime vivono in 29 Paesi africani e nel Medio Oriente: in Egitto, Eritrea, Mali, Sierra Leone e nel nord del Sudan il fenomeno tocca quasi la totalità della popolazione femminile (più dell’80%).

A volte vi è uno spiraglio che fa intravvedere una luce: è notizia di pochi giorni fa che in Egitto un medico è stato condannato dal tribunale per la morte di Soheir El-Bataa, deceduta a 13 anni a causa delle complicanze insorte dopo essere stata mutilata. Il tribunale ha condannato il medico a 2 anni per omicidio colposo e a 3 mesi per aver praticato la mutilazione genitale femminile (MGF). Anche il padre della bambina è stato condannato per lo stesso reato e la clinica del medico è stata chiusa per un anno. Questa sentenza è stata definita “storica” e questo è stato il primo caso di MGF ad avere avuto un processo, nel 2008 in Egitto le MGF sono state proibite tuttavia rimane una pratica molto radicata nella popolazione: oltre il 90% di bambine vengono mutilate.

Anche nella tranquilla e civile Inghilterra un medico di 32 anni, Dhanuson Dharmasena, è sotto processo per aver praticato la MGF a una donna: il fatto risale al novembre 2012 quando una donna di 24 anni – residente inglese, ma di origini somale e che subì nel suo Paese la MGF a 6 anni – dopo il parto fu ricucita dal medico praticandole ancora la FGM su insistenza del marito.

Le MGF seguono il flusso migratorio, per cui in Europa vi sono moltissimi casi di MGF e, purtroppo, l’Italia ne detiene il primato: se ne contano almeno 50.000 bambine vittime di mutilazione genitale femminile.
Ecco perché Plan crede che a un problema globale occorre rispondere con una soluzione globale e Plan Italia, ancora una volta, rinnova la sua petizione affinché l’attuale governo si impegni ad affrontare la sfida della riduzione ed eliminazione delle MGF in Italia e in tutti i Paesi in cui esse vengono ancora praticate, mediante leggi e sanzioni rigorose per i trasgressori e l’istituzione di assistenza sanitaria gratuita per tutte le vittime che soffrono per le complicanze, favorendo, inoltre, la diffusione di informazioni sul tema insieme alla condivisione di esperienze che dimostrano l’efficacia dell’abbandono delle MGF.

E per ultimo il racconto di Nkatha: vive in una comunità di Tharaka Nithi, in Kenya, a nove anni fu costretta a subire la mutilazione per volere della nonna “provai in quel momento un dolore acuto che mi accompagnò per giorni. Solo all’età di 14 anni iniziai a riflettere su quella violenza, chiesi a mia madre perché non si oppose e lei mi disse che non voleva andare contro le norme della comunità.
Una parte del mio corpo è stata rimossa contro la mia volontà, i miei diritti sono stati violati” racconta Nkatha, ora sedicenne, con gli occhi velati dalle lacrime. La ragazzina ha rischiato di lasciare la scuola, ma ha deciso di continuare gli studi perché vuole diventare dottoressa. “Ho minacciato mia nonna di denunciarla” – continua – “se farà la stessa cosa alla mia sorellina”. Nkatha ha chiesto aiuto a Plan Kenya: “a 9 anni la bambina era troppo piccola per capire cosa le stava succedendo” – spiega Tom Okeyo, responsabile dei programmi di Plan Kenya e che lavora nell’area di Tharaka Nithi dove vive Nkatha – “Ragazzine come lei hanno bisogno di assistenza psicologica per superare l’esperienza traumatica vissuta e far fronte alle tremende conseguenze dovute alla mutilazione”. A novembre 2014 Plan ha raggiunto 280 bambine e 350 ragazzi tramite corsi di formazioni sulle MGF.

 

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