La chemioterapia rallenta l'avanzare dei tumori maligni e per farlo blocca la mitosi sia delle cellule self "impazzite" sia purtroppo anche di quelle sane. Questa è la ragione dei disturbi gastrici, della perdita di capelli a cui va incontro chi si sottopone a chemio. Non c'è altra scelta. Non c'era altra via. La "chemio" è tutt'oggi una delle più praticate terapie in caso di cura del cancro: fatale, secondo una recentissima scoperta statunitense.
La scoperta è che alcuni chemioterapici avrebbero stimolato nelle cellule a contatto con quelle neoplastiche la produzione di una molecola proteica, la quale avrebbe agevolato la proliferazione cellulare rendendo 'immune' il tumore a ulteriori trattamenti. Una vera e propria accelerazione della malattia? Così sembra stando a quanto pubblicato dalla rivista scientifica Nature. Una ricerca americana eseguita su pazienti affetti da cancro alla prostata stava tentando di comprendere come mai queste cellule tumorali fossero così difficilmente debellabili nell'uomo, ma facilmente vincibili in laboratorio. Ebbene sarebbe emerso che a rendere invincibile il cancro umano si stava rivelando proprio la chemioterapia. Se la notizia fosse dimostrata, se fosse confermata e se poi non venisse insabbiata, miliardi di risarcimento non basterebbero ai figli, ai genitori di chi ha lottato, con coraggio infinito, morendo. ddc S.Todaro © Riproduzione riservata
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Nerone sta per lasciarci. Facciamocene una ragione. E' così, il potentissimo anticiclone sahariano subtropicale di questa estate bollente da dopodomani allenterà la sua morsa.
Oggi e domani invece Nerone continuerà a pompare aria calda su Roma, isole maggiori e tutto il Centrosud. Da venerdì e fino a Ferragosto il clima sarà più mite grazie all'arrivo di aria fresca dal mar Baltico, l'aria sarà rinfrescata da temporali su Alpi e Appennini. Avremo un po' di tempo per respirare, aspettando Caligola. Questo è il nome dell' altro signor anticiclone di provenienza africana: "Caligola".
Per ferragosto è atteso infatti il rialzo delle temperature con l'arrivo dell'ultimo (si spera) anticiclone subtropicale.
Si sdrammatizza, ma questa lunga estate torrida italiana ha lasciato danni: 60 giorni di siccità in molte regioni del nord, del Centrosud e isole maggiori. E nel pomeriggio di oggi quasi tutte le città da Roma in giù registreranno temperature che supereranno i 36°C: la Sardegna sotto la cappa torrida dei 39 gradi, mentre Roma e Firenze oggi subiranno 37° all'insegna dell'afa, ma la situazione più preoccupante è quella del Gargano in Puglia, della terra lucana in Basilicata, molta la preoccupazione per Calabria e Sicilia, con punte record di 43°C nella provincia di Agrigento. Il nord oggi se la caverà con l'Emilia Romagna e la Toscana fortunate con "soli" 35°C".
di S.Todaro Serenatdr@gmail.com
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L’archeologia preistorica di scena a Rignano Garganico. Nel suggestivo paese garganico si terrà domenica 12 agosto, dalle ore 17.00 presso il Centro Accoglienza Museo di Grotta Paglicci del Parco Nazionale del Gargano, il laboratorio di archeologia sperimentale “Dai primi europei ai primi sapiens: l’uomo di Paglicci incontro l’uomo di Apricena”. L’evento, promosso e organizzato dal giornalista Giorgio Ventricelli, vede il patrocinio dell’Università degli Studi di Ferrara, del Parco Nazionale del Gargano e del Comune di Rignano Garganico, oltre la preziosa collaborazione del Centro Studi Paglicci. Saranno gli archeologi dell’Università di Ferrara, impegnati dal 30 luglio scorso nella sesta campagna di scavo “Pirro Nord”, nell’omonima cava di pietra nei pressi di Apricena, a promuovere, insieme ad Enzo Pazienza del Centro Studi Paglicci, l’archeologia sperimentale attraverso: un laboratorio di scheggiatura della pietra, un laboratorio della lavorazione del legno con analisi delle industrie litiche al microscopio e un laboratorio di antropologia preistorica con studio di un cranio di Homo neanderthalensis. Non solo, saranno anche proiettati due lungometraggi che riguarderanno gli scavi condotti sia a “Pirro Nord” sia a “Grotta Paglicci”. Ai visitatori sarà data la possibilità di cimentarsi in quelle che erano le pratiche quotidiane degli uomini del Paleolitico, e avranno anche modo di partecipare all’Ap(r)eristorico, aperitivo con degustazione di vino e prodotti gastronomici locali. Quello di Apricena è il più antico sito d’Europa che attesti la presenza dell’uomo in tutto il continente, risalente a circa un milione e mezzo di anni fa. Ad oggi, sono state rinvenute evidenze antropiche costituite da industrie litiche associate a quelle di vertebrati fossili come: elefante, bisonte, cervo, megacero, tigre dai denti a sciabola. L’equipe di studiosi ha recuperato alcune centinaia di manufatti in selce assimilabili a quelli ritrovati nei più antichi siti paleolitici d’Africa e d’Europa. Differente il caso del giacimento di Grotta Paglicci a Rignano Garganico: le campagne di scavo susseguitesi per oltre quarant’anni hanno portato alla luce non solo pregevoli pitture rupestri ma anche due sepolture umane in perfetto stato di conservazione. Da questo, nasce, pertanto, l’idea di mettere a confronto le due attività di ricerca e dare loro un luogo comune di incontro. “Questo evento nasce partendo da una domanda: l’uomo di Paglicci potrebbe aver cacciato le sue prede in quella che oggi è la cava “Pirro Nord”? – si domanda Giorgio Ventricelli, organizzatore e promotore dell’evento, che continua – ad oggi sappiamo che l’uomo ha vissuto nel riparo esterno di Grotta Paglicci, mentre non è da escludere che praticasse la caccia nei pressi del sito di Apricena“. Ventricelli continua: “Dopo aver visitato il Centro Accoglienza del Museo di Grotta Paglicci, una vera eccellenza che il Parco Nazionale del Gargano si appresta ad aprire ai visitatori, ho pensato che poteva e doveva essere il luogo di incontro ideale dove mettere a confronto l’uomo di Paglicci con l’uomo di Apricena”. In realtà, un vero “uomo di Apricena” non esiste: “Mi piace immaginare che fossero proprio gli uomini di Paglicci a solcare il terreno di “Pirro Nord” – aggiunge Ventricelli, che conclude – per troppo tempo Grotta Paglicci è stata relegata in un silenzio non comprensibile: è ora di scuotere gli animi e di chiedere a chi di competenza di fare la sua parte seriamente e nell’interesse della collettività”. Domenica 26 agosto, inoltre, si terrà dalle ore 8.00 alle 16.00 un’escursione, con partenza dal Centro Accoglienza del Museo di Grotta Paglicci, lungo le vie della preistoria, organizzata dal Centro Studi Paglicci e che avrà come obiettivo quello di far conoscere i luoghi dove vivevano gli uomini del Paleolitico. Il laboratorio di archeologia sperimentale è realizzato in collaborazione con la Protezione Civile ANVVFC di Rignano Garganico e la Pro Loco “Antonio Aniceto” di Rignano Garganico che si occuperanno degli aspetti logistici della manifestazione. Hanno contribuito al progetto: Cantine Tenuta Fujanera di Foggia, Azienda Agricola “Ritrovato Matteo” di San Giovanni Rotondo, la ditta edile “Vincitorio Costruzioni” di Rignano Garganico, e Culttime in qualità di media partner dell’evento. Add a comment
Il bando era:“Futuro in Ricerca 2010”. Le risorse da distribuire, per i 99 progetti selezionati, ammontano a 55,6 milioni di euro mentre la procedura predisposta si applica al 70 per cento della somma visto che una prima parte era stata già anticipata.
In Campania gli atenei destinatari del finanziamento sono Federico II e Parthenope di Napoli. Il primo si è visto approvare tre progetti per un contributo, rispettivamente, di 909 mila, 755 mila e 502 mila euro, invece alla Parthenope vanno 247 mila euro. “Futuro in Ricerca” è un progetto del Ministero dell’Istruzione dell' Università e della Ricerca che dovrebbe promuovere il tanto auspicato ricambio generazionale degli atenei favorendo attività scientifiche, ma di eccellenza. I contributi potrebbero arrivare al 100 per cento dei costi sostenuti dagli Atenei per contratti con giovani ricercatori.
E' necessaria la presentazione degli stati di avanzamento da parte dei beneficiari e una fase di verifica del Ministero. Per le unità di ricerca destinatarie di un contributo compreso tra 500 mila e 1 milione di euro si procede al monitoraggio di un 10 per cento dei richiedenti, per chi invece ottiene un finanziamento superiore al milione di euro la quota viene elevata al 20 per cento. Tutta questa attività, ovviamente, comporta un costo a carico della struttura ministeriale che in ogni caso non inciderà sul monte risorse a disposizione.
Il progetto presentato dall’Università Parthenope di Napoli si chiama “Moka”, consiste in una modellizzazione e osservazione di organismi zooplanktonici. Il costo previsto ammonta a 300 mila euro mentre il contributo concesso è pari a 247.500 euro. “Lo scopo principale del presente progetto di ricerca – spiega nell’abstract il coordinatore Marco Uttieri – è promuovere lo studio del comportamento dello zooplankton alla scala dell’individuo in risposta a differenti stimoli ambientali, e legare queste osservazioni all’ecologia di larga scala di questi organismi”. Il più costoso dei 3 programmi che fanno capo invece alla Federico II, è quello da 1 milione e 76 mila euro, che ha percepito un contributo di 909 mila euro. Il progetto è incentrato sul ruolo del “D-Aspartato”, un aminoacido, nei processi neuronali e nei comportamenti dipendenti dai recettori Nmda, sotto osservazione per la cura della schizofrenia. Riceve un contributo di 755 mila euro il progetto denominato “La medicina mitocondriale. Lo studio dei mitocondri nella cura del cancro nei casi di chemio-resistenza.
Circa 500 mila euro vanno alla ricerca nel campo della Climatologia ed agli esperimenti sulla fisica dei raggi ad altissima energia. s.todaro © Riproduzione riservata
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