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Sono indignato

ITALIA: UN PAESE DI SAGGI

Giovedì 06 Giugno 2013 07:09


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Ilpaesedeisaggi Il Presidente della Repubblica Napolitano per sbloccare la situazione governativa del Paese ha avuto bisogno dell’opera di dieci saggi.

Il Presidente del Consiglio Letta per le riforme costituzionali ha bisogno di 35 saggi.

Insomma in Italia c’è un gran bisogno di saggi.

Ma cosa sono i saggi?

Teoricamente persone avvedute e capaci con grande conoscenza della materia da poter dare consigli da seguire senza possibilità di smentita ed in grado di scrivere regole che possano andare bene a tutti.

Praticamente, come sempre in Italia, amici degli amici, protetti da partiti politici, vecchi che dovrebbero oramai godersi le pensioni d’oro di cui sono dotati, incapaci dipinti da menti eccelse.

Ma se l’Italia ha sempre avuto cotanti saggi, come mai si ritrova a questi punti di decadenza?

Non potevano intervenire prima e dare impulso ad un rinnovamento?

La verità è che come sempre nel nostro Paese si tende a prendere tempo.

Napolitano lo prese con la nomina dei dieci saggi per giungere alla rielezione.

Letta per cercare un’intesa tra le varie anime del suo Governo dell’inciucio.

Sono oramai decenni che si discute sulla necessità di fare delle riforme costituzionali, ma non si è arrivati mai ad una conclusione e le motivazioni sono molto semplici: interessi di parte.

I partiti cercano di fare delle variazioni alla nostra Costituzione solo ed esclusivamente a loro vantaggio, vedi il Presidenzialismo.

Cosa importa ai cittadini del Presidenzialismo?

Nulla.

Ai cittadini premerebbe avere un Parlamento più snello, con una sola Camera che legifera, con meno rappresentanti da pagare, con la possibilità di una legge elettorale che permetta di scegliere in prima persona chi li deve rappresentare e la facoltà di poterne giudicare l’operato tramite il voto ed i referendum.

Per fare questo non serve nessun saggio, ma solo la volontà di votare in Parlamento, volontà che manca a chi pensa solo di dovervi restare ben saldo e di cambiare solo se ciò va a proprio favore.

Ai politici invece interessa la governabilità, ossia la possibilità da parte di chi vince le elezioni di poter fare ciò che vuole indipendentemente dalle necessità del Paese.

In conclusione i saggi sono solo un ulteriore perdita di tempo in uno Stato con una disoccupazione alle stelle che per recuperare ai livelli ottimali calcolano che ci vorranno 60 anni, con imprese disperate che chiudono lasciando a casa ulteriori disoccupati, con il fisco che opprime e non permette di far ripartire l’economia.

Per cui anziché perdere tempo pensate ad aiutare gli Italiani a sopravvivere, perché a ridurli in questo stato siete stati Voi con la vostra incapacità e malafede.


RR

 

EVVIVA IL RINNOVAMENTO: GIORGIO NAPOLITANO RIELETTO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

Sabato 20 Aprile 2013 17:18

Napolitano Presidente In barba al tanto decantato rinnovamento il Parlamento italiano rielegge Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica Italiana.

Dopo aver finto stanchezza, aver rinviato ogni decisione al nuovo Presidente, essersi fatto pregare di accettare la ricandidatura, Giorgio Napolitano accetta la rielezione e i maggiori partiti della Casta immediatamente hanno dato la loro adesione a tale soluzione.

E allora, perché non scrivere un'altra triste pagina per il Paese dando la possibilità a Napolitano di fare un altro record ossia quello di due mandati consecutivi?

Sandro Pertini, nostro miglior Presidente, vero servitore dello Stato e della Patria, padre degli Italiani tutti, non accettò.

E come potrebbe mai intitolare oggi, un indimenticato maestro del giornalismo italiano, il suo nuovo libro sulla Storia d’Italia? Indro Montanelli lo intitolerebbe :

L’Italia dell’inciucio.

RR

ARTICOLI CORRELATI: Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica riconfermato con 740 voti

 

LA DIFFICILE SCELTA DI UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Giovedì 18 Aprile 2013 07:01

Elezione del Presidente della Repubblica italianaQuanto è difficile scegliere un Presidente della Repubblica?

A quanto pare in Italia molto.

Settimane di discussioni, incontri, accordi per partorire poi cosa?

Un personaggio che sia super partes.

Di nomi ne sono circolati e ne circolano tanti: Dalema, Amato, Bonino, Finocchiaro, Rodotà, Cassese, Letta Gianni, Berlusconi, Prodi, Fò e chi più ne ha più ne metta.

Alla fine pare che un accordo si sia raggiunto sul nome di Franco Marini, ex sindacalista CISL, ex democristiano, ex, ex, ex.

Insomma in barba al tanto decantato rinnovamento il PD, o per lo meno una parte di esso e il Pdl si incontrano su un personaggio che ha attraversato la vita politica del paese in tutte le sue fasi, compresa tangentopoli.

Il nome di Marini spacca il PD, infatti la componente che fa capo al sindaco di Firenze Renzi è assolutamente contraria in nome di un ennesimo mancato segnale di cambiamento al Paese. Inoltre su Marini si spacca anche l’alleanza tra PD e SEL.

Pierluigi Bersani per l’ennesima volta dimostra di non avere la caratura del vero leader. La ricerca del compromesso a tutti i costi indebolirà sempre più la sua posizione e farà perdere voti alla compagine che rappresenta a tutto vantaggio dell’uomo più furbo d’Italia, ossia Berlusconi che sicuramente continuerà a salire negli indici di gradimento di un popolo di sottosviluppati quali sono gli Italiani.

Cosa pensa Bersani che a parti invertite il Pdl si sarebbe fatto scrupolo nel piazzare il Cavaliere alla quarta votazione sullo scranno più alto del Paese?

Allora vent’anni di Berlusconismo nulla hanno insegnato.

Un accordo lo avrebbero potuto trovare con Grillo e Monti su un nome quale quello di Rodotà comunque rappresentante della sinistra da sempre. O al limite anche Romano Prodi che era stato indicato come minore dei mali anche dall’ideologo del Cinque Stelle Casaleggio.

Non solo un accordo siffatto apriva la possibilità di un appoggio ad un Governo da parte dei Grillini, Governo di cui il Paese ha urgentemente bisogno.

Ma l’Italia non riesce a cambiare, troppi gli interessi, troppi i legami tra la Casta, lo tsunami Grillo ha cominciato a scalfire qualcosa, ma è ancora troppo poco. Il PD avrebbe dovuto capire, Bersani avrebbe dovuto capire, gli Italiani dovrebbero crescere e capire.


RR

 

Venerdì 22 Marzo 2013 08:34

I DUE MARO’ ITALIANI TORNANO IN INDIA Ennesima buffonata all’italiana.

Il Governo, oramai uscente, di Mario Monti dopo aver mancato alla parola nei confronti del Governo indiano ed aver trattenuto in Italia i due marò Latorre e Girone oltre la data prevista dal permesso elettorale, li rimanda in un paese sempre più ostile nei loro confronti.

Di che si tratta? Incapacità, inadeguatezza, stupidità, vigliaccheria.

Prima si fa la voce grossa “non li rimanderemo in un paese che non da garanzie” poi ci si cala le mutande.

Sicuramente per l’ennesima volta si è dimostrato di non essere in grado di gestire i rapporti internazionali.

Il Governo indiano di Nuova Delhi è stato molto più corretto del nostro, ha permesso per ben due volte a Latorre e Girone di tornare a casa convinto della buona fede italiana nel rispettare gli accordi presi.

Invece cosa fanno Monti & C.

Trattengono i due militari in Italia, rifiutando la riconsegna alle autorità indiane, avvelenano il clima nei loro confronti e poi li rispediscono al mittente.

Complimenti, se prima avevano qualche possibilità di scamparla, adesso, dopo questa boutade infelice del Ministro Terzi e del Premier, chissà cosa li aspetterà.

Certo per convincerli gli hanno raccontato che sono riusciti ad escludere la pena di morte, come se un ergastolo in India fosse meglio.

Ma cosa è cambiato negli ultimi giorni?

Semplicemente che gli Indiani, essendo più tenaci di noi, hanno impedito al nostro ambasciatore di abbandonare il Paese trattenendolo a guisa di ostaggio e costringendo così il nostro Governo ad una scelta, abbandonare a se cotanto personaggio della Casta o restituire due semplici ed oscuri cittadini?

La risposta la avete tutti davanti agli occhi.

Inoltre la comunità internazionale, compresa l’UE, mal digeriva questa scelta di mancare alla parola data, e ciò avrebbe per l’ennesima volta dimostrato l’inaffidabilità del nostro Paese.

Quindi i poveri marò dopo aver assaporato la gioia di restare con le proprie famiglie sono dovuti ripartire verso un destino per niente sicuro.

Non ci sono parole per esprimere tutta la nostra indignazione.

RR

 

ELEZIONI POLITICHE 2013: COMMENTO AI RISULTATI

Martedì 26 Febbraio 2013 13:51

Le scelte sono compiute, gli Italiani si sono espressi tramite il voto su cosa chiaramente pensano, tutto è andato come da noi previsto.

Ovviamente non come avevano previsto i maggiori attori di questa farsa.

Infatti chi dava per morto Berlusconi non aveva considerato, come noi avevamo fatto, lo zoccolo duro delle lobby, evasori, mafiosi e creduloni, che si aggira intorno al 20% degli italiani,

Chi considerava il PD sicuro vincitore a man bassa di questa tornata elettorale, non teneva in conto che, come da noi sostenuto all’inizio dell’avventura di Monti al Governo, l’appoggio incondizionato di Bersani & C. a leggi contro le classi medio-basse del Paese propinate dal Professore e dalla Fornero si sarebbero rivelate un boomerang nei confronti del centro sinistra, votato come sempre dal suo zoccolo duro che si attesta intorno al 25% dei votanti.

Il Professor Monti ha compiuto l’errore contro cui avevamo cercato di metterlo in guardia, ossia entrare direttamente nella battaglia elettorale, se come da noi consigliato, si fosse tenuto fuori a guisa di un arbitro imparziale, oggi sarebbe il nuovo premier appoggiato nuovamente dalle larghe intese, ma si sa, il potere da alla testa e aumenta la megalomania.

Fini e Casini sono stati schiaffeggiati ampiamente dagli elettori stufi di vedere saltimbanchi che cercano di mantenere a tutti i costi una poltrona.

Ingroia e Di Pietro non hanno compreso il momento gettandosi  nella mischia senza avere alcun appeal per l’elettorato infatti hanno fatto peggio sia del vecchio IdV che di Sinistra arcobaleno alle elezioni del 2008.

Che dire del Movimento 5 stelle, visto dai politici come protesta, sottovalutato dai più che non hanno colto la nausea di buona parte degli Italiani verso i maneggi della Casta per mantenere i propri privilegi, la necessità da parte dei giovani di vedersi rappresentati da loro coetanei e da persone che ne riflettono l’immagine e che danno maggiore affidabilità per far ripartire il Paese, la voglia di mandarli tutti a casa. Questo Movimento nato dal nulla in pochi anni ha ottenuto che quasi 9 milioni di elettori lo preferissero ai soliti noti e si pone come arbitro e controllore di ciò che avverrà all’insediamento delle nuove Camere.

Ma cosa avverrà?

Bersani forte della sua maggioranza alla Camera dei Deputati, grazie al Porcellum che gli dona 340 seggi, dovrà inventarsi un Governo.

Le possibilità sono poche.

La migliore è un accordo di programma con il Movimento 5 Stelle per la riforma dello Stato nel senso auspicato dalla maggior parte dei cittadini, magari con la partecipazione della Lista Monti, onde diminuire finalmente i costi della politica a tutti i livelli, statali e amministrativi, eliminare i finanziamenti ai giornali politici ed abbattere i finanziamenti ai partiti se  non proprio eliminarli, riformare il fisco in senso più equo per tutti i ceti sociali, e mettere in campo vere modalità di lotta all’evasione fiscale, che esistono ed abbiamo già indicato svariate volte, vedi la deduzione delle spese dietro conservazione di scontrini e fatture.

La peggiore è quella di cui già si vocifera, le grandi intese con il P.d.L per un Governo di interesse nazionale con il quale cercherebbero solo di fare una legge elettorale porcata per riprendere il controllo del Paese a favore della solita Casta ed a sfavore degli interessi della popolazione.

Se dovessero davvero propendere per questa soluzione significherebbe che la Storia non gli ha insegnato nulla ed alle prossime elezioni verrebbero davvero spazzati via dall’onda dello Tsunami Grillo.

Comunque il risultato elettorale rispetto alle precedenti elezioni politiche del 2008 è il seguente:


P.d.L    - 5.681.171 voti al Senato                    - 6.296.744 voti alla Camera

Lega     - 1.313.612 voti al Senato                    - 1.634.366 voti alla Camera

P.D.     - 2.642.334 voti al Senato                    - 3.450.298 voti alla Camera


Canteranno come sempre tutti vittoria.


RR

 

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