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Sono indignato

Mercoledì 17 Ottobre 2012 13:53


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MARIO MONTI: CANDIDARMI SI – CANDIDARMI NO Una delle discussioni più in voga per il mondo politico al momento è l’opportunità che l’attuale premier Mario Monti si candidi alle prossime elezioni quale capolista di una cordata di partiti di centro se non anche trasversale.

Il premier, tenendo come sempre il piede in due scarpe, un po’ si dice possibilista ed un po’ nega di riproporsi nella prossima legislatura.

Innanzi tutto c’è un particolare, non proprio piccolo, che sfugge ai più.

Mario Monti è stato nominato Senatore a vita dall’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, perché dovrebbe quindi candidarsi? La sua poltrona è già assicurata, così come i lauti emolumenti che si porta dietro.

Inoltre a differenza di quello che dicono i sondaggi, ovviamente pilotati e gestiti da prezzolati personaggi che oramai inondano i mass-media, non pensiamo che sia così alto il gradimento dell’attuale primo ministro.

Nelle tabelle viene dato oltre il 50 % di gradimenti, ma provate a parlare con chiunque vi capiti vicino. Di qualsiasi estrazione sociale, dal dipendente, al professionista, al commerciante, al piccolo – medio imprenditore.

E’ sicuramente in questo momento l’uomo più odiato d’Italia, superando anche di molto il suo predecessore Silvio Berlusconi.

Mario Monti con le sue leggi, infarcite di tasse, anche quando non  c’entravano con l’argomento, vedi semplificazioni e semplificazioni bis, vedi spending review, ha massacrato la classe medio-piccola, ha aumentato a dismisura la disoccupazione, soprattutto giovanile (lavoreremo per i giovani disse al suo insediamento, oggi viene da pensare, sì per farli suicidare), ha creato una classe di quasi pensionati in pericolo di trovarsi senza lavoro e senza pensione, ha fatto chiudere una miriade di PMI, senza contare quelle in procinto di chiudere nel 2013, ha tolto la speranza a milioni di persone che non vedono il fondo del tunnel.

Contemporaneamente non ha toccato i ricchi producendogli poco più di un solletico, non si è azzardato minimamente a toccare la classe politica, vera e propria casta nel paese che, in cambio della vetrina internazionale che gli ha concesso, continua nel suo sporco depauperamento delle risorse del Paese.

In ultimo con la legge di stabilità attualmente in Parlamento, prende in giro il cittadino, propinandogli un minimo risparmio sull’IRPEF in cambio di un salasso enorme di tasse indirette, di una franchigia sulle detrazioni e deduzioni e di un tetto alle stesse.

Il ministro Grilli si dice basito, “ma come abbassiamo l’IRPEF e ci contestano anche questo?”

Proprio così caro Ministro, a differenza di voi tecnici i cittadini italiani sono in grado di fare i conti e si accorgono subito degli inganni da voi perpetrati ai loro danni.

Quindi Mario Monti non si candiderà, poiché in tal caso sarebbe un plebiscito contro la sua figura, invece aspetterà paziente che i partiti, una volta usciti con le ossa rotte dalle prossime elezioni politiche, lo chiamino per riformare un  Governo di unità nazionale, ovviamente solo per loro, per continuare a distruggere economicamente il popolo italiano.

Auguriamoci che questo non accada. Ma soprattutto diamoci da fare per evitarlo.


 


RR



 

Mercoledì 10 Ottobre 2012 11:01

LEGGE DI STABILITA’ 2013: NUOVA PRESA IN GIRO PER GLI ITALIANI Nuovo colpo della Banda BASMonti.

Con la Legge di Stabilità 2013 il Governo finge di dare ed invece, per l’ennesima volta dalla sua nomina, prende soldi dalle tasche degli italiani.

Entriamo nel particolare.

Fumo negli occhi con la diminuzione di un punto percentuale dell’IRPEF per i primi due scaglioni di reddito. Per i redditi fino a 15000 euro si passa dal 23 al 22% (massimo risparmio 150 euro), per quelli fino a 28000 euro (ovviamente scaglione che parte da 15000) si passa dal 27 al 26% (massimo risparmio 130 euro per un totale di 280 euro l'anno).

Quindi si è barattata l’elemosina di 280 euro massimi per un punto percentuale di IVA da applicare su tutto poiché da Luglio 2013 il 10 diventerà 11% ed il 21 passerà al 22% con un salasso non indifferente su qualsiasi tipo di acquisto.

Non basta ciò che viene dato con una mano viene immediatamente tolto con l’altra, altrimenti non si capirebbe come mai alcune detrazioni e deduzioni avranno una franchigia di 250 euro per i redditi sopra i 15000 euro e le detrazioni potranno essere al massimo di 3000 euro (vogliono per caso colpire quelle sulle ristrutturazioni edilizie e sul risparmio energetico?).

Nel frattempo continua il blocco degli stipendi statali sino al 2014 senza nemmeno prendere l’elemosina dell’indennità di vacanza contrattuale.

Taglio di un miliardo alla sanità, già così fiorente nel nostro paese, in modo da ridurre ulteriormente il pubblico a favore del privato (prima o poi scopriremo a quale clinica Monti e famiglia sono associati, le università a pagamento da loro favorite del resto le conosciamo già).

Tagli ai patronati che così chiederanno i soldi agli assistiti.

Nuova gestione delle multe per le quote latte ad Equitalia, quando la maggioranza degli italiani vorrebbero chiuderla.

La notte gireremo al buio, o speriamo con luce soffusa, almeno sarà più romantico.

Il resto sono i soliti desiderata che poi difficilmente si avverano, quali lo stop ad affitti e acquisti auto nella P.A. e la spending review alla quale crederemo solo dopo aver visto dati tangibili e non previsioni di risparmio.

Conclusione la Banda BASMonti colpisce ancora, ma prima o poi Paperone riuscirà a mandarli in galera.

RR

 

MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE IN ITALIA: SCONTRI E FERITI

Venerdì 05 Ottobre 2012 13:40

Oggi giornata di protesta in molte città d’Italia per gli studenti contro i tagli alla scuola che producono difficoltà e sofferenze alle famiglie ed ai ragazzi.

Come risponde lo Stato? Come al solito, con i manganelli.

In barba all’art. 21 della Costituzione (cosa sarà mai sto pezzo di carta) che recita "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" ogni qualvolta i cittadini, che siano giovani senza futuro o dipendenti che perdono il lavoro, protestano il risultato è sempre lo stesso, manganellate.

Possibile che il Governo italiano anziché proporre soluzioni al malessere generale, che si evidenzia sempre più in tutte le fasce della popolazione, soprattutto quella dei ceti medio – bassi, non trova niente di meglio che mandare i poliziotti a contrastarli con la forza?

Certo cosa possiamo aspettarci dal Governo più classista della storia italiana, formato da benestanti arroccati da sempre nelle migliori posizioni manageriali, con i propri figli sistemati in posizioni altrettanto protette ed intoccabili e che hanno potuto studiare nelle migliori università del mondo?

Possiamo aspettarci solo tagli alla spesa scolastica che impoveriscono le risorse degli istituti costretti a chiedere sempre più fondi alle famiglie. Contemporaneamente aumentano le dotazioni a favore delle scuole private, ovvio dovranno andarci i loro nipoti!

Avete tolto la speranza ai giovani, avete aumentato le tasse scolastiche ed universitarie, permettete la variazione sistematica dei libri di testo, avete fatto aumentare a dismisura la disoccupazione giovanile, siete arroccati alle vostre poltrone ad un’età in cui dovreste godervi i nipoti.

In poche parole siete la rovina del paese, ed invece di scusarvi di questo, mandate poliziotti, probabilmente padri di studenti, a picchiare quelli che potrebbero essere i loro figli.

Vergogna.

RR

 

Venerdì 21 Settembre 2012 07:31

ITALIA: PAROLA D’ORDINE RUBARE – RUBARE – RUBARE Venti anni di Berlusconismo hanno modificato indubbiamente gli italiani.

Si è passati da tangentopoli, dove a rubare erano solo una ristretta classe politica ed imprenditoriale che versava più che altro fondi nelle casse dei partiti dai quali ogni tanto politici di spicco traevano vantaggio, ad una generale ricerca del furto aggravato e continuato ai danni della popolazione.

Le cronache degli ultimi anni dimostrano un continuo passaggio di soldi nelle tasche degli amministratori pubblici.

Diventa oramai impossibile contare tutti i Comuni commissariati per malaffare, i fondi distratti in Province e Regioni alla cosa pubblica per arricchire amministratori che li usano per affari privati, compresi festini poco edificanti.

E’ tutto un rincorrere a chi riesce ad intascare di più e quando vengono pescati con le mani nel sacco si indignano e sbraitano contro coloro che li denigrano e che osano pretendere una totale trasparenza nella gestione del denaro pubblico.

Trasparenza, parola abusata in ogni sede, parola che fa venire l’orticaria ai nostri governanti, prova ne è la ridicola figura del nostro Parlamento unanimemente contrario al controllo dei conti da parte di enti esterni, poi raffazzonata in qualche modo dopo che il Presidente Fini ha fatto notare che era una pubblicità negativa arroccarsi ancora sul privilegio di potersi certificare da soli in un momento di totale malcontento della popolazione nei confronti della Casta politica che la sta soffocando.

La Regione Lazio è solo l’ultimo devastante esempio del senso di impunità che pervade la nostra classe politica.

Nel frattempo il premier Monti cosa fa?

Continua a parlare di austerità e che la parola d’ordine è rigore.

Ma tutti oramai sanno che in Italia la parola d’ordine della Casta è una sola:

                                    RUBARE – RUBARE – RUBARE

RR

 

MONTI INSISTE: LO STATUTO UN DANNO PER I LAVORATORI

Giovedì 13 Settembre 2012 11:19

MONTI INSISTE: LO STATUTO UN DANNO PER I LAVORATORI Intervenendo al XXVI Convegno della Società Italiana di Scienza Politica, il Premier Mario Monti ha dichiarato che "Alcune disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate a un intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato un'insufficiente creazione di posti di lavoro".

Secondo il Professore quindi la mancanza di lavoro è causata dallo Statuto e del resto questo pensiero lo aveva già ampiamente dimostrato quando con il concorso del suo Ministro del Lavoro Coccodrillo Fornero avevano assaltato e poi espugnato il fortino dell’art. 18.

Strano che invece di cercare le cause reali della disoccupazione, soprattutto giovanile si insista su cercare di togliere e limitare le tutele dei lavoratori.

Sarà per caso che il Governo pensa sempre e soprattutto all’interesse di imprenditori e finanza?

Negli anni di boom economico se non ci fossero state le tutele che il Presidente del Consiglio oggi attacca sarebbe stata una manna per i padroni e dolori per i lavoratori. Adesso la situazione creata da una Casta vorace, e che grava in gran parte sui ceti inferiori, si vuole addossarla come causa alle tutele dei lavoratori dipendenti.

Come sempre tutto può essere migliorato e tutto deve adeguarsi ai tempi in cui si vive, tutto e quindi anche le matrici e gli schemi su cui hanno studiato questi vecchi professori vittime degli insegnamenti e del pensiero del loro tempo.

Un’altra frase ad effetto riguarda L’Euro:

"se non fossimo passati all'euro, i prezzi di beni e servizi in Italia sarebbero più alti di quelli che sono". "Il passaggio all'euro non è solo un cambio di moneta ma anche un cambio di metodo di governo. Dalla lira all'euro il meccanismo di creazione dell'inflazione si è modificato in modo meno inflazionistico".

Ha dimenticato che con il passaggio all’Euro i prezzi raddoppiarono immediatamente in Italia a differenza degli stipendi che rimasero fermi? Quindi di quale inflazione e metodo inflazionistico sta parlando? Di un aumento immediato del 100%. Per forza di cose da quel momento in poi l’inflazione ha dovuto contenersi era già stata scontata all’inizio, diversamente altro che dieci milioni di poveri.

Grazie Professor Monti ogni volta che apre bocca ci crea una grande apprensione, perché non sappiamo cosa altro ci costringerà a digerire.

RR

 

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