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CGIA DI MESTRE: MONTI LAVORA PER LE BANCHE

Lunedì 06 Agosto 2012 09:03


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CGIA DI MESTRE: MONTI LAVORA PER LE BANCHE Grande scoperta della CGIA di Mestre, il Governo Monti lavora solo per risolvere i problemi economici delle banche.

Noi lo avevamo scritto già all'indomani del primo decreto del Governo stesso, il mitico SalvaItalia. Non solo lavora per le banche, ma per tutti i potentati economici europei, per tutti i politici incollati alla poltrona, per tutti i magnager delle imprese pubbliche e private.

Quali sono stati i risultati del Governo Monti dall'insediamento ad oggi?

Lo Spread dopo un iniziale raffreddamento è ripartito verso quota 500, sforata più volte, la borsa sembra sulle montagne russe, l'inflazione continua ad aumentare, la disoccupazione è alle stelle 10,8 % per non parlare di quella giovanile mai così drammatica, i contratti scaduti sia pubblici che privati bloccati e senza possibilità di rinnovo a breve termine, pressione fiscale più alta al mondo a fronte dei servizi più scadenti in Europa, imprese medie e piccole che chiudono i battenti lasciando a casa migliaia di dipendenti, calo drammatico delle vendite in ogni campo compreso quello dei generi primari.

Come si giustifica Mario Monti?

Come tutti i Governi che si sono succeduti prima di lui, è colpa di chi lo ha preceduto.

Se così fosse i suoi decreti e le sue leggi avrebbero portato qualche cambiamento in meglio, non in peggio come sta avvenendo.

Cosa doveva fare?

Intaccare il portafoglio di chi sino ad oggi ha lucrato sulle spalle della popolazione a partire dalla classe politica a tutti i livelli, dallo Stato agli Enti Amministrativi. Eliminare consulenze e sprechi, invece con la spending review ha colpito ancora i soliti con nuove tasse, vedi l'aumento di quella universitaria per i fuori corso e non, a fronte dei soliti buoni propositi di riduzione delle province. Fare riforme strutturali per migliorare e velocizzare i processi che riguardano la pubblica amministrazione. Una riforma fiscale che desse respiro ai ceti medio-basso per far ripartire la crescita, l'occupazione e la fiducia dei consumatori.

Senza soldi in tasca non si compra e se non si compra non si vende, se non si vende non si produce, se non si produce si chiude, se si chiude si licenziano i dipendenti, licenziati si rimane senza soldi in tasca. E' il cane che si morde la coda.

Le uniche riforme portate avanti con forza sono state due: l'aumento dell'età pensionabile, con conseguente aumento della disoccupazione giovanile, e la riforma del lavoro, con un futuro aumento dela disoccupazione in vecchiaia.

Complimenti a lei, al suo Governo ed a tutti i lobbisti che lo stanno reggendo.

RR

 

CONFCOMMERCIO DA I NUMERI: PRESSIONE FISCALE AL 55%

Venerdì 20 Luglio 2012 08:56

Riportiamo di seguito i numeri dell'Ufficio Studi di Confcommercio:

Italia:

Pressione fiscale effettiva 55% del PIL (record mondiale) per i più virtuosi si arriva anche al 70%

Pressione fiscale apparente 45,2% del PIL (5° posto europeo)

Economia sommersa 17,5% del PIL (record mondiale) con 154 miliardi di euro di imposte evase

Servizi pubblici (sanità, istruzione, infrastrutture) 25° posto su 26.

Non ci sono commenti da fare.

RR

 

SPENDING REVIEW: AUMENTANO LE TASSE UNIVERSITARIE PER I FUORI CORSO

Lunedì 16 Luglio 2012 09:43

Il ministro della Pubblica istruzione Francesco Profumo ha parlato degli studenti universitari fuori corso, confermando che nella legge sulla Spending Review c'è un aumento della tassazione a carico degli studenti universitari fuori corso.

La motivazione addotta è che all'Italia manca la cultura del rispetto dei tempi e delle regole, che la scuola sul rispetto delle regole abbia un aspetto cruciale e che i fuori corso sono una spesa sociale.

In realtà come sempre dietro c'è la necessità di fare cassa, grazie ad aumenti di tasse alle spalle di chi già faticosamente cerca di crearsi un futuro, e notare che vengono colpiti gli istituti pubblici ossia quelli a cui ricorrono i figli dei meno abbienti. Figli che spesso ritardano la fine degli studi perchè contemporaneamente lavorano per poterseli pagare.

Certo i figli della nostra Casta possono permettersi le Università private e quindi perchè non spremere ancora un pò i meno fortunati?

La sensazione è che questo Governo sia il più reazionario degli ultimi 67 anni e che ogni scelta sia basata su idee classiste che cercano di riportare indietro la moltitudine a favore della Casta.

La scuola è un diritto di tutti, le tasse sono già elevatissime, non tutti gli studenti hanno la stessa capacità, soprattutto in velocità di studio, per ultimare gli studi in tempo. Alcuni riescono a basare la loro vita solo sullo studio, e guardate cosa ne esce, un uomo grigio come Monti. Altri invece alternano lo studio con altri interessi e quindi lo concludono in ritardo.

Forse era il caso di fare una vera riforma dell'università, e se si vogliono diminuire i tempi di studio, perchè non eliminare materie inutili che non portano alcun valore aggiunto all'attività che si va ad intraprendere, perchè in alcune materie si pretende la conoscenza di parti delle stesse che mai verranno utilizzate nella propria vita lavorativa?

La cultura generale dovrebbe fermarsi molto prima, ma come si sa in Italia bisogna innanzi tutto mantenere le poltrone dei baroni universitari, poltrone come la sua Ministro Profumo.

RR

 

CALCIO: NEL CAMPIONATO GLI STRANIERI SUPERANO GLI ITALIANI

Lunedì 09 Luglio 2012 13:45

CALCIO: NEL CAMPIONATO GLI STRANIERI SUPERANO GLI ITALIANI Nella stagione scorsa per la prima volta i giocatori stranieri hanno superato gli italiani per minuti di gioco effettivi, ed esattamente il 52% del totale hanno visto in campo atleti di diverse nazionalità.

Cosa significa ciò? Che i calciatori di altri paesi sono più bravi dei nostri? Che costano meno?

Se fossero più bravi dei nostri non si spiegherebbero i successi della nostra Nazionale, 4 Mondiali vinti, due volte vicecampioni, un Mondiale, quello del '90, con la più bella squadra di sempre spinta fuori per sancire l'unificazione delle Germanie, 1 europeo e due volte vicecampioni europei.

Che costino meno è tutto da verificare, poichè soldi buttati via su bidoni autentici le società italiane ne hanno spesi a bizzeffe, vedi i vari Rivaldo, Quaresma, Felipe Melo, Diego per non contare miriadi di sconosciuti.

Come si spiega allora il fenomeno?

Probabilmente alla base c'è la mancanza di fiducia da parte dei manager nostrani nelle capacità dei nostri giovani.

Fino agli anni novanta si facevano esordire ragazzi giovanissimi, anche nelle società di prima fascia, e si aspettava che maturassero per proporli a qualsiasi livello nazionale ed internazionale, adesso non possono commettere un errore che subito vengono tagliati.

In questo modo giovani promesse, vedi Santon, sono costrette ad espatriare per lasciare il posto ad atleti che non sembrano molto meglio di loro, ma che hanno avuto la fortuna di crearsi un nome.

Non lavorando sui nostri giovani, sarà sempre più complicato per i nostri Commissari tecnici selezionare delle Nazionali, a tutti i livelli dalle giovanili alla maggiore.

Quindi l'unica strada da percorrere è cercare di crescere e dare più fiducia ai prodotti dei vivai calcistici nel nostro paese e non bocciare immediatamente un calciatore ai primi errori, ma aiutarlo a superarli.

Tutto deve ripartire dalla preparazione tecnica.

RR

 

E SE FOSSE LA GERMANIA AD USCIRE DALL'EURO?

Martedì 26 Giugno 2012 15:07

E SE FOSSE LA GERMANIA AD USCIRE DALL'EURO? E se fosse la Germania ad uscire dall'euro?

Sembra una provocazione, ma in effetti a pensarci bene potrebbe essere una soluzione.

Tornando al vecchio marco la Germania la smetterebbe di bocciare qualsivoglia soluzione alla crisi europea presentata dai suoi partner. Certo dovrebbe dichiarare fallito il suo ANSCHLUSS economico ai danni degli altri paesi europei.

Chi ci guadagnerebbe da tale uscita?

Forse la tranquillità di paesi meno teutonici e rigorosi rispetto a questi sassoni così, teoricamente, morigerati e precisi.

E' assurdo che un paese possa avere potere di veto su ogni proposta che viene presentata da parte di partner che dovrebbero essere considerati alla pari, anche perchè in democrazia vige il diritto che la maggioranza vince e quindi la Sig.ra Merkel ed il suo paese dovrebbero adeguarsi a decisioni prese collegialmente e non imporre le proprie.

Diversamente ha fallito tutto il progetto Euro e si dovrebbe dar ragione alla Gran Bretagna che si rifiutò di aderirvi.

Ma se la perfida Albione ci ha preso, ecco che la Germania dovrebbe prenderne atto e tirarsi fuori, lasciando in pace greci, spagnoli, italiani ecc...

RR

 

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