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LIBIA: LE AZIONI DI PACE


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Guerra in LibiaIl presidente della Repubblica Napolitano, a Milano, ha definito l'intervento in Libia Missione di Pace. Infatti da domenica otto aerei dell'esercito italiano stanno portando la pace in Libia scaricando bombe su quelli che vengono identificati come obiettivi sensibili. Che strano modo di parlare di pace, o forse è solo la necessità di mistificare quella che è una vera e propria azione di guerra nei confronti di un paese straniero?

La nostra Costituzione prevede che le nostre forze armate possano intervenire solo in caso di difesa del nostro Paese da eventuali aggressioni, ma negli ultimi anni ciò è stato disatteso in nome delle missioni di pace, che non si capisce bene perchè somiglino tanto a delle azioni di guerra.

Certo lo statuto dell?ONU, al quale siamo soggetti anche noi Italiani, prevede che pur di portare la pace in territori dove la popolazione viene soggiogata i paesi aderenti possano usare anche la forza. Ma casualmente tali interventi vengono effettuati sempre in medio oriente ed in Africa dove gli interessi petroliferi sono enormi.

E che dire del fatto che dagli anni settanta del secolo scorso, sino a pochi giorni fa, il leader libico Ghedafi era considerato un amico dell'Occidente ed un baluardo contro l'integralismo islamico, e tutti i paesi a partire dall'Italia facevano affari d'oro con tale regime, tanto che i libici sono presenti nell'azionariato delle nostre maggiori aziende?

Abbiamo già dimenticato i baciamano, le tendopoli nel centro di Roma?

O forse è solo che in questo momento sembra un pò più debole poichè per la prima volta è stato al centro di un azione di ribellione da parte di un consistente numero di compatrioti?

Tutte domande delle quali conosciamo già le risposte. Illudiamoci pure che il nostro intervento serva effettivamente a portare un pò di benessere agli oppressi, in questo caso tutti sarebbero in prima linea, il problema è che, come insegnano IRAQ e AFGHANISTAN, ciò non avviene e queste azioni non ottengono altro che mantenere queste regioni del mondo in un costante stato di agitazione e guerriglia.

Per cui caro Presidente Napolitano non ci propini per l'ennesima volta che siamo in missione di Pace.

Come sempre siamo in GUERRA.

RR

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