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Chi è il maestro del lupo cattivo?


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Chi è il maestro del lupo cattivo?

In una totalizzante e incessante mercificazione globale, sempre più si trovano coinvolti modelli, valori, architettura, ideologie, qualità della vita. Il lavoro del fotografo-artista Ico Gasparri: "Chi è il maestro del lupo cattivo?", mette in evidenza attraverso venti anni di scatti per le strade delle maggiori città italiane, la strumentalizzazione e mercificazione del corpo della Donna con forte connotazione sessuale da parte delle marche più svariate di prodotti. Cartellonistica pubblica quindi, nociva per la percezione della collettività e delle giovani generazioni, pubblicità quindi subliminale, offensiva e antidemocratica, perché la nostra mente recepisce nonostante gli occhi non siano direttamente preposti. In merito alla complessità della vicenda, con l’amaro in bocca, senza nessun tipo di pregiudizio culturale e ideologico, possiamo dire che il problema è riconducibile a tre fattori importanti: economico, storico-contemporaneo e culturale. Economico, perché purtroppo oggi, il principale motore delle attività umane è il danaro, senza riserve, senza remore, senza dignità, ciò che una volta veniva perseguito per altri ideali ora fortemente si piega all’indifferenza volta al profitto, questo a scapito dei baluardi di valori che potevano far da garante nella fitta rete delle azioni sia pubbliche che individuali. Storico - contemporaneo, inteso soprattutto come politica che scrive la storia contemporanea, politica che dovrebbe perseguire come fine ultimo la Democratia, nel senso più alto del termine, non quella che vogliono farci credere sia nello Stato attuale delle cose. Politica che salvaguardi l’intelligenza, invece di aprire nuove frontiere come quella mignottocratica. In ultimo, il fattore culturale, visto che dovrebbero in primis, essere proprio gli artisti, i fotografi, i poeti, gli insegnanti, i genitori, tutti, ad esigere valori, contenitori culturali, non pattumiere, modelli, vecchi e nuovi che siano, senza nulla togliere alla leggerezza, alla libertà, ma che si ritorni con la lungimiranza del presente a riappropriarsi di modelli che in nome del progresso/regresso si è andati via via perdendo o imbastardendo. Nell’arco degli ultimi 50 anni si sono avute conquiste importanti, ed oggi dovremmo alla luce di ciò che si è conquistato, moralmente ed eticamente , difendere più che disperdere tali valori e diritti. La prima forma di non-cultura in Italia, è proprio la non completa emancipazione della Donna, iniziando dal nostro piccolo. I tre fattori sopra elencati e descritti brevemente, sono strettamente interconnessi, aggrovigliati, ma discernibili; L’attuale scena italiana, è particolarmente caratterizzata dalla confusa contaminazione di questi, l’economico attraverso quello storico -contemporaneo, inevitabilmente nel politico, delegittimando un’anima, una morale, il politico in quello culturale, perché attraverso ciò che la politica sceglie, così una nazione produce nella sua miriade di settori, dalla ricerca all’arte, dalla cultura alla legalità, e in tutto questo purtroppo, ultimamente, produciamo ben poco. Ma il singolo cittadino e insieme tutti, dobbiamo difendere ciò che la politica soprattutto e, a seguire il mercato liberal-capitalista, cercano di imporre come normale. Se continueremo ancora a tollerare determinati comportamenti, scelte, imposizioni subdole, senza essere lungimiranti, non faremo niente altro che accompagnare la nostra vera identità, quella umana, libera, non generalizzata, al baratro.

Valeriano Forte

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