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ARTICOLO 18 E RIFORMA DEL LAVORO AL CAPOLINEA


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ARTICOLO 18 E RIFORMA DEL LAVORO AL CAPOLINEAIl Governo ieri ha presentato la proposta per la riforma del lavoro, proposta duramente contestata dalla CGIL e dall'IDV di Antonio Di Pietro.

Come volevasi dimostrare ancora una volta a pagare saranno i lavoratori dipendenti, che perderanno una tutela che già più volte è stata aggirata dalle imprese, le quali in realtà già licenziavano, ma che dall'approvazione in poi di questo decreto potranno farlo con più facilità.

Cosa cambia?

Per una azienda basterà addurre motivi economici per licenziare i dipendenti con un indennizzo che andrà da un minimo di 15 ad un massimo di 27 mensilità riferite all'ultima retribuzione. La possibilità di reintegro rimarrà solo per i licenziamenti discriminatori. A questo punto tutti vorrebbero essere discriminati. Il Governo estederà la stessa cosa anche alle aziende con meno di 15 dipendenti, attualmente escluse. Proprio una grande vittoria per i lavoratori.

Cosa succederà?

Secondo il Governo una siffatta norma porterebbe un aumento dell'occupazione poichè le imprese sentendosi meno vincolate, nei confronti dei dipendenti, aumenterebbero le assunzioni, e valuta una disoccupazione calante sino ad un 4 - 5 % nei prossimi anni.

Ma in che paese vivono?

Possibile che non sappiano che in Italia una norma del genere provocherà un aumento di disoccupazione poichè permetterà, soprattutto alle grandi aziende, di disfarsi di un gran numero di dipendenti onde migliorare il proprio conto economico e così aumentare i benefici per gli azionisti e tutto a discapito della qualità dei loro prodotti, della produzione e dei servizi resi?

Che dire poi della modifica degli ammortizzatori sociali?

Si sono inventati l'ASPI ossia Assicurazione Sociale Per l'Impiego che sostituirà sia l'indennità di disoccupazione che la mobilità con il versamento per 12 mesi (18 per gli over 55) di un importo lordo massimo di 1119 euro per i primi sei mesi e decrescente per gli altri.

Perfetto, peccato che la mobilità, oggi a tre anni (quattro per le regioni del sud), serviva alle aziende per accompagnare il personale in esubero alla pensione, ed i dipendenti per arrivare alla stessa.

Tutte le altre voci sono poi fasulle, poichè si muoveranno immediatamente fior di avvocati e commercialisti per aggirarle e far si che le imprese continuino ad utilizzare contratti a termine, false partite IVA, apprendistato e stage gratuiti a proprio piacimento, tanto poi chi controlla?

Vorremmo tanto essere cattivi profeti ed immaginare un Italia perfetta in cui si lascia una azienda e come d'incanto si viene assunti in un'altra, in cui gli imprenditori pensino ad aumentare la produzione, ad essere più competitivi, soprattutto per qualità dei servizi, ad arricchirsi meno.

Invece siamo in mano a dei finanzieri, che per il loro tornaconto e per quello dei loro amici, distruggono quel poco di Stato Sociale che ancora c'era, contribuendo ad aumentare la ricchezza dei pochi a discapito di tutti gli altri.

Questo sarà un durissimo colpo da digerire, l'ennesimo, dopo l'aumento dell'età pensionabile e l'aumento delle tasse.

Altro che crescita caro Professor Monti, in questo paese l'unica cosa che crescerà saranno i suoi conti correnti personali e quelli dei suoi mandanti.

RR

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