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L’INDIGNAZIONE CONTINUAChi è aduso leggere le mie opinioni si sarà chiesto il motivo di questo silenzio.

Semplice, sono troppo indignato, talmente tanto da non trovare la forza di scrivere, molto più indignato di prima e soprattutto molto deluso e consapevole che il nostro è un Paese nel quale non si riesce a cambiare nulla.

Partiamo dal caso del giorno.

Il P.d.L. vuole bloccare per tre giorni i lavori parlamentari in nome della salvezza del proprio capo e padrone poiché il 30 Luglio ci sarà la sentenza in Cassazione sui diritti Mediaset che se confermerà quella della Corte D’Appello significherà l’inibizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi per cinque anni.

Quindi la Cassazione onde evitare il solito giochetto della prescrizione ha dettato un agenda che concluderebbe il tutto prima che questa possa arrivare.

A questo punto i lacchè dell’ex premier tutti uniti minacciano la caduta del Governo Letta.

Proprio il Governo, altro motivo di disgusto.

Nato dall’inciucio voluto da Napolitano onde mantenere ben salde le poltrone, sta trascinandosi tra veti incrociati e rinvii tanto inutili quanto dannosi per i cittadini.

Rinvio dell’IMU prima casa, rinvio dell’aumento di un punto dell’IVA, rinvio di qualsivoglia decisione.

Il ministro Saccomanni dice che non ci sono le coperture per eliminare queste tasse ed ecco subito il P.d.L, Brunetta in testa, che lo attacca quale incapace e poco qualificato.

La realtà è molto semplice, per diminuire la tassazione senza uscire dai parametri richiesti dall’UE si dovrebbe abbattere la spesa pubblica, cosa che i nostri governanti si guardano bene dal fare.

Soprattutto la spesa pubblica degli sprechi, non quella necessaria ai servizi ai cittadini.

Emblematico il caso dell’acquisto degli F35, contro il quale abbiamo sempre tuonato da questa rubrica, il Governo decide di sospenderne l’acquisto, Il parlamento lo ratifica, il Consiglio di Difesa (ma chi era costui?) con a capo il Presidente della Repubblica, di nuovo lui, afferma che il Parlamento non può decidere sugli acquisti militari.

Ma siamo impazziti? Ed in quale Costituzione è scritto?

Altro caso quello delle province.

La Consulta boccia la legge Monti che ne ordinava il riordino, così siamo da capo e non si risparmia nulla, anche se non erano grosse cifre, ma tanto si partiva da qualcosa.

Peccato che la Costituzione ne prevedeva la cancellazione una volta create le Regioni.

Nel frattempo il dibattito politico è nel caos più assoluto.

Il PD le sta studiando tutte per fare fuori il sindaco di Firenze Renzi dalla corsa alla segreteria e quindi alla candidatura a premier nella prossima legislatura, o non hanno capito nulla o lavorano solo al mantenimento delle rendite di posizione in barba ai problemi del Paese.

Il P.d.L. come già scritto è preoccupato solo della salvezza del Capo.

Il Movimento 5 stelle si sta avviluppando su se stesso e sulle urla ed i diktat di Grillo.

Gli altri esistono talmente poco che per ricordare di esserci Monti ha minacciato anche lui una crisi di Governo.

Finiamo con Marchionne, Amministratore delegato FIAT, HA DICHIARATO CHE DI DIRITTI SI PUO' MORIRE, bene mettiamo anche che fosse vero, cominciamo con l'eliminarne uno, anzi più d'uno degli zeri che compongono il suo stipendio.

Non c’è veramente di che stare allegri.


POVERA ITALIA


RR

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