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Femminicidio e correitĂ , alla radice della violenza di genere

Venerdì 25 Novembre 2016 13:22


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Femminicidio e correitĂ 
Il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne per una risoluzione ONU del dicembre '99.

Moltissime "femmine” della specie umana subiscono quotidianamente l’insulto della violenza. L' Organizzazione Mondiale della SanitĂ  definisce il problema di proporzioni globali enormi. Si tratta di violenze fisiche, verbali, morali, psicologiche, che balzano in prima pagina solo quando l'esito è omicidio o stupro, che se cruento rende di piĂą; eppure nessuna di queste forme di violenza è esclusa dall’atto sistematico della sopraffazione (il femminicidio) che genera danni biologici seri, quantificabili e purtroppo irreversibili con il ripetersi degli eventi stressogeni.

Individuare il maschio violento, alias il vile, non è difficile per gli altri Uomini: spesso è un sociopatico che si affranca schiacciando, isolando, diffamando, prevaricando colei che ritiene ad un certo punto scomoda e che intende dunque piegare o spezzare, "annientandone l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico". Sono tutti campanelli d'allarme di condotte delinquenziali che sfociano frequentemente nell'omicidio, l'atto criminale più famoso, che è solo la punta dell'iceberg. Nelle situazioni ad altissimo rischio, il violento è un consumatore di droga e alcol o un un malato di mente, uno psicotico per malattia organica innata o precedente uso di sostanze, come cocaina e cannabis, direttamente implicate, a volte, nell'evoluzione di questo tipo di disturbi.

La violenza sulle “femmine” è trasversale, esiste a casa del professionista di provincia come del contadino, riguardando ambienti rurali e cittadini. Le vittime hanno alcune caratteristiche comuni, spesso considerate destabilizzanti dal familiare borderline e potenziali assassini. Sono innumerevoli i casi di femminicidio in cui le vittime vengono “eliminate” perchĂ© considerate una minaccia dai carnefici , come nel caso di Isabella Noventa, uccisa lo scorso gennaio a Padova, dove il correo è a sua volta istigato da due criminali: la compagna e la sorella, che concorrono ad eliminarla in quanto presunto rischio per i loro affari, affari loschi ovviamente. Un caso che apre uno squarcio anche sulla violenza di donne su donne, nella stragrande maggioranza delle volte sempre collegata a quella maschile, quando i profili psicopatologici e criminologici dei protagonisti sono intimamente connessi.

Quello che le donne a rischio devono fare è capire di esserlo e sottrarsi immediatamente da situazioni familiari e personaggi pericolosi. Percepire e riconoscere il rischio infatti non solo è possibile, ma spesso avviene naturalmente: ascoltare l'istinto quindi.

Sottrarsi senza pensarci un attimo, non accettando ultimi appuntamenti, ma neanche primi, in tutti i casi potenzialmente pericolosi.

Mai farsi isolare.

Rifiutare ciò che non convince senza timore di ferire.

Fidarsi di sé stesse.

Scegliere rapporti costruttivi e rispettosi dell'altrui dignitĂ . Prevenire.

Considerare la prevenzione un dovere, non solo un proprio diritto.

Cautelarsi con tutti i mezzi opportuni, senza alcuna paura, evitando il conflitto verbale e fisico.

La violenza di genere è una piaga da cui si può uscire, si può contrastare, non è incurabile. Ma per farlo è necessario, oltre alla crescente competenza delle associazioni di volontariato, il coraggio e la volontĂ  di tutti, cittadini e istituzioni; come pure l'altruismo da parte di quelli che intorno, per esempio, sanno e non fanno,  dei cosiddetti "amici di famiglia ". La coscienza di genere si promuove isolando, quando non reclutabili, gli indifferenti, a qualunque ceto sociale appartengano, trasversalmente, squalificando gli ignavi, gli egoisti, quelli preoccupati troppo per sĂ© e troppo poco degli altri, corresponsabili di moltissime violenze e, quando peggio, di morti annunciate. 
Questo "problema di salute di proporzioni globali enormi" si contrasta responsabilizzando i singoli, come emerge dalle linee guida internazionali, e parlando alle coscienze di tutti, ma senza spettacolarizzare le tragedie alimentandone il mercato con l'effetto contrario.
di Assunta Di Vito
Fonte Doveredicronaca 
Google news

 

Ultim'ora violenza sulle donne - Tra Femminicidio e CorreitĂ 

Venerdì 25 Novembre 2016 10:31

Femminicidio e correitĂ 
Il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne per una risoluzione ONU del dicembre '99.

Moltissime "femmine” della specie umana subiscono quotidianamente l’insulto della violenza. L' Organizzazione Mondiale della SanitĂ  definisce il problema di proporzioni globali enormi. Si tratta di violenze fisiche, verbali, morali, psicologiche, che balzano in prima pagina solo quando l'esito è omicidio o stupro, che se cruento rende di piĂą; eppure nessuna di queste forme di violenza è esclusa dall’atto sistematico della sopraffazione (il femminicidio) che genera danni biologici seri, quantificabili e purtroppo irreversibili con il ripetersi degli eventi stressogeni.

Individuare il maschio violento, alias il vile, non è difficile per gli altri Uomini: spesso è un sociopatico che si affranca schiacciando, isolando, diffamando, prevaricando colei che ritiene ad un certo punto scomoda e che intende dunque piegare o spezzare, "annientandone l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico". Sono tutti campanelli d'allarme di condotte delinquenziali che sfociano frequentemente nell'omicidio, l'atto criminale più famoso, che è solo la punta dell'iceberg. Nelle situazioni ad altissimo rischio, il violento è un consumatore di droga e alcol o un un malato di mente, uno psicotico per malattia organica innata o precedente uso di sostanze, come cocaina e cannabis, direttamente implicate, a volte, nell'evoluzione di questo tipo di disturbi.

La violenza sulle “femmine” è trasversale, esiste a casa del professionista di provincia come del contadino, riguardando ambienti rurali e cittadini. Le vittime hanno alcune caratteristiche comuni, spesso considerate destabilizzanti dal familiare borderline e potenziali assassini. Sono innumerevoli i casi di femminicidio in cui le vittime vengono “eliminate” perchĂ© considerate una minaccia dai carnefici , come nel caso di Isabella Noventa, uccisa lo scorso gennaio a Padova, dove il correo è a sua volta istigato da due criminali: la compagna e la sorella, che concorrono ad eliminarla in quanto presunto rischio per i loro affari, affari loschi ovviamente. Un caso che apre uno squarcio anche sulla violenza di donne su donne, nella stragrande maggioranza delle volte sempre collegata a quella maschile, quando i profili psicopatologici e criminologici dei protagonisti sono intimamente connessi.

Quello che le donne a rischio devono fare è capire di esserlo e sottrarsi immediatamente da situazioni familiari e personaggi pericolosi. Percepire e riconoscere il rischio infatti non solo è possibile, ma spesso avviene naturalmente: ascoltare l'istinto quindi.

Sottrarsi senza pensarci un attimo, non accettando ultimi appuntamenti, ma neanche primi, in tutti i casi potenzialmente pericolosi.

Mai farsi isolare.

Rifiutare ciò che non convince senza timore di ferire.

Fidarsi di sé stesse.

Scegliere rapporti costruttivi e rispettosi dell'altrui dignitĂ . Prevenire.

Considerare la prevenzione un dovere, non solo un proprio diritto.

Cautelarsi con tutti i mezzi opportuni, senza alcuna paura, evitando il conflitto verbale e fisico.

La violenza di genere è una piaga da cui si può uscire, si può contrastare, non è incurabile. Ma per farlo è necessario, oltre alla crescente competenza delle associazioni di volontariato, il coraggio e la volontĂ  di tutti, cittadini e istituzioni; come pure l'altruismo da parte di quelli che intorno, per esempio, sanno e non fanno,  dei cosiddetti "amici di famiglia ". La coscienza di genere si promuove isolando, quando non reclutabili, gli indifferenti, a qualunque ceto sociale appartengano, trasversalmente, squalificando gli ignavi, gli egoisti, quelli preoccupati troppo per sĂ© e troppo poco degli altri, corresponsabili di moltissime violenze e, quando peggio, di morti annunciate. 
Questo "problema di salute di proporzioni globali enormi" si contrasta responsabilizzando i singoli, come emerge dalle linee guida internazionali, e parlando alle coscienze di tutti, ma senza spettacolarizzare le tragedie alimentandone il mercato con l'effetto contrario.

Assunta Di Vito

fonte: Google

 

#FacebookDown - Facebook fuori uso. 28 settembre

Lunedì 28 Settembre 2015 20:28

#FacebookDown - Facebook fuori uso. Facebook è fuori uso, da almeno 20 minuti milioni di persone non riescono ad accedere al noto social network. Voci ufficiose parlano di una manutenzione straordinaria del sistema; in realtà sembra sia successo qualcosa di grosso al colosso americano, negli ultimi minuti è addirittura apparsa la scritta "Service Unavailable" su fondo bianco.
In fibrillazione tutto il quartier generale, subito allertato anche Zuckerberg in persona, c'è chi parla di un attacco hacker in grande stile. 

Il fondatore di Facebook aveva da qualche ora annunciato l'idea di fornire accesso a internet nei campi profughi e rifugiati di tutto il mondo.

We're working on it and we'll get it fixed as soon as we can.

ULTIM'ORA: 21:38 Facebook è online ma con problemi evidenti di caricamento

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TTIP: sui diritti e sul cibo si può trattare? Gli opposti si incontrano al Ferrara Festival

Giovedì 14 Maggio 2015 12:57

TTIP: sui diritti e sul cibo si può trattare? Gli opposti si incontrano al Ferrara FestivalA confronto i diversi punti di vista sul TTIP: focus della tre giorni del Festival di Altroconsumo – a Ferrara dal 22 al 24 maggio – alle ore 11 sabato 23 maggio  “Il Trattato  TTIP: rischi e vantaggi. Sui diritti e sul cibo si può trattare?” in piazza del Municipio.

Da un parte i rappresentanti dei consumatori, Luisa Crisigiovanni, Segretario Generale associazione Altroconsumo e Monique Goyens, Direttore Generale BEUC. Dall’altra Simone Crolla, Managing Director American Chamber of Commerce in Italy. Cinzia Scaffidi, Vicepresidente Slow Food Italia e Monica Di Sisto, Vicepresidente Fairwatch,tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP completano il panel dei soggetti a confronto.

Modera Nicola Porro, Vice Direttore de Il Giornale.

Il settore agroalimentare è una sezione fondamentale del Trattato,  l’incontro sarĂ  l’occasione per discutere gli standard dei sistemi di controllo dei cibi; le legislazioni di UE e Stati Uniti sono infatti agli antipodi. Qualche esempio di differenza di approccio:

Il principio di precauzione: se c’è un rischio molto elevato che un prodotto possa far male, in Europa, le autorità possono intervenire in attesa di accertamenti scientifici; negli States vige il principio praticamente opposto, per cui alimenti e procedure sono sicuri fino a prova contraria.
Severità sulla filiera: nel nostro sistema la sicurezza deve essere garantita lungo tutta la filiera produttiva “from farm to fork” (dai campi alla tavola), con prerequisiti igienici per i produttori, tracciabilità del prodotto ecc.; il sistema Usa, invece, verifica per lo più la sicurezza del prodotto finito (ecco perché i trattamenti di igienizzazione chimica con la clorina sulla carne di pollo sono così diffusi, mentre in Ue sono proibiti).
Niente ormoni nella carne: in Europa è proibito somministrare ormoni al bestiame per farlo crescere di più, perché mancano sufficienti studi circa la loro sicurezza. Negli Usa invece è ammesso l’uso di queste sostanze che riducono i tempi di allevamento e quindi fruttano moltissimo alle imprese.
Meno antibiotici: negli allevamenti americani gli antibiotici possono essere usati in dosi maggiori, anche per far crescere di più gli animali. In Europa i limiti sono più restrittivi e l’uso è consentito solo per proteggere il bestiame dalle malattie.
Ogm senza etichetta: nell’Ue i prodotti che contengono più dello 0,9% di Ogm devono dichiararne la presenza in etichetta. L’informazione sulle confezioni non è obbligatoria mai, invece, negli Stati Uniti.
Le denominazioni d’origine non importano: cosa succederebbe se gli States potessero esportare i tanti prodotti che rubano il nome delle nostre 250 Dop e Igp (come ad esempio il “Parmesan” o il “Gorgonzola” prodotto in Illinois)? Per noi il nome deve restare garanzia della provenienza e della qualità degli alimenti.
L’accordo sposterà l’ago della bilancia verso gli standard europei o verso quelli americani? Difficile dirlo, anche perché tutte le sessioni del negoziato sono a porte chiuse, vengono rilasciate sporadiche comunicazioni ed è stato necessario l’intervento della Corte di Giustizia Europea per ottenere, a ottobre 2014, la pubblicazione delle linee guida delle trattative.

Oltre ai dubbi legati al sistema dei controlli è ancora tutta da dimostrare la profittabilità economica, almeno per i cittadini europei, del Trattato. Un accordo che impatterà sulla vita di oltre 800 milioni di persone e secondo i negoziatori favorirà l’economia di entrambe le parti, con un aumento del PIL dell’Unione Europea di circa 120 miliardi di euro l’anno (circa lo 0.5% di tutto il Prodotto Interno Lordo Europeo) e di 90 miliardi per gli Stati Uniti (0.4% del PIL USA). Per l’Italia le stime sono di un aumento di export di 2 miliardi di Euro all’anno, numeri che hanno convinto immediatamente il governo ad appoggiare il TTIP.

Non sono dello stesso parere gli oppositori al trattato che portano a esempio lo studio della Tufts University del Massachusetts. I ricercatori del New England prevedono la perdita di quasi 600.000 posti di lavoro in tutta Europa e una riduzione del reddito procapite, che varierĂ  da  stato a stato, compresa fra i 165 e gli oltre 5mila euro che l’accordo costerĂ  ai Francesi. Sempre secondo lo stesso studio il TTIP sarĂ  a tutto vantaggio degli USA: quasi 800mila nuovi posti di lavoro e un aumento del reddito procapite di € 699.

Quest’anno il Festival di Altroconsumo #direfarecambiare sarĂ  all’insegna dell’innovazione per una  nuova generazione di consumatori 2.0.

La tre giorni avrĂ  il patrocinio del Comune e della Provincia di Ferrara e vedrĂ  come partner Ferrara Fiere Congressi e Ferrara terra e acqua.

Il programma dell’evento si arricchirà di giorno in giorno, sul sito altroconsumo.it.

 

Da venerdì 15 maggio 2015, Teatro Sannazaro di Napoli I Love Napoli Cafè Chantant

Mercoledì 13 Maggio 2015 17:21

Da venerdì 15 maggio 2015, Teatro Sannazaro di Napoli I Love Napoli Cafè ChantantFinale di stagione all’insegna di atmosfere avvolgenti per il Teatro Sannazaro di Napoli, da venerdì 15 maggio 2015 alle ore 21.00 (repliche dal venerdì alla domenica fino al 24), con il debutto di I Love Napoli Cafè Chantant, allestimento teatrale di Lara Sansone dal forte carattere partenopeo, che, quest’anno, sarà in scena nel mese di maggio, a chiudere in bellezza la stagione teatrale della storica sala di via Chiaia.
Un preludio al prossimo ventennale del tradizionale spettacolo, riscoperta di un genere prezioso, antico, ma mai vecchio, che, nella stagione teatrale 2015/2016, sarĂ  celebrato con una specialissima edizione.
Nel mese di maggio, inoltre, la città di Napoli è meta di numerosi turisti, ai quali, da sempre, il Cafè Chantant dedica grande attenzione, cercando di accoglierli al meglio con la musica, l’allegria e la verve delle soubrette, e il coinvolgimento e la magia di uno spettacolo da ascoltare, vedere, gustare ai tavolini, lasciandosi incantare dall’esplosione mediterranea.
Nato dall’idea di trasformare la platea del Sannazaro in una vera sala da caffè concerto belle époque, lo spettacolo riassume quel concetto di napoletanità che trova i suoi punti di forza nella riproposizione dei grandi capolavori della melodia partenopea, con qualche accenno alla prosa dei nostri celebri autori, facendo, di tanto in tanto, qualche incursione nella musica internazionale.
I protagonisti, Lara Sansone, Luca Sepe, il trio Ardone, Peluso e Massa, unitamente all'Orchestra e il Balletto del Teatro Sannazaro e un nutrito cast di cantanti e attori, faranno rivivere, in scena, i fasti del glorioso spettacolo d’altri tempi.
Un trionfo di sogni e di colori, che renderà omaggio alla città di Napoli, offrendo una serata all'insegna della musica napoletana e internazionale, avvolti in un’atmosfera speciale e affascinante.
“In un periodo tanto confuso – sottolinea Lara Sansone -  dove sul nostro mestiere insistono, piĂą che mai, problematiche di vario tipo, noi non abbandoniamo la nostra storia, anzi, ripartiamo da essa piĂą che mai, consapevoli che possa essere proprio la nostra tradizione a fare la differenza. E lo dimostrano i fatti, lo dimostra il pubblico, che ci premia sempre e riesce a trasformare questo spettacolo in una festa. Artisti, cantanti e ballerini, formatisi nelle grandi compagnie classiche, si divertono a cambiare pelle e a mettersi a servizio di un “gioco” teatrale antico, che strizza l’occhio all’attualitĂ , proprio come avveniva piĂą di cento anni fa, nei mitici saloni del “Cafè Chantant”.
Canzoni, colori, sciantose, ballerine, comici, poesia, musica, seduzione, orchestra dal vivo, degustazioni ai tavolini dei prodotti tipici campani, il Cafè Chantant è questo e molto altro ancora. Un viaggio che incontra la nostra cultura, la nostra città, e che, idealmente, tocca Capri, Sorrento, la notte al chiaro di luna, trasportati dalla fantasia, fino a creare un ponte ideale con Parigi, New York, San Paolo do Brazil, Madrid.

 

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