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Interrogatorio di Nicole Minetti. Pm Ilda Boccassini e Antonio Sangermano: Caso Ruby.


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Nicole Minetti Tribunale di Milano. E' durato circa tre ore l'interrogatorio di Nicole Minetti che ha risposto solo in parte ai pm milanesi, Ilda Boccassini e Antonio Sangermano nell'ambito del "Caso Ruby".  La 26enne consigliere regionale della Lombardia, indagata per induzione e sfruttamento della prostituzione, è entrata in procura intorno alle 14.30 di ieri, domenica 30 gennaio e vi è rimasta oltre tre ore. Avrebbe risposto a tutte o quasi le domande dei pm secondo i quali sarebbe stata una sorta di maitresse, organizzatrice cioè di presunti festini a base di sesso nella villa San Martino di Arcore, residenza privata di Berlusconi ed un tempo di tutta la sua famiglia. Nella stessa inchiesta è infatti indagato Berlusconi per prostituzione minorile. Nicole è stata assistita dal suo avvocato Daria Pesce, mentre rispondeva alle domande fatte ai fini del prosieguo delle indagini che coinvolgono con gli stessi capi d'imputazione anche il giornalista Emilio Fede e l'agente di spettacolo Dario (detto Lele) Mora. Tra le domande per cui l'indagata si è avvalsa della facoltà di non rispondere tutte quelle inerenti ai versamenti di denaro fatti dal Premier alla Minetti e considerati usati per il reclutamento delle " ragazze di via olgettina 65", ma anche per i pagamenti dei loro affitti.

La donna assumerebbe il ruolo di vera e propria prestanome, secondo i pubblici ministeri in procinto di chiudere la fase istruttoria. Si parla nello specifico di migliaia di euro provenienti da conti personali Silvio Berlusconi, 74 anni, (gestiti dal suo contabile privato, il ragionier Giuseppe Spinelli) e versati con bonifici bancari sul conto corrente della Minetti. Daria Pesce in un intervista rilasciata a Sky tiene a precisare che la sua assistita con i pagamenti delle ragazze di via olgettina non c'entra nulla e ribadisce che lei avrebbe solo ricevuto "un prestito da Silvio Berlusconi perchè doveva aiutare la sorella rimasta col conto senza soldi" , il traffico di denaro che porta a via olgettina afferma perciò l'avvocato "non riguarda la Nicole Minetti". 

L'invito a comparire ricevuto dalla giovane consigliera lombarda (incarico avuto nel 2010) era previsto ufficialmente per martedì 1 febbraio, ma l'avv. Daria Pesce aveva chiesto di scongiurare l'assalto mediatico, di qui l'anticipo da parte della Procura di 48 ore per quello che è probabilmente l'ultimo interrogatorio fondamentale prima della chiusura della fase istruttoria e l'invio delle carte processuali al giudice per le indagini preliminari, il gip Cristina Di Censo.

Circa lo sfogo contro il Premier la signora ne aveva risposto e spiegato il perchè intervistata da Il Giornale, le sue parole: "Sono giro con mio padre, per Milano. Entriamo in libreria, compro 'Mignottocrazia' di Paolo Guzzanti. Lo sfoglio: c’è un capitolo su di me dove mi dipinge come una maîtresse e c’è una foto del mio lato B. Anche se in realtà non sono io, ma non importa. Papà, così orgoglioso della figlia consigliere regionale, quasi si sente male, io m’incavolo. Perdo le staffe, chiamo Clotilde, la mia assistente, e urlo la mia rabbia". In Procura ieri l'indagata avrebbe, infatti, descritto la sua con Berlusconi una "relazione affettiva e sentimentale" instauratasi, secondo quanto ieri dichiarato ai pm,  nei giorni in cui il Primo ministro fu ricoverato al San Raffaele per aver ricevuto una statuetta del duomo in faccia al termine di un raduno del Pdl da parte un soggetto "affetto da disturbi psichici" Massimo Tartaglia, in un momento di poca attenzione della scorta. Si conobbero dunque dopo il 13 dicembre 2009.

La procura di Milano è ora in procinto di presentare al Gip la richiesta di rito di giudizio immediato per Silvio Berlusconi accusato di concussione e prostituzione minorile. Tale richiesta di saltare l'udienza preliminare viene generalmente presentata in caso di evidenza della prova  o nel caso in cui l'indagato, invitato a comparire, non si sia presentato. I legali del Premier sono d'altronde pronti ad eccepire alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione in quanto al reato di concussione e l'incompetenza territoriale per il reato di prostituzione minorile.

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