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Rubygate. Nadia Macrì: Ballavamo nude davanti a Lele Mora, Emilio Fede e Berlusconi


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Berlusconi-Ruby-MacrìMilano. Oggi. Nadia Macrì si è presentata in Tribunale nell'ambito dell'inchiesta sulla concussione e prostituzione minorile  che vede coinvolti con Silvio Berlusconi la consigliera N. Minetti, Emilio Fede e l'agente Dario (Lele) Mora, caso soprannominato "Rubygate" cioè Caso Ruby. La 27enne è arrivata poco prima delle 12 per essere ascoltata in merito alle dichiarazioni  da lei rese in un'intervista andata in onda ieri sera e rilasciata in esclusiva al giornalista Sandro Ruotolo della redazione di Annozero, il programma di approfondimento giornalistico di Raidue trasmesso il giovedì in prima serata.
Oggi in Procura la escort ha confermato tutto ribadendo, nel corso 5 ore di audizione davanti agli inquirenti, di essere stata "pagata dal premier Silvio Berlusconi e di aver visto lo stesso presidente del Consiglio consegnare soldi a Ruby..." Le dichiarazioni della escort di oggi sono state verbalizzate dai pm della Procura della Repubblica Milano.
Nadia Macrì aveva dichiarato ieri, durante la puntata di Annozero, di aver offerto sesso a pagamento al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e parlando poi dei suoi contatti col Premier, nel mostrare vari regalini da lui ricevuti e sparpagliati su di un tavolo a favore di telecamera,  ha mostrato il numero personale del telefono cellulare di Berlusconi. La donna ha poi citato una festa  svoltasi ad Arcore con altre ragazze tra cui anche la minorenne (all'epoca) Karima detta Ruby. A destare l'attenzione degli inquirenti è stata la descrizione di quanto avvenne quel 24 aprile 2010 ad Arcore; secondo il racconto della testimone ci sarebbero state alcune ragazze nude in una grande vasca, dentro cui aspettavano il Premier. Lui arriva completamente nudo e  "pronto"... le invita poi a seguirlo per consumare dei rapporti sessuali di "5 minuti" in una stanza per massaggi sopra un lettino... le ragazze dunque a turno entrano ed escono.
Nadia sarebbe stata la prima ad arrivare a Villa San Martino quella sera: "Io arrivai - racconta- all'inizio non c'era nessuno poi sono entrata, ho posato la borsa con un cappotto e poi è arrivata una ragazza scura di pelle...dopo un po' entrò Lele Mora con delle brasiliane molte belle. Abbiamo aspettato un po' nel salotto - racconta la Macrì - poi è arrivato il Presidente, era il 24 Aprile del 2010. Quella ragazza sono sicura che fosse Ruby - (dalle foto viste poi, dice) -  e dopo la cena andammo in un privè che aveva un palo con le luci per terra, ....abbiamo cominciato a ballare, spogliarci..."
La "serata "sarebbe cominciata nella sala detta bunga bunga quindi: un discoteca privata di Berlusconi. Qui si sarebbe tenuto lo spettacolo delle due escort (Ruby e Macrì) con spogliarello a seno nudo intorno ad un palo per la lap dance, il tutto davanti a Berlusconi, Mora e Fede. Ruby, la minorenne delle due, era per di più ubriaca. Questo è quanto raccontato dalla escort in tv ieri sera. Saranno ora le indagini in corso a dover scoprire tramite la tracce delle celle telefoniche se davvero questa escort  ha detto la verità, se era davvero presente alla residenza di Arcore il 24 aprile con la minorenne Ruby, anche perchè se così fosse la testimonianza dell'avvenuto pagamento incastrerebbe il Premier:"Fui pagata cinquemila euro, dal presidente direttamente. Siamo andate io e questa ragazza marocchina, Ruby, nel suo ufficio". racconta infine ed alla domanda poi del giornalista Sandro Ruotolo se avesse il Premier consegnato la busta anche a Ruby la escort risponde: "Sì, sì".

Francesco Pizzetti, intanto, garante per la protezione dei dati personali, oggi ha chiesto in una nota a tutti i media di nascondere i numeri di telefono delle persone coinvolte nell'inchiesta Rubygate aggiungendo che "l'attività istruttoria e di verifica del Garante, volta a individuare eventuali altri siti o altri casi di diffusione da parte dei media dei numeri di quelle utenze telefoniche, è tutt'ora in corso". 
Riguardo alla violazione della privacy poi, di cui è stata accusata  la trasmissione di Santoro dal quotidiano Il Giornale, queste le parole del conduttore all'ADNKRONOS: "Se è quello il numero del cellulare di Berlusconi, non l'abbiamo dato noi. E' Berlusconi che l'ha dato a Nadia Macrì. E la Macrì l'ha fatto vedere a Sandro Ruotolo che prudentemente ha cercato di coprire almeno delle cifre. Se fosse quello, perché io non so se è vero quello che racconta la Macrì, credo che l'avrà già cambiato da un po'... "
C' è da dire inoltre che  il numero mostrato in video è lo stesso, senza le ultime 3 cifre, che tutti possiamo integralmente vedere nel fascicolo di 389 pagine (incartamento contenente anche verbali di interrogatori, intercettazioni telefoniche, dati anagrafici...) inviato alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dal Tribunale di Milano e pubblicato per primo da Maurizio Belpietro direttore di Libero, poi da questo e molti altri giornali cartacei e online.

Ddc
                                                                                         
                                                                            
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