Ruby, in qualità di testimone al processo a carico del trio Mora, Minetti e Fede per induzione e favoreggiamento della prostituzione, oggi ha dichiarato ai giudici di non aver mai fatto sesso con Silvio Berlusconi ma ha raccontato alcuni episodi chiaramenti impressi nella sua memoria, come il suo primo incontro con il presidente in persona: "Sono arrivata davanti alla villa ad Arcore e quando ero fuori dalla macchina mi è stato detto che era la villa del presidente del Consiglio. Ero sorpresa, non mi sembrava vero, lui si è presentato all'ingresso e io mi sono presentata con il nome di Ruby"; non sono mancati particolari su quelle serate particolari: "Ho visto Nicole Minetti vestita da suora che a un certo punto, mentre ballava, si è tolta i vestiti ed è rimasta in biancheria intima" per quanto riguarda la sua giovane età e la sua frequentazione con Lele Mora, la marocchina Karima El Mahroug ha fatto alcune precisazioni: "Conoscevo dalla Sicilia l'agenzia e volevo incontrare il proprietario, perché la mia speranza era quella di lavorare nel mondo dello spettacolo e della moda, Mi hanno chiesto delle foto e ho dato quelle del mio profilo Facebook e i documenti, che ho detto di avere dimenticato. Come nome ho dato quello di Ruby, preso da una telenovela, e come cognome Eiek, che è quello di una cantante. Come età ho detto di avere 19 o 20 anni".
Questa mattina alle 12.25 è morto Giulio Andreotti, uno dei massimi protagonisti della vita politica italiana; il controverso senatore a vita 94enne si è spento nella sua casa di Roma al 326 di Corso Vittorio Emanuele.
Cordoglio da parte di tutti gli esponenti politici italiani, vogliamo segnalare il ricordo dell'ex gran maestro della P2 Licio Gelli "ho un ricordo magnifico. Un uomo di quella statura lì non nasce più, oggi sono tutti mezze calzette. Un politico altamente preparato e onesto, all'altezza dei compiti che gli venivano affidati. È stato capo di Stato e un capo di Stato deve tenere i segreti che gli vengono affidati"..."ha usato i segreti per dare il benessere al popolo. I segreti li aveva, e se li è portati con sè."
L'unico fuori dal coro è per il momento Antonio Ingroia, leader di Azione Civile:"Con la morte di Andreotti se ne va un protagonista, più spesso negativo che positivo, della storia italiana degli ultimi 70 anni. Si chiude una pagina della storia italiana contrassegnata da due simboli opposti: Agnese Borsellino con la sua richiesta allo Stato di verità e di giustizia, rimasta inappagata, e Andreotti con il suo pragmatismo cinico che, in nome delle ragioni della politica e della ragion di Stato, giunse a stringere accordi con la mafia. Andreotti, con le sue tante ombre e poche luci, è morto, l'andreottismo sicuramente no".
Roma - Montecitorio - Aula della Camera - Alle 18:20 di oggi 20 aprile 2013, il quorum per l'elezione del Presidente della Repubblica è stato raggiunto e superato con la riconferma del Capo dello Stato uscente Giorgio Napolitano. Cori di protesta si stanno levando in piazza Montecitorio dove si è assiepata la folla di elettori M5s e non solo, enorme fetta di popolazione che auspicava in queste ore alla svolta con l'elezione di un personaggio al di sopra di giochi di potere di ogni tipo, ma politico e giurista di eccezionale caratura istituzionale: il professore Stefano Rodotà. Ddc
Reggio Emilia. Sarà la protesta degli invisibili. Sarà la protesta dei piccoli-medi imprenditori che continuano a subire la crisi in silenzio, quella dei grandi costruttori in primis, stretti fra mancati pagamenti dei privati e della Pubblica Amministrazione, mancanza di credito e concordati. Di fronte a un comparto delle Costruzioni ormai al collasso, CNA Reggio Emilia sceglie di tornare in piazza con una nuova manifestazione dal duplice valore: protesta, per gridare la drammatica crisi del comparto Costruzioni, e voglia di ricominciare a partire da proposte e soluzioni concrete.
“Se non ci vedono facciamoci sentire” è lo slogan scelto dalla CNA reggiana che invita imprenditori, Istituzioni, esponenti del mondo politico ed economico e la cittadinanza tutta a prendere parte alla protesta di domenica 21 aprile alle 9.30 in Piazza della Vittoria. “Chiediamo e proponiamo – si legge sui manifesti - soluzioni per le imprese, i professionisti e i servizi coinvolti nella crisi dei grandi costruttori. Ricominciare è possibile”.
Il settore dell’edilizia era un comparto trainante nella provincia di Reggio Emilia, oggi è in forte sofferenza soprattutto per i mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione che si nascondo dietro il patto di stabilità. Il crollo dei grandi costruttori ha messo al muro le aziende più piccole che spesso non godono delle stesse agevolazioni. L’iniziativa, di carattere nazionale, potrà contare sulla presenza di Ivan Malavasi, Presidente nazionale CNA, e del presidente di CNA Reggio Emilia Tristano Mussini che nei giorni scorsi si è esposto pubblicamente con la propria storia personale di imprenditore che, per non mollare, ha fatto ricorso a una procedura concorsuale per una delle sue aziende. Dopo aver subito il congelamento di 850mila euro di crediti in meno di un mese su un fatturato di 3 milioni di euro dell’azienda di famiglia, la Cop. Asfalti, Mussini ha deciso di esternare la gravità della situazione raccontando la propria esperienza, simbolo della situazione in cui si trovano tante imprese del comparto. Le prime stime parlano di 1300 imprese, per un totale di 12mila addetti, a forte rischio chiusura. Un vero e proprio “terremoto nel terremoto” dato che l’Emilia è stata colpita da un sisma pesante meno di un anno fa.
CNA proverà ad indicare alcune vie d’uscita che per diventare realtà hanno bisogno di decisioni a tutti i livelli istituzionali; soluzioni concrete che potrebbero dare ossigeno alle imprese come la creazione di un fondo monetario di garanzia per liberare liquidità congelate dalla procedure concorsuali. Le prime stime parlano di 50 milioni di euro di crediti fermi. Oltre la paura per una crisi che non conosce precedenti, il senso di frustrazione e rassegnazione sta dilagando tra gli imprenditori. CNA lo sa ma dice anche che “Ricominciare è possibile”. A partire da domenica.
Il capo dello Stato Giorgio Napolitano rischia di chiudere nel peggiore dei modi il suo settennato, abbandonato dai partiti, accusato di "golpe" e di oligarchia si sfoga come può: "Dopo sette anni sto finendo il mio mandato in un modo surreale, trovandomi oggetto di assurde reazioni di sospetto e dietrologie incomprensibili, tra il geniale e il demente...", il Presidente della Repubblica si sente messo in mezzo dai partiti, ed è forse proprio quello che sta accadendo, una classe politica incapace, che ha condotto il Paese nel baratro, adesso è alla ricerca di un capro espiatorio. Il Capo dello Stato in una recente dichiarazione ha sottolineato il drammatico momento: "Ritengo di dover ancora una volta sottolineare l'esigenza che da parte di tutti i soggetti politici si esprima piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del paese e quindi un accentuato senso di responsabilità al fine di rendere possibile la costituzione di un valido governo in tempi che non si prolunghino insostenibilmente, essendo ormai trascorso un mese dalle elezioni del nuovo Parlamento". Napolitano precisa la necessità delle sue decisioni: "non può sfuggire agli italiani e all'opinione internazionale che un elemento di concreta certezza nell'attuale situazione del nostro paese è rappresentato dalla operatività del governo tuttora in carica, benché dimissionario e peraltro non sfiduciato dal Parlamento : esso ha annunciato e sta per adottare provvedimenti urgenti per l'economia, d'intesa con le istituzioni europee e con l'essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della Commissione speciale presieduta dall'on. Giorgetti. Nella prospettiva ormai ravvicinata dell'elezione del nuovo Capo dello Stato - che mi auguro veda un'ampia intesa tra le forze politiche - sono giunto alla conclusione - ha affermato il Capo dello Stato - che, pur essendo ormai assai limitate le mie possibilità di ulteriore iniziativa sul tema della formazione del governo, posso fino all'ultimo giorno concorrere almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una situazione politica irrigidita tra posizioni inconciliabili"; quindi i cittadini italiani, allo stremo, dovranno ancora una volta sperare in Mario Monti, nei saggi e nella buona volontà dei Leader politici impegnati, come al solito a risolvere i propri interessi.
"Continuo dunque - ha concluso il Presidente Napolitano - a esercitare fino all'ultimo giorno il mio mandato, come il senso dell'interesse nazionale mi suggerisce : non nascondendo al paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo operosamente la mia fiducia nella possibilità di responsabile superamento del momento cruciale che l'Italia attraversa".
Era stato soprannominato "la freccia del sud", Pietro Mennea si è spento questa mattina all'età di 61 anni, era ricoverato in una clinica romana per un tumore maligno. L'ex velocista italiano era stato campione olimpico nel 1980 a Mosca e per 17 anni aveva detenuto il record del mondo dei 200 metri.
Mennea, riuscì ad arrivare in finale ai Giochi olimpici in quattro edizioni consecutive, il suo medagliere ci parla della sua eccezionale bravura, un oro e due bronzi ai giochi olimpici, un argento e un bronzo ai Mondiali, tre medaglie d'oro, due d'argento e una di bronzo agli europei.
Era nato a Barletta il 28 giugno 1952.
La camera ardente sarà allestita in un locale del Coni di Roma.
La deputata di Sel, Laura Boldrini è il nuovo presidente della Camera, l'ex portavoce dell'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu in Italia, è stata eletta con 327 voti su 618 alla quarta votazione.
La 51 enne, visibilmente commossa è stata accolta con un lungo applauso di quasi tutta l'assemblea, contrariati i deputati del PDL.
Boldrini ha superato Roberto Fico, candidato del Movimento 5 stelle che si è fermato a 108 voti dei 109 appartenenti a MS5.
Schede bianche, di Pdl e montiani, sono state 155, le schede nulle 10 sono 10. Nessun si è astenuto.
Venerdì 15 marzo 2013 - Alle ore 10,30, la Camera dei deputati è convocata per la prima seduta della XVII legislatura. All'ordine del giorno figurano: la costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza; la costituzione della Giunta delle elezioni provvisoria e la proclamazione di deputati subentranti; l'elezione del Presidente che avrà luogo per scrutinio segreto. In base a quanto disposto dal Regolamento, la seduta sarà presieduta dall'onorevole Antonio Leone nella sua qualità di Vicepresidente più anziano per elezione tra quelli della Legislatura precedente. Per quanto riguarda l'elezione del Presidente, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del Regolamento al primo scrutinio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti la Camera; "dal secondo scrutinio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti".
Una Piazza San Pietro gremita di pellegrini, ha accolto la 'fumata' bianca che ha annunciato l'elezione del nuovo Papa.
Moltissimi i turisti e i fedeli che si erano riuniti nella piazza e davanti ai maxischermi, gli occhi erano tutti puntati sul comignolo sul tetto della Cappella Sistina che ha iniziato a fumare alle 19.06
Il nuovo pontefice è stato eletto al quinto scrutinio dopo le prime due fumate nere.
La folla in tripudio si è accalcata sotto al sagrato della basilica di San Pietro. In piazza anche tanti bambini e ragazzi.
Il presidente della Repubblica Napolitano è intervenuto alla cerimonia dedicata alla festa della donna che si è svolta questa mattina al Quirinale, chiedendo per il Paese in grave difficoltà un Governo in tempi rapidi: "Sarebbe auspicabile e costituirebbe un segnale positivo per chi guarda all'Italia che le scelte relative, appunto, ai vertici delle istituzioni rappresentative, avvenissero in un clima disteso e collaborativo".
Il Presidente è apparso visibilmente preoccupato per la crisi economica che sta drammaticamente deteriorando la qualità della vita dei cittadini italiani: "Lasciatemi osservare che il mio settennato non è mai stato al riparo da tensioni e da bruschi alti e bassi. Anche se in fondo siamo sempre riusciti a superare i più acuti momenti di crisi e rischi di scontro sul piano istituzionale. Dobbiamo riuscirvi anche questa volta. I problemi urgenti e le questioni di fondo che riguardano l'economia, la società, lo Stato, non possono aspettare, debbono ricevere risposte e dunque richiedono che l'Italia si dia un governo ed esprima uno sforzo serio di coesione. Anche perché i problemi e le questioni cui mi sono riferito si ripercuotono nella vita quotidiana della gente e, per le persone e le famiglie più disagiate, spesso drammaticamente".