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Cronaca e attualità

Femminicidio e correità, alla radice della violenza di genere

Venerdì 25 Novembre 2016 13:22


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Femminicidio e correità
Il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne per una risoluzione ONU del dicembre '99.

Moltissime "femmine” della specie umana subiscono quotidianamente l’insulto della violenza. L' Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il problema di proporzioni globali enormi. Si tratta di violenze fisiche, verbali, morali, psicologiche, che balzano in prima pagina solo quando l'esito è omicidio o stupro, che se cruento rende di più; eppure nessuna di queste forme di violenza è esclusa dall’atto sistematico della sopraffazione (il femminicidio) che genera danni biologici seri, quantificabili e purtroppo irreversibili con il ripetersi degli eventi stressogeni.

Individuare il maschio violento, alias il vile, non è difficile per gli altri Uomini: spesso è un sociopatico che si affranca schiacciando, isolando, diffamando, prevaricando colei che ritiene ad un certo punto scomoda e che intende dunque piegare o spezzare, "annientandone l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico". Sono tutti campanelli d'allarme di condotte delinquenziali che sfociano frequentemente nell'omicidio, l'atto criminale più famoso, che è solo la punta dell'iceberg. Nelle situazioni ad altissimo rischio, il violento è un consumatore di droga e alcol o un un malato di mente, uno psicotico per malattia organica innata o precedente uso di sostanze, come cocaina e cannabis, direttamente implicate, a volte, nell'evoluzione di questo tipo di disturbi.

La violenza sulle “femmine” è trasversale, esiste a casa del professionista di provincia come del contadino, riguardando ambienti rurali e cittadini. Le vittime hanno alcune caratteristiche comuni, spesso considerate destabilizzanti dal familiare borderline e potenziali assassini. Sono innumerevoli i casi di femminicidio in cui le vittime vengono “eliminate” perché considerate una minaccia dai carnefici , come nel caso di Isabella Noventa, uccisa lo scorso gennaio a Padova, dove il correo è a sua volta istigato da due criminali: la compagna e la sorella, che concorrono ad eliminarla in quanto presunto rischio per i loro affari, affari loschi ovviamente. Un caso che apre uno squarcio anche sulla violenza di donne su donne, nella stragrande maggioranza delle volte sempre collegata a quella maschile, quando i profili psicopatologici e criminologici dei protagonisti sono intimamente connessi.

Quello che le donne a rischio devono fare è capire di esserlo e sottrarsi immediatamente da situazioni familiari e personaggi pericolosi. Percepire e riconoscere il rischio infatti non solo è possibile, ma spesso avviene naturalmente: ascoltare l'istinto quindi.

Sottrarsi senza pensarci un attimo, non accettando ultimi appuntamenti, ma neanche primi, in tutti i casi potenzialmente pericolosi.

Mai farsi isolare.

Rifiutare ciò che non convince senza timore di ferire.

Fidarsi di sé stesse.

Scegliere rapporti costruttivi e rispettosi dell'altrui dignità. Prevenire.

Considerare la prevenzione un dovere, non solo un proprio diritto.

Cautelarsi con tutti i mezzi opportuni, senza alcuna paura, evitando il conflitto verbale e fisico.

La violenza di genere è una piaga da cui si può uscire, si può contrastare, non è incurabile. Ma per farlo è necessario, oltre alla crescente competenza delle associazioni di volontariato, il coraggio e la volontà di tutti, cittadini e istituzioni; come pure l'altruismo da parte di quelli che intorno, per esempio, sanno e non fanno,  dei cosiddetti "amici di famiglia ". La coscienza di genere si promuove isolando, quando non reclutabili, gli indifferenti, a qualunque ceto sociale appartengano, trasversalmente, squalificando gli ignavi, gli egoisti, quelli preoccupati troppo per sé e troppo poco degli altri, corresponsabili di moltissime violenze e, quando peggio, di morti annunciate. 
Questo "problema di salute di proporzioni globali enormi" si contrasta responsabilizzando i singoli, come emerge dalle linee guida internazionali, e parlando alle coscienze di tutti, ma senza spettacolarizzare le tragedie alimentandone il mercato con l'effetto contrario.
di Assunta Di Vito
Fonte Doveredicronaca 
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Ultim'ora violenza sulle donne - Tra Femminicidio e Correità

Venerdì 25 Novembre 2016 10:31

Femminicidio e correità
Il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne per una risoluzione ONU del dicembre '99.

Moltissime "femmine” della specie umana subiscono quotidianamente l’insulto della violenza. L' Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il problema di proporzioni globali enormi. Si tratta di violenze fisiche, verbali, morali, psicologiche, che balzano in prima pagina solo quando l'esito è omicidio o stupro, che se cruento rende di più; eppure nessuna di queste forme di violenza è esclusa dall’atto sistematico della sopraffazione (il femminicidio) che genera danni biologici seri, quantificabili e purtroppo irreversibili con il ripetersi degli eventi stressogeni.

Individuare il maschio violento, alias il vile, non è difficile per gli altri Uomini: spesso è un sociopatico che si affranca schiacciando, isolando, diffamando, prevaricando colei che ritiene ad un certo punto scomoda e che intende dunque piegare o spezzare, "annientandone l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico". Sono tutti campanelli d'allarme di condotte delinquenziali che sfociano frequentemente nell'omicidio, l'atto criminale più famoso, che è solo la punta dell'iceberg. Nelle situazioni ad altissimo rischio, il violento è un consumatore di droga e alcol o un un malato di mente, uno psicotico per malattia organica innata o precedente uso di sostanze, come cocaina e cannabis, direttamente implicate, a volte, nell'evoluzione di questo tipo di disturbi.

La violenza sulle “femmine” è trasversale, esiste a casa del professionista di provincia come del contadino, riguardando ambienti rurali e cittadini. Le vittime hanno alcune caratteristiche comuni, spesso considerate destabilizzanti dal familiare borderline e potenziali assassini. Sono innumerevoli i casi di femminicidio in cui le vittime vengono “eliminate” perché considerate una minaccia dai carnefici , come nel caso di Isabella Noventa, uccisa lo scorso gennaio a Padova, dove il correo è a sua volta istigato da due criminali: la compagna e la sorella, che concorrono ad eliminarla in quanto presunto rischio per i loro affari, affari loschi ovviamente. Un caso che apre uno squarcio anche sulla violenza di donne su donne, nella stragrande maggioranza delle volte sempre collegata a quella maschile, quando i profili psicopatologici e criminologici dei protagonisti sono intimamente connessi.

Quello che le donne a rischio devono fare è capire di esserlo e sottrarsi immediatamente da situazioni familiari e personaggi pericolosi. Percepire e riconoscere il rischio infatti non solo è possibile, ma spesso avviene naturalmente: ascoltare l'istinto quindi.

Sottrarsi senza pensarci un attimo, non accettando ultimi appuntamenti, ma neanche primi, in tutti i casi potenzialmente pericolosi.

Mai farsi isolare.

Rifiutare ciò che non convince senza timore di ferire.

Fidarsi di sé stesse.

Scegliere rapporti costruttivi e rispettosi dell'altrui dignità. Prevenire.

Considerare la prevenzione un dovere, non solo un proprio diritto.

Cautelarsi con tutti i mezzi opportuni, senza alcuna paura, evitando il conflitto verbale e fisico.

La violenza di genere è una piaga da cui si può uscire, si può contrastare, non è incurabile. Ma per farlo è necessario, oltre alla crescente competenza delle associazioni di volontariato, il coraggio e la volontà di tutti, cittadini e istituzioni; come pure l'altruismo da parte di quelli che intorno, per esempio, sanno e non fanno,  dei cosiddetti "amici di famiglia ". La coscienza di genere si promuove isolando, quando non reclutabili, gli indifferenti, a qualunque ceto sociale appartengano, trasversalmente, squalificando gli ignavi, gli egoisti, quelli preoccupati troppo per sé e troppo poco degli altri, corresponsabili di moltissime violenze e, quando peggio, di morti annunciate. 
Questo "problema di salute di proporzioni globali enormi" si contrasta responsabilizzando i singoli, come emerge dalle linee guida internazionali, e parlando alle coscienze di tutti, ma senza spettacolarizzare le tragedie alimentandone il mercato con l'effetto contrario.

Assunta Di Vito

fonte: Google

 

#FacebookDown - Facebook fuori uso. 28 settembre

Lunedì 28 Settembre 2015 20:28

#FacebookDown - Facebook fuori uso. Facebook è fuori uso, da almeno 20 minuti milioni di persone non riescono ad accedere al noto social network. Voci ufficiose parlano di una manutenzione straordinaria del sistema; in realtà sembra sia successo qualcosa di grosso al colosso americano, negli ultimi minuti è addirittura apparsa la scritta "Service Unavailable" su fondo bianco.
In fibrillazione tutto il quartier generale, subito allertato anche Zuckerberg in persona, c'è chi parla di un attacco hacker in grande stile. 

Il fondatore di Facebook aveva da qualche ora annunciato l'idea di fornire accesso a internet nei campi profughi e rifugiati di tutto il mondo.

We're working on it and we'll get it fixed as soon as we can.

ULTIM'ORA: 21:38 Facebook è online ma con problemi evidenti di caricamento

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22 aprile: Giornata della Terra Prendiamoci un giorno per festeggiare il nostro pianeta

Mercoledì 22 Aprile 2015 07:03

22 aprile: Giornata della Terra Prendiamoci un giorno per festeggiare il nostro pianetaIl nostro pianeta ha una giornata dedicata, un’occasione in cui si organizzano eventi e manifestazioni per celebrare l’ambiente, per parlare dei problemi che ci sono, per sensibilizzare le persone sui rischi che corre e sui cambiamenti che dovremmo apportare ai nostri comportamenti sbagliati per salvaguardarlo.

Questo giorno cade ogni anno, il 22 aprile; questo perché nel 1969 in quella data si verificò una fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil al largo delle coste di Santa Barbara, in California: un disastro ambientale a seguito del quale l’allora senatore americano Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all'attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico.

L’anno successivo, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. Negli anni poi molti gruppi di persone e associazioni si sono unite insieme per la comune causa ambientale. Da allora il 22 aprile ha preso il nome di Earth Day, Giornata della Terra.

“Anche il Parco del Treja aderisce idealmente a questa ricorrenza mondiale – sottolinea il presidente Luciano Sestili – e con l’organizzazione di cicli di visite guidate, incontri, corsi, conferenze, contribuisce a sensibilizzare i cittadini sugli effetti dell’inquinamento, della perdita di biodiversità, o dell’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Ma il territorio del Parco – conclude Sestili – con il fascino dei suoi paesaggi offre anche un campionario delle bellezze naturali che caratterizzano un ambiente, per molti aspetti, ancora integro.”

 

ALLARME DROGA SHABOO, DJ ANICETO LANCIA APPELLO AI GENITORI

Lunedì 23 Marzo 2015 17:20

ALLARME DROGA SHABOO, DJ ANICETO LANCIA APPELLO AI GENITORI "Genitori, fate attenzione, la pericolosissima droga denominata Shaboo è un nemico per i vostri figli molto più vicino di quanto crediate" - Questo l'appello contro l'allarmante diffusione dello Shaboo, droga mortale a base di metanfetamine, che è penetrata nel mondo giovanile e nelle discoteche fatto dal Dj Aniceto, uno dei dj piu' impegnati nel sociale, membro della Consulta per la politiche antidroga a Palazzo Chigi e testimonial dei sani valori in tv anche per Piero Chiambretti .

"Lo shaboo ha un prezzo relativamente basso, garantisce un effetto stimolante, toglie la sensazione di affaticamento e lo sballo dura anche 16 ore ma oltre ad avere effetti pericolosissimi sui nostri organi vitali, distrugge il volto: gli effetti sulla pelle dopo l’inalazione dei vapori sono immediati e devastanti, il viso diventa frastagliato, come se fosse stato corroso da un acido potente" - ha affermato Aniceto che in questi giorni sta attuando una campagna informativa contro la sua diffusione attraverso i suoi canali social come Facebook e Twitter. -

"Carissimi mamma e papa' di figli adolescenti e' giusto che siate informati perche' in questo momento storico é molto facile, e quasi un gioco, per molti giovani passare dall'alcol, alle droghe leggere a quelle pesanti. Quasi non ci fanno caso. Il devastante fenomeno dello sballo e' diventato abitudine, routine  e preoccupante 'cultura'." - Conclude Dj Aniceto - "i giovani di oggi possono essere salvati solo dal dialogo. Devono sentirsi rispettati ed ascoltati, soprattutto in famiglia. Tenete sempre alta l'attenzione: tutti i ragazzi passano dei periodi di ribellione e l'atteggiamento un po' rude e scostante può essere confuso come una fase adolescenziale."

 

Jobs Act: Il Contratto a Tutele Crescenti

Giovedì 26 Febbraio 2015 10:39

Jobs Act: Il Contratto a Tutele Crescenti Si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 183/2014 (c.d. Jobs Act) che comprende anche le norme sul nuovo contratto lavorativo a tutele crescenti.

Cos’è e a chi si applica il Contratto a Tutele Crescenti

E’ un contratto a tempo indeterminato che si differenzia da quello precedente per quanto riguarda i licenziamenti e che prevede degli incentivi contributivi (fino a 8.060,00 € all’anno) per i primi tre anni.

Il reintegro sarà previsto solo per alcuni casi limitati, per tutti gli altri motivi di licenziamento, invece, sarà previsto un risarcimento economico che aumenterà a seconda dell’anzianità lavorativa (da qui il nome del contratto).

La nuova disciplina in materia di contratto a tutele crescenti si applica ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dal 1° marzo 2015, cioè dalla data di entrata in vigore del decreto attuativo.

Il decreto si riferisce anche ai casi di conversione di contratto a tempo determinato o di apprendistato in contratto a tempo indeterminato, che avvengono successivamente all’entrata in vigore. Vediamo ora cosa è previsto per i licenziamenti illegittimi e ingiustificati.

Licenziamento illegittimo

Esistono tre casi di illegittimità del licenziamento:

se è considetato discriminatorio;

se è riconducibile a casi di nullità previsti dalla legge;

se è inefficace, poichè dichiarato in forma orale.

Se un giudice reputa che un licenziamento sia illegittimo, può intimare al datore di lavoro il reintegro del lavoratore e la corresponsione di un’indennità sulla base dell’ultima retribuzione, calcolata dal giorno del licenziamento fino al giorno dell’effettiva reintegrazione, con un minimo di 5 mensilità. Su questo periodo così calcolato, il datore dovrà anche versare i contributi previsti.

In alternativa al reintegro il lavoratore può chiedere, oltre all’indennità obbligatoria appena descritta, un’ulteriore indennità sulla base dell’ultima rettribuzione, pari a quindici mensilità, sulla quale però non verranno calcolati anche i contributi.

Licenziamento ingiustificato

Questo è il tipo di licenziamento che ha subito la maggiore trasformazione con l’introduzione del contratto a tutele crescenti.

Se il dipendente viene licenziato per un giustificato motivo oggettivo ingiustificato (ad esempio una crisi economica che prevede riduzione del personale, ma quel lavoratore poteva essere impiegato in un’altra mansione senza bisogno di licenziarlo) non ci sarà più il reintegro del lavoratore, come era previsto dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Il datore di lavoro dovrà pagare un risarcimento sulla base dell’ultima retribuzione, pari a due mensilità per ogni anno lavorativo in azienda:

con un minimo di due mensilità e un massimo di sei, per le piccole aziende e un minimo di quattro mensilità e un massimo di diciotto, per le grandi aziende.

 

Théâtre du Centaure e Compagnia Ghislain Rousel presentano LA PARURE_ regia di Stéphane Ghislain Roussel_ con Ludmilla Klejniak_dal 25 al 28 febbraio 2015

Venerdì 20 Febbraio 2015 12:34

Théâtre du Centaure e Compagnia Ghislain Rousel presentano LA PARURE_ regia di Stéphane Ghislain Roussel_ con Ludmilla Klejniak_dal 25 al 28 febbraio 2015La compagnia lussemburghese Ghislain Roussel ritorna ancora una volta sul palcoscenico di Galleria Toledo con un monologo, questa volta proponendo al pubblico napoletano l’adattamento teatrale del racconto di Guy de Maupassant, La parure (La collana), all’interno del Festival Francofil promosso dell’Istituto Francese di Napoli.
Ad indossare i panni della bella Mathilde Loisel è l’affascinante attrice belga Ludmilla Klejniak.
Ben si adatta a questo proposito l’immagine retorica del vestire un abito, visto il contesto del breve racconto di Maupassant, in cui il personaggio principale, unica protagonista in questa messa in scena, è la giovane moglie di un modesto impiegato, donna di aspetto splendido e di ridottissime risorse finanziarie, costretta d’improvviso a procurarsi un abito da sera e a prendere in prestito una splendida collana per partecipare, evento unico da lei lungamente fantasticato, ad un fastoso ballo ministeriale che invece le cambierà, in peggio, il corso della vita.
Una novella sulla verità intrinseca dell’identità, con un finale beffardo, in cui il destino costruisce il paradosso che segna Mathilde, e dove l‘opportunità unica di apparire diviene, in progressione, la negazione stessa dell’apparire.
Fin qui le assonanze con il testo originale, che Stephane Ghislain Roussel trasferisce allo spirito contemporaneo in un adattamento che non stiamo a svelare, che rispecchia il sentimento del tempo presente della società occidentale e dove il tema del desiderio e del narcisismo – del feticismo insito nell‘oggetto di lusso e del corpo sessuato -corrisponde all’inconsistenza dell‘effimero sentire.
La Mathilde di Klejnjak attua un rovesciamento delle parti, trasformando questa breve storia dal concept universale in una sorta di specchio della vita, riflesso e contenitore della vanitas, secondo i dettami moderni della società dei consumi, del materialismo, dell‘immagine. L’ansia dell’evidenziarsi, emergendo con la sola fugace qualità qual è la bellezza - che va a contrapporsi alla pura sostanza dell’essere - è la morale che ci offre il racconto; l’affannosa ricerca dello status del benessere materiale costituisce solo apparentemente un rassicurante guscio grazie al quale ottenere – anche senza possedere alcun merito - riconoscimento e gratificazione sociale, un assioma che si rivela un falso, soprattutto quando l‘intervento del destino va a rimescolare imprevedibilmente le carte in tavola.
«Oh! ma pauvre Mathilde!»
" Era una di quelle ragazze belle e seducenti che nascono, come per un errore del destino, in una famiglia d'impiegati. Era senza dote, senza speranze, non aveva alcuna possibilità d'essere conosciuta, capita, amata e sposata da un uomo ricco e raffinato; e lasciò che la sposassero a un impiegatuccio del ministero della Pubblica Istruzione.
Non potendo far lussi, si vestì con semplicità, ma fu infelice, come se fosse degradata; perché le donne non appartengono a una casta o a una razza:  bellezza, grazia e fascino sostituiscono per loro nascita e famiglia[...] ".
Viaggio sensoriale e sensuale, che combina immagini, musica e un singolare lavoro teatrale, lo spettacolo La Parure mette in luce tutta l'intensità poetica e la crudeltà di questo grande classico della letteratura francese. L'eternità del diamante, contro la forza del destino.

25 - 28 febbraio 2015
Compagnie Ghislain Roussel/Théâtre du Centaure, Lussemburgo
in collaborazione con Institut Français di Napoli nell’ambito del Festival Francofil 2015
LA PARURE       
Composizione scenica secondo una novella di  Guy de Maupassant
con Ludmilla Klejniak
drammaturgia, regia Stéphane Ghislain Roussel
video  Laurent La Rosa
scenografia  Stéphane Ghislain Roussel, Stéphanie Laruade
luce  Patrick Grandvuillemin
ideazione del trucco  Sandrine Roman

 

M’illumino di meno. 13 febbraio: azioni virtuose all’insegna del Risparmio Energetico

Martedì 10 Febbraio 2015 13:18

M’illumino di meno. 13 febbraio: azioni virtuose all’insegna del Risparmio EnergeticoM’illumino di meno, è la più grande campagna radiofonica di sensibilizzazione sulla razionalizzazione dei consumi energetici, ideata da Caterpillar, lo storico programma in onda da diciotto anni su Radio 2 RAI.

Dopo aver spento simbolicamente mezza Europa e acceso tricolori puliti in tutta Italia, con l’iniziativa di oggi è giunta alla sua undicesima edizione. Caterpillar invita tutti a concentrare in un’intera giornata tutte le azioni virtuose di razionalizzazione dei consumi, sperimentando in prima persona le buone pratiche di riduzione degli sprechi, produzione di energia pulita, mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi), riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo).

Quest’anno in particolare, dopo il Nobel per la Fisica riconosciuto agli inventori del LED e la proclamazione del 2015 come Anno Internazionale della Luce da parte dell’Onu, M’illumino di meno ci invita ad accendere “luci pulite”: speciale attenzione sarà dedicata ai comuni che sono passati all’illuminazione a basso consumo e alle adesioni a base di Led.

In questa chiave propositiva, Caterpillar dedica il focus dell’edizione 2015 di M’illumino di meno ad una particolare categoria: le scuole di ogni ordine e grado, alle quali sarà richiesto di manifestare simbolicamente il proprio amore per il Pianeta con iniziative speciali in tutti i plessi. Il Ministero dell’Istruzione ha aderito all’iniziativa invitando le 8000 scuole italiane a festeggiare con attività di sensibilizzazione su come non sprecare energia.

“Risparmiare l’energia e le materie non rinnovabili o rinnovabili ma in tempi molto lunghi (combustibili fossili, acqua, ecc.) per noi e per i nostri figli, è un preciso dovere di ciascun abitante della Terra” – afferma il direttore del Parco Gianni Guaita, che continua – “il Parco si prodiga affinché si diffondano le buone pratiche e si acquisisca consapevolezza che il nostro pianeta è un sistema fragile che va salvaguardato anche cambiando i nostri stili di vita”.

 

ISIS, l'attacco di Anonymous contro il jihadismo

Martedì 10 Febbraio 2015 11:30

attacco di Anonymous contro il jihadismo "Siamo bianchi, siamo neri, siamo cristiani, musulmani, siamo atei...". Con queste parole inizia il nuovo video di Anonymous, gruppo di hacktivisti attivi come comunità online dal 2003 che ha apertamente dichiarato guerra all'autoproclamato Stato Islamico, il feroce e spietato ISIS.

L'operazione #noISIS

ISIS è come un virus

L'attività degli hacker attivisti è ben chiara: dallo scorso ottobre i membri di tutto il mondo di Anonymous hanno iniziato un vero e proprio rastrellamento del web per identificare, bloccare e violare siti Internet, account di Twitter, Facebook o altre reti sociali che abbiamo collegamenti diretti o indiretti con l'esercito dell'ISIS.

A parte utilizzare le migliori tecniche di hacking (invio di attacchi DDoS, spam, creazione di trojan e bypass di indirizzi email), migliaia di appartententi al jihadismo si sono visti pubblicati online i propri nomi, indirizzi IP e altri dati sensibili: Anonymous ha messo alla gogna la parte più subdola dell'ISIS.

Smascherati anche i foreign fighters

In questo modo sono stati scovate cellule di integralismo islamico (anche se ormai sappiamo che nell'ISIS non esiste nulla di religioso) in moltissimi paesi, sopratutto Stati Uniti e Inghilterra, dove persone di varia età utilizzano Internet per attirare l'attenzione dei terroristi. Molti pubblicano foto e video inneggianti all'esercito islamico, commentano sui social network e dichiarano guerra all'Occidente: in realtá cercano visibilità, appagare il proprio egocentrismo ed essere arruolati come foreign fighters.

il video di Anonymous contro Isis

Una guerra nuova che rompe con il passato

L'aspetto più interessante dell'attività di Anonymous ha il sapore storico. La guerra al terrore infatti ha sviluppato una nuova forma di guerra online e offline: da un lato troviamo le forze aeree della Giordania (colpita al cuore con l'uccisione del pilota Muath al Kasasbeh, arso vivo il 3 gennaio dall'ISIS), dall'altro la fanteria curda dei Peshmerga (che in questi giorni lottano per riconquistare Mosul, capitale irachena dell'ISIS) infine Anonymous che ha letteralmente bloccato l'attività online dei terroristi.

Se, per la prima volta, siamo stati tutti spettatori di una spontanea reazione militare di un altro stato arabo (senza intromissioni occidentali, americane o europee), abbiamo ora la consapevolezza di quanto sia importante la trasversalità di Anonymous.

Hacktivisti non solo preparati e professionalmente potenti, ma sopratutto in grado di unire risorse umane e tecnologiche sotto un'unica bandiera, pacifista e democratica.

Praticamente un'utopia storica che per la prima volta possiamo vedere nell'unità costruita contro l'ISIS (#noISIS).

 

Dj Aniceto al neo Presidente della repubblica Mattarella, piu lavoro, musica e sport contro le droghe

Sabato 31 Gennaio 2015 17:20

Dj Aniceto al neo Presidente della repubblica Mattarella, piu lavoro, musica e sport contro le drogheIn una lettera aperta che oggi, Dj Aniceto ha inviato al nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per complimentarsi per il nuovo mandato, ha chiesto più lavoro, concerti e sport per i giovani come antidoto alla problematica delle dipendenze.
Il dj Aniceto, uno dei dj piu' impegnati nel sociale,membro della consulta per le politiche antidroga a Palazzo Chigi e testimonial dei sani valori in tv anche con Piero Chiambretti  crede in un Presidente della Repubblica autorevole, in grado di far sentire la sua voce, ed attivarsi fin da subito, per cercare di risolvere in maniera definitiva le piu importanti precarieta' delle nuove generazioni in Italia
Eccovi alcuni stralci della lettera: "I giovani hanno bisogno di un'italia che li rispetti, li capisca e che regali loro, 'sane' distrazioni come la musica e lo sport" - " Offriamo,piu musica, piu concerti, ed abbassiamo l'iva sui cd, sui download musicali, sui concerti, le palestre, gli stadi. Le 'sane' distrazioni devono essere alla portata di tutti, La musica e' amore, vita, aggregazione, socialita'."Diamo un lavoro ai disoccupati, regaliamo loro dignita' e speranza" -  "Non stanchiamoci mai di pronunciarci  contro tutte le droghe e l'alcol a favore della lucidità e della pienezza della vita" 

 

Hacker dell'ISIS colpiscono la web della Malaysia Airlines

Lunedì 26 Gennaio 2015 15:43

Hacker dell'ISIS colpiscono la web della Malaysia Airlines Nuovo attacco hacker diretto a una pagina web: questa volta si tratta dei terroristi dell'ISIS che colpiscono la homepage del sito della Malaysia Airlines.

Sconcerto e vergogna da parte dell'opinione pubblica su Internet per il nuovo attacco hacker portato avanti dai criminali (falsamente religiosi) dell'ISIS.

Questi assassini che stanno spargendo odio e violenza in tutto il Medio Oriente hanno dimostrato di avere tempo anche per gli scherzi, come questo di pessimo gusto orchestrato ai danni della compagnia aerea Malaysia Airlines.

Nessun rispetto per le vittime

Come sappiamo la storia della Malaysia Airlines negli ultimi 12 mesi è stata drammatica: due aerei persi nei mesi di marzo e luglio. Il primo (Volo MH370) è letteralmente scomparso nell'Oceano con 239 passeggeri a bordo.

Più terribile l'epilogo del secondo (Volo MH17), abbattuto nell'Ucraina durante il conflitto bellico contro l'armata russa, che ha provocato la morte di 298 persone.

L'ISIS ha messo fuori uso, poche ore fa, il portale della compagnia aerea. Responsabili di questo attaccho sono un gruppo di hacker fedeli all'organizzazione jihadista dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante.

Cyber Califfato

Sugli schermi del sito Internet è apparsa una scritta irriverente e terribile per tutti coloro che hanno perso famigliari e conoscenti: "404 - Aereo non trovato".

Sulla scheda del navigatore appariva invece una seconda scritta "L'ISIS vincerà" e, poche ore dopo il primo attacco, ecco apparire logo e claim ufficiale del team di pirati informatici, che si sono presentati come "Team Lucertola del Cyber Califfato ufficiale".

Come risposta, la Malaysia Airlines ha deciso di lanciare una homepage più leggera, onde evitare ulteriori problemi. Il nuovo anno inizia male per la compagnia di Kuala Lumpur, dopo il salvataggio in extremis che ne ha evitato la bancarotta.

 

Al Teatro Nuovo di Napoli Carlo Giuffrè in La lista di Schindler di Francesco Giuffrè In scena le vicende che hanno fatto di Oskar Schindler un uomo ricordato nel mondo per il suo grande coraggio e la sua umanità

Lunedì 26 Gennaio 2015 15:07

Al Teatro Nuovo di Napoli  Carlo Giuffrè in La lista di Schindler di Francesco Giuffrè  In scena le vicende che hanno fatto di Oskar Schindler un uomo  ricordato nel mondo per il suo grande coraggio e la sua umanitàLiberare la figura dell'imprenditore tedesco Oskar Schindler dall'aurea impostagli dal film è un'impresa da titani. Ricordare il mito senza mitizzarlo, ma è importante dimenticare il film: cinema che si fa documento e colpisce allo stomaco imprimendo in generazioni di spettatori una ben precisa immagine della Shoà.

Francesco Giuffrè riparte da qui, da La Lista di Schindler, in scena al Teatro Nuovo di Napoli da mercoledì 28 gennaio 2015 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 1 febbraio), imbarcandosi in un'impresa familiare che ha come obiettivo quello di rimettere al centro della narrazione l'uomo più che l'eroe.

Il regista, che firma la drammaturgia con Ivan Russo, affida al padre Carlo Giuffrè il ruolo del protagonista, e chiede ad altri quattro interpreti, Valerio Amoruso, Caterina Corsi, Pietro Faiella, Riccardo Francia, di farsi emanazioni, più che personaggi, della memoria di Oskar.

Presentato da Diana OR.I.S., l'allestimento si avvale delle musiche a cura di Gianluca Attanasio, le scene di Andrea Del Pinto, i costumi di Sabrina Chiocchio, il disegno luci di Giuseppe Filipponio, i video di Letizia D'Ubaldo.

Basata sull'omonimo libro di Thomas Keneally, dal quale è stato ispirato a sua volta il lungometraggio di Stephen Spielberg, La lista di Schindler è la rappresentazione della vita post guerra di Oskar Schindler. E' un viaggio introspettivo del protagonista, interrogato da un neonazista desideroso della collaborazione di Schindler per far nascere un quarto reich, nel quale riaffiorano i ricordi di quel periodo vissuto in precedenza da ufficiale convinto e devoto agli ideali nazisti. In seguito, assistendo alla mancanza di umanità e le brutalità che ogni giorno gli si presentano davanti agli occhi, deciderà di cambiare totalmente modo di vedere le cose, impegnandosi nel tentativo di salvare questo popolo.

I suoi ricordi si dividono in due parti: di sollievo e soddisfazione, per quello che è riuscito a fare, ma anche di tormento, poichè l'idea di aver potuto fare di più non lo abbandona mai, creando un senso d'incompiuto a cui dare un senso.

"Portare a teatro la sua storia - evidenzia il regista - è un'esigenza del racconto. Raccontare una storia che ricordi un periodo buio, ma che possa dare testimonianza della speranza che l'uomo ha la capacità di ribellarsi alle mostruosità compiute dai suoi simili".

Oskar Schindler è stato semplicemente un uomo. Un uomo che ha vissuto e agito in uno dei periodi più assurdi e folli della storia dell'uomo: la dittatura e l'ideologia nazista. Non ha compiuto un'impresa strepitosa o inventato chissà quale meraviglia, ma ha semplicemente agito secondo la propria coscienza.

Ha "semplicemente" salvato la vita di 1200 persone tra uomini e donne, e questo fa di lui un eroe. "Chi salva la vita di un solo uomo salva tutto il mondo". Questa frase, detta a Oskar da Itzhak Stern, suo contabile, fu il seme che germogliò nel suo animo, l'attimo in cui forse, inconsapevolmente, decise di opporsi, a suo modo, alla follia che lo circondava.

 

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