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Kayenna Schegge Metropolitane aut.trib.sa. N°981 24/04/1997

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la Biro Labirinto

Ave Maria


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Ave Maria,
piena di grazia il Signore è con te;
Madre divina,
prega per noi peccator.

A Te, pietosa Vergine
si leva una preghiera:
com'angelo dal cielo
conforta il nostro pianto;
le voci dell'amore
infondi al nostro cuor.

E nel dolore e nella morte
discenda un balsamo dal ciel consolator!
Madre, pietosa Vergine,
prega per noi peccator.

Giuseppe Stolfi


Questa Poesia-preghiera, doveva essere pubblicata qualche settimana fa, per motivi vari la pubblicazione su la Biro Labirinto è stata rimandata, oggi più che mai diventa tributo ad una persona speciale che ha intrapreso qualche ora fa il suo viaggio verso il cielo. Lo facciamo attraverso una sua composizione, affinchè sia levato verso l'alto un canto d'accompagnamento. (...) E nel dolore e nella morte discenda un balsamo dal ciel consolator! (...)
Siamo ben lieti di aver ospitato le tue Poesie, uomo di incomparabile cultura e sensibilità, instancabile tramandatore di conoscenza, ironico, enigmista, musicista, letterato, persona unica e insostituibile, con affetto ti ringrazio per tutto quello che sei riuscito a condividere con noi tutti.

                                                                                                                          Valeriano e Luigi

Spartito di Giuseppe Stolfi







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Lucha sin fin!

                                                                                                                         ad ( A.M.M.)

Lucha sin fin è il sole

sulle brutture del giorno andato

è il grido

di un bimbo non nato

Lucha sin fin è un pugno

alzato verso un oppressore

è la lotta

in difesa di un’idea

è il cibo

che riempie il piatto

ancora un giorno

Lucha sin fin

è la sabbia

che combatte la risacca dell’onda

Lucha sin fin

è una gemma nel freddo

precorrendo la primavera

Lucha sin fin

è il giorno dopo Hiroshima

Lucha sin fin

è l’equilibrio di Venezia

Lucha sin fin

è non staccare mai la spina

Lucha sin fin è un battito

da insediare in ogni petto

Lucha sin fin

è abbandonare i difetti

Lucha sin fin è la memoria

in ogni angolo di strada

in cui si è persa una vita

Lucha sin fin

due mani che si stringono

dividendo l’andare e oltre

Lucha sin fin

è arginare la nostalgia

di dieci interminabili giorni 

Lucha sin fin

è la forza del tuo sorriso

è dormire separati

mentre braccia affamate

bramano stringendo il buio

Lucha sin fin

TU

pura nobile mia.


      Valeriano Forte


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Mareandomi

Hanno visto la mia anima
abbracciata a te luna di pietra
ai tuoi ventinove giorni
Nella marea tutto ho smarrito
ora ti persuado stanco

Lasciami come Mont Sant Michael
solo su sabbia intrisa di tempo
Lasciami solo e tienti i relitti
che scendano in abisso
che acqua anneghi
impalpabili eterei sogni
che sabbia zavorri pazzia

Ridammi l’anima e lasciami solo
come Mont Sant Michael
come le sue ostriche senza frutto
riluccicanti iridescenti
su sabbia umida di tempo.


             Valeriano Forte



Ph.: Marco Moscato ®


Immagine tratta dal progetto "FOesia, versi in immagini"

di Valeriano Forte, Marco Moscato, Les Marteau, con la collaborazione di Francesca Gazia

Marco Moscato:

http://marcomoscato.tumblr.com/

http://www.massagrigia.it/gallerie-34-Marco-Moscato.html

Les Marteau:

http://www.lesmarteau.com/default.asp?l=1

http://www.lesmarteau.com/articolo.asp?l=1&i=4





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Vivo

Un mondo unito con la velocità eppure
solo e individualmente dimenticato
Ferrea la mia presenza giace in un
mattino di sole e vento in dicembre
interamente t’ho tenuta stretta dopo che
la città si è dissolta per sette ore intorno
che bel fantasma amore mio abbiam lasciato
in un angolo anonimo e sperduto dentro il grigio
da ritrovare come un oracolo muto ed aleggiante
sulla magnolia ricordo della campagna che c’era
e in cui correvo e ridevo con la bici da bambino

Come sei bella vita!
anche quando ti disprezzo
mai davvero fino in fondo
e ti respiro allargando le braccia e il petto
e alzo il pugno verso il nemico per dire:
sono qui non credere non mollo
hai affilato i denti vecchi di centocinquant’anni
per sorridere con ghigno sugli ingenti danni

Sono forte e non sono solo
e vivo con la musica e con la pittura
con la fotografia e con il verso
vivo con la fame e con il dolore
con gli occhi di chi ha smarrito il suo odore
vivo dentro ogni grido
assassino di un sorriso
vivo in un’idea in una speranza
vivo in una goccia
e rivolo lungamente rivolo
vivo in uno sparo
diretto verso l’aggressore
vivo in un fiore  sulla tomba del nemico
vivo in una mano distesa verso l’altro
vivo solo a volte ma poi ritorno
vivo nell’attimo
e nel ricordo del suo ricordo tra duecent’anni
vivo a volte non respirando a pieno
ma solo perché vivo
benedetta pace dell’IO del cuore e di DIO
vivo in tutto ciò e ovunque
ma giaccio nel tuo cuore e mi sento VIVO.

 

                          Valeriano Forte


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Onda baraonda


Riversare parole come fosse sudore
cercare di pescare tra pensieri pesci
che guizzano inafferrabili nel turbinio del giorno
e non esiste niente a parte te e la parola
e una vecchia auto abbandonata tra
i ponti della vita e un bagagliaio
ancora pieno di valigie e vecchi stracci

Mi assottiglio e mi rigonfio come un'onda
che consuma la battigia e lingua che fu e viene
onda che trascina
onda che endorfina
onda che spazza
onda che leviga
onda che schiuma
onda che ruggisce
onda che accarezza
onda baraonda.

                    Valeriano Forte


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