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Scienze e Ambiente


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OpenScienze2012 Al via la biblioteca digitale anche in Italia. Il sistema è aperto in Internet a tutta la comunità scientifica, come pure ai cittadini italiani. L'iniziativa parte col sostegno del Dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e con la collaborazione del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche)  nell'ambito del protocollo di intesa siglato da Francesco Profumo, ministro dell' Istruzione dell' Università e della Ricerca e da Luigi Nicolais, Presidente del Cnr.
Il ministro Profumo si è detto soddisfatto dell'iniziativa in quanto "In internet le biblioteche digitali rappresentano spazi aperti, reali e virtuali, dell'informazione e della conoscenza, indipendentemente dalla collocazione fisica dei dati e dalla localizzazione dell'utenza - spiega il ministro -   il  progetto, denominato 'Science & technology digital library' - continua Profumo -  prevede la realizzazione di servizi innovativi che consentano l'accesso e il riutilizzo dei dati scientifici e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate. L'obiettivo è assicurare la massima diffusione della conoscenza quale elemento fondamentale per il progresso civile, economico e culturale, rendendo trasparenti e comprensibili i processi della ricerca scientifica e tecnologica (open science) e disponibili i risultati della ricerca finanziata con fondi pubblici ". L'iniziativa è compresa in quelle dell'Agenda digitale italiana che tendono a sfruttare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione per favorire l' innovazione e la competitività, in linea con l'Agenda digitale europea.
Fino ad oggi l'Italia rispetto al contesto internazionale ha rappresentato un fanalino di coda nella produzione bibliografica con dati e documenti scarsamente accessibili e poco integrati nel contesto scientifico internazionale.
di Serena Todaro



 

GREENPEACE - Per salvare l'Artico dobbiamo agire oggi.

GREENPEACE - Per salvare l'Artico dobbiamo agire oggi.

Save the artic: una nuova campagna lanciata da Greenpeace per salvare il nostro caro pianeta Terra.

Il ghiaccio artico da cui tutti dipendiamo sta scomparendo. Velocemente. Negli ultimi 30 anni, abbiamo perso tre quarti della calotta di ghiaccio che galleggia in cima al mondo. Per salvare l'Artico dobbiamo agire oggi.

Negli ultimi 30 anni, abbiamo perso tre quarti della calotta di ghiaccio che galleggia in cima al mondo. Per oltre 800 mila anni, il ghiaccio è stata una caratteristica costante del Mar Glaciale Artico. Si sta sciogliendo a causa del nostro uso di energia sporca da fonti fossili, e in un prossimo futuro potrebbe essere privo di ghiaccio per la prima volta da quando gli esseri umani sono sulla Terra. Questo sarebbe devastante non solo per le persone, gli orsi polari, i narvali, i trichechi e altre specie che vi abitano - ma per tutti noi. Il ghiaccio in cima al mondo riflette nello spazio molto del calore del sole, contribuendo così a raffreddare il nostro pianeta, stabilizzando il clima da cui dipendiamo per le coltivare il nostro cibo. Proteggere il ghiaccio significa proteggere tutti noi.

Chiedi ai leader del mondo di creare un santuario globale al Polo Nord e di vietare le perforazioni petrolifere e la pesca industriale nelle acque dell'Artico.

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Il transito di Venere davanti al Sole: diretta streaming live. 5-6 giugno 2012

Il transito di Venere sul Sole: diretta streaming live. 5-6 giugno 2012 Un evento eccezionale sta per coinvolgere il nostro caro Sitema Solare; fra la mezzanotte e l'alba di domani il pianeta Venere transiterà davanti al Sole e l'incredibile evento sarà visibile anche da sette continenti. L'evento, che si ripeterà tra 105 anni sarà visibile anche dall'Italia domani mattina all'alba, utilizzando ovviamente le opportune lenti per proteggere gli occhi.
Chi non vorrà svegliarsi così presto avrà la possibilità di seguire l'evento in diretta streaming utilizzando questa pagina.

Durante il transito di Venere davanti al Sole il Telescopio Spaziale Hubble guarderà nella direzione opposta, in direzione della Luna. (Clicca sulla foto per lo schema ingrandito) Hubble non può guardare direttamente il sole, per questo motivo gli astronomi hanno pensato di utilizzare la Luna come uno specchio per catturare la luce solare riflessa e isolare la piccola frazione della luce che passa attraverso l'atmosfera di Venere. Impresso su quella luce ci sono le impronte digitali dell'atmosfera del pianeta. Si tratta di un esperimento per studiare l'atmosfera di Venere spettroscopicamente, una prova generale per le osservazioni di transito di pianeti extrasolari.

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la diretta streaming iniziata alle 23:45 del 5 giugno è terminata.
Circa 3000 utenti hanno potuto ammirare il transito da questa pagina.

La prima foto di Venere in transito davanti al Sole
Foto di Venere in transito davanti al Sole. 5 giugno 2012


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La spettacolare eclissi anulare solare in diretta dal monte Fujiyama

La spettacolare eclissi anulare solare in diretta dal monte FujiyamaL’eclissi anulare inizierà alle ore 23.19 di domenica 20 maggio, non sarà visibile in Italia ma da gran parte del Giappone, Cina meridionale, Canada occidentale e Stati Uniti. Questa diretta streaming dell'evento è possibile grazie a una squadra di tecnici della Panasonic che ha installato sofisticare apparecchiature sulla sommità del monte Fuji che si trova proprio sul tragitto che compiranno assieme sole e luna.

Un evento spettacolare dove la luna lascierà visibile solo un anello incandescente di sole.





 

Cheope: svelato uno dei più grandi misteri della storia Per secoli, i ricercatori hanno cercato di fare luce sul mistero che ammanta la costruzione della Grande Piramide di Cheope, l’unica delle sette meraviglie del mondo antico giunta sino ai nostri tempi. Quattro anni fa, l’architetto francese Jean-Pierre Houdin ha presentato una teoria sorprendente e coraggiosa su come è stata costruita la piramide. Grazie al programma “Passion for Innovation” di Dassault Systèmes (DS), l’ipotesi di Houdin è stata riprodotta e simulata in 3D, offrendo al mondo nuove affascinanti teorie su uno dei misteri più intriganti di tutti i tempi.

Posta sull’Altopiano di Giza in Egitto, la Grande Piramide di Cheope fu commissionata dall’omonimo faraone che governò il paese fra il 2547 e il 2524 avanti Cristo. Originariamente era alta 146,61 metri, ma l’erosione del tempo l’ha ridotta agli attuali 136,85 metri. Si stima che sia composta da due milioni di blocchi di pietra, ciascuno dei quali pesa in media 2,5 tonnellate. Per secoli, il mistero su come sia stata costruita la piramide ha tenuto occupati archeologi e scienziati. Dagli antichi Greci che parlavano di “macchine” impiegate per sollevare i blocchi, all’ipotesi di una rampa esterna per trainare le enormi pietre verso la cima della piramide, molto sono state le teorie proposte e poi scartate in quanto tecnicamente e ragionevolmente impraticabili.

Una teoria sorprendente suggerita da un “laico”

Jean-Pierre Houdin ha avuto un’idea diversa. Sulla base di anni di ricerca e della propria esperienza in architettura, Houdin ha sviluppato una teoria rivoluzionaria, sostenendo che, oltre a una piccola rampa esterna, gli Egizi utilizzavano una rampa interna che saliva a spirale lungo le pareti interne, per portare i blocchi verso la cima con un sistema di contrappesi. Le teoria sembrava sensata, ma servivano prove scientifiche più solide, che Houdin ha potuto ottenere con una simulazione virtuale realizzata grazie alle tecnologie 3D di Dassault Systèmes. Il team di DS ha aiutato Houdin a modellare l’intera piramide virtuale con tutte le sue caratteristiche geometriche e fisiche. La simulazione ha dimostrato che la teoria di Houdin è fondata e offre una spiegazione più plausibile di qualsiasi altra ipotesi finora avanzata. A oggi, quella di Houdin è l’unica teoria provata scientificamente. Secondo questa teoria, la prima rampa era una rampa esterna rettilinea con una pendenza del 7%, che veniva sfruttata per costruire il terzo inferiore della piramide. Una volta completata la base, veniva utilizzata una seconda rampa interna, che si inerpicava a spirale sul lato interno della piramide, per completare la costruzione.

La Camera del Re

Un altro rompicapo riguarda la costruzione della Camera del Re. Cheope chiese ai suoi architetti di costruire per lui una camera funeraria con un soffitto piatto. Per realizzarlo si potevano usare solo travi in granito pesantissime che, per poter essere trascinate lungo la Grande Galleria che porta alla Camera del Re, richiedevano un sistema di contrappesi molto simile a una gru dei nostri tempi. Houdin ha teorizzato che i piccoli fori quadrati nelle pareti della galleria e le tracce di grasso su una stretta modanatura in pietra che corre lungo la base delle due pareti per l’intera lunghezza della galleria dimostrassero l’esistenza di un sistema di pulegge interne che avrebbe potuto essere impiegato per sollevare i pesanti blocchi di granito verso il soffitto. Tutto sembrava confermare la sua teoria del sistema di contrappesi, ma anche in questo caso doveva fornire prove adeguate a zittire gli scettici.

Tacche… le prove aumentano

Durante un sopralluogo a Giza, Houdin notò alcune linee chiare parallele visibili sulla parete esterna della Grande Piramide, con una pendenza del 7% esattamente nel punto in cui Houdin aveva previsto di trovare la rampa interna. Seguendo queste linee lungo il perimetro della piramide, Houdin vide che conducevano a una tacca. Egli ritiene che la tacca indichi il punto in cui la rampa interna svoltava di 90°, consentendo ai lavoratori di far girare i blocchi in corrispondenza degli stretti angoli della piramide per proseguire la salita verso la cima. Ma servivano altre indagini.

La stanza di Bob

Nel 2008, l’egittologo americano Bob Brier ottenne dalle autorità egiziane il permesso di esaminare la tacca. Arrampicandosi sull’esterno della piramide, scoprì che la tacca dava accesso a una stanza di 3×3 metri sul lato nordest della piramide. Armato di macchina fotografica, metro flessibile e una piccola torcia, Brier raccolse tutte le informazioni possibili, fornendo a Houdin dati aggiuntivi per la sua teoria. Il team di DS si rimise al lavoro, inserendo i nuovi dati nei computer per modellare anche la nuova stanza, battezzata “la stanza di Bob”. Brier offrì una possibile spiegazione a proposito: “Sembra improbabile che la posizione della stanza proprio dietro la tacca sia una semplice coincidenza. Penso che questa stanza avesse una funzione specifica nella costruzione della piramide.”


Anticamere, l’ultima scoperta

Riesaminando la storia della costruzione delle piramidi, Houdin notò che queste imponenti strutture seguivano tutte una stessa logica architettonica, nella quale gli architetti che si succedevano potevano avvalersi delle tecniche di costruzione dei loro predecessori. Sembrava però che questa logica non fosse del tutto rispettata nella Piramide di Cheope, a partire dallo strano modo in cui i corridoi e la Grande Galleria erano leggermente disallineati rispetto all’asse nord-sud. Houdin individuò un parallelismo fra la Piramide di Cheope e la Piramide Rossa, l’ultima costruita da Snefru, padre di Cheope. Questa piramide, costruita subito prima di quella di Cheope, conteneva una camera di sepoltura preceduta da due anticamere utilizzate per conservare i possedimenti e i tesori che venivano lasciati al morto per la sua vita ultraterrena. Houdin non capiva questa discrepanza con le costruzioni precedenti. Perché nella Piramide di Cheope non erano state trovate queste anticamere? Houdin ebbe l’intuizione di sovrapporre le piante delle due piramidi e, con le tecnologie di DS, tracciare il percorso che attraversa il corridoio e le anticamere della Piramide Rossa sulla pianta della Piramide di Cheope, arrivando fino alla Camera del Re. La corrispondenza nella riproduzione in 3D era perfetta. Houdin non ha ancora prove archeologiche concrete che dimostrano la sua teoria, ma certamente il suo lavoro si fonda su elementi storici, ha una logica coerente, è accurato dal punto di vista geometrico e offre una spiegazione plausibile per diversi aspetti insoliti della piramide. Tutto questo grazie alla modellazione e alla simulazione in 3D.


 

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