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Kayenna Schegge Metropolitane aut.trib.sa. N°981 24/04/1997

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CONFCOMMERCIO DA I NUMERI: PRESSIONE FISCALE AL 55%


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Riportiamo di seguito i numeri dell'Ufficio Studi di Confcommercio:

Italia:

Pressione fiscale effettiva 55% del PIL (record mondiale) per i più virtuosi si arriva anche al 70%

Pressione fiscale apparente 45,2% del PIL (5° posto europeo)

Economia sommersa 17,5% del PIL (record mondiale) con 154 miliardi di euro di imposte evase

Servizi pubblici (sanità, istruzione, infrastrutture) 25° posto su 26.

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RR


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SPENDING REVIEW: AUMENTANO LE TASSE UNIVERSITARIE PER I FUORI CORSO

Il ministro della Pubblica istruzione Francesco Profumo ha parlato degli studenti universitari fuori corso, confermando che nella legge sulla Spending Review c'è un aumento della tassazione a carico degli studenti universitari fuori corso.

La motivazione addotta è che all'Italia manca la cultura del rispetto dei tempi e delle regole, che la scuola sul rispetto delle regole abbia un aspetto cruciale e che i fuori corso sono una spesa sociale.

In realtà come sempre dietro c'è la necessità di fare cassa, grazie ad aumenti di tasse alle spalle di chi già faticosamente cerca di crearsi un futuro, e notare che vengono colpiti gli istituti pubblici ossia quelli a cui ricorrono i figli dei meno abbienti. Figli che spesso ritardano la fine degli studi perchè contemporaneamente lavorano per poterseli pagare.

Certo i figli della nostra Casta possono permettersi le Università private e quindi perchè non spremere ancora un pò i meno fortunati?

La sensazione è che questo Governo sia il più reazionario degli ultimi 67 anni e che ogni scelta sia basata su idee classiste che cercano di riportare indietro la moltitudine a favore della Casta.

La scuola è un diritto di tutti, le tasse sono già elevatissime, non tutti gli studenti hanno la stessa capacità, soprattutto in velocità di studio, per ultimare gli studi in tempo. Alcuni riescono a basare la loro vita solo sullo studio, e guardate cosa ne esce, un uomo grigio come Monti. Altri invece alternano lo studio con altri interessi e quindi lo concludono in ritardo.

Forse era il caso di fare una vera riforma dell'università, e se si vogliono diminuire i tempi di studio, perchè non eliminare materie inutili che non portano alcun valore aggiunto all'attività che si va ad intraprendere, perchè in alcune materie si pretende la conoscenza di parti delle stesse che mai verranno utilizzate nella propria vita lavorativa?

La cultura generale dovrebbe fermarsi molto prima, ma come si sa in Italia bisogna innanzi tutto mantenere le poltrone dei baroni universitari, poltrone come la sua Ministro Profumo.

RR


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CALCIO: NEL CAMPIONATO GLI STRANIERI SUPERANO GLI ITALIANI

CALCIO: NEL CAMPIONATO GLI STRANIERI SUPERANO GLI ITALIANI Nella stagione scorsa per la prima volta i giocatori stranieri hanno superato gli italiani per minuti di gioco effettivi, ed esattamente il 52% del totale hanno visto in campo atleti di diverse nazionalità.

Cosa significa ciò? Che i calciatori di altri paesi sono più bravi dei nostri? Che costano meno?

Se fossero più bravi dei nostri non si spiegherebbero i successi della nostra Nazionale, 4 Mondiali vinti, due volte vicecampioni, un Mondiale, quello del '90, con la più bella squadra di sempre spinta fuori per sancire l'unificazione delle Germanie, 1 europeo e due volte vicecampioni europei.

Che costino meno è tutto da verificare, poichè soldi buttati via su bidoni autentici le società italiane ne hanno spesi a bizzeffe, vedi i vari Rivaldo, Quaresma, Felipe Melo, Diego per non contare miriadi di sconosciuti.

Come si spiega allora il fenomeno?

Probabilmente alla base c'è la mancanza di fiducia da parte dei manager nostrani nelle capacità dei nostri giovani.

Fino agli anni novanta si facevano esordire ragazzi giovanissimi, anche nelle società di prima fascia, e si aspettava che maturassero per proporli a qualsiasi livello nazionale ed internazionale, adesso non possono commettere un errore che subito vengono tagliati.

In questo modo giovani promesse, vedi Santon, sono costrette ad espatriare per lasciare il posto ad atleti che non sembrano molto meglio di loro, ma che hanno avuto la fortuna di crearsi un nome.

Non lavorando sui nostri giovani, sarà sempre più complicato per i nostri Commissari tecnici selezionare delle Nazionali, a tutti i livelli dalle giovanili alla maggiore.

Quindi l'unica strada da percorrere è cercare di crescere e dare più fiducia ai prodotti dei vivai calcistici nel nostro paese e non bocciare immediatamente un calciatore ai primi errori, ma aiutarlo a superarli.

Tutto deve ripartire dalla preparazione tecnica.

RR


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E SE FOSSE LA GERMANIA AD USCIRE DALL'EURO?

E SE FOSSE LA GERMANIA AD USCIRE DALL'EURO? E se fosse la Germania ad uscire dall'euro?

Sembra una provocazione, ma in effetti a pensarci bene potrebbe essere una soluzione.

Tornando al vecchio marco la Germania la smetterebbe di bocciare qualsivoglia soluzione alla crisi europea presentata dai suoi partner. Certo dovrebbe dichiarare fallito il suo ANSCHLUSS economico ai danni degli altri paesi europei.

Chi ci guadagnerebbe da tale uscita?

Forse la tranquillità di paesi meno teutonici e rigorosi rispetto a questi sassoni così, teoricamente, morigerati e precisi.

E' assurdo che un paese possa avere potere di veto su ogni proposta che viene presentata da parte di partner che dovrebbero essere considerati alla pari, anche perchè in democrazia vige il diritto che la maggioranza vince e quindi la Sig.ra Merkel ed il suo paese dovrebbero adeguarsi a decisioni prese collegialmente e non imporre le proprie.

Diversamente ha fallito tutto il progetto Euro e si dovrebbe dar ragione alla Gran Bretagna che si rifiutò di aderirvi.

Ma se la perfida Albione ci ha preso, ecco che la Germania dovrebbe prenderne atto e tirarsi fuori, lasciando in pace greci, spagnoli, italiani ecc...

RR


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IL SOTTOSEGRETARIO ALL'ECONOMIA POLILLO VUOLE ELIMINARE UNA SETTIMANA DI FERIE PER I LAVORATORI

Altra boutade da parte di un esponente della compagine governativa di Mario Monti.

Il sottosegretario all'economia Polillo, ai margini di un convegno a Roma, ha dichiarato che lavorando una settimana in più all'anno, a parità di costo del lavoro, si accrescerebbe il PIL di 1 punto percentuale, ciò sarebbe giustificato dal fatto che per sostenere i consumi interni ricorriamo a prestiti esteri pari a 50 miliardi di euro all'anno e che questo gap andrebbe ridotto aumentando la capacità produttiva del paese.

Ma sta vaneggiando?

E quali sarebbero i comparti produttivi che beneficierebbero di tale espropriazione dell'ennesimo diritto acquisito dai lavoratori?

Ha mai lavorato davvero il Sig. Polillo in una azienda? O ha solo poggiato il suo di dietro su una delle tante poltrone dei consigli di amministrazione dove si parla tanto, ma di lavoro se ne conosce niente?

Le aziende oramai producono tanto quanto sono le ordinazioni che ricevono e quindi le ore lavorate tendono a coincidere con il necessario ed anzi è facile che ritardino le consegne proprio per beneficiare di riduzioni del personale che abbattono il conto economico.

Quindi cosa produrrebbero in più di quanto realizzano oggi?

Si rende conto questo signore che le maggiori aziende hanno trasferito la loro produzione in altri paesi, vedi Cina e paesi dell'EST.

Si rende conto che in comparti quali l'agricoltura vengono mandate al macero tonnellate di alimenti perchè siamo costretti a comprarli altrove? Che non si deve produrre più latte perchè altri paesi devono esportarlo?

Paesi più evoluti del nostro e tanto decantati da questo Governo per il loro rigore, vedi Germania, hanno ridotto le ore per aumentare i posti di lavoro, ed il nostro rappresentante cosa vuol fare? Eliminare una settimana di ferie così da permettere di aumentare ulteriormente il numero dei disoccupati già attestatosi nel mese di Maggio al 10,2 %.

Del resto si sa i soloni dell' economia poco avvezzi sono ad altre materie e soprattutto refrattari a conoscere gli studi di psicologia e sociologia.

E' assodato che il lavoratore per rendere al meglio deve partecipare al lavoro con serenità e partecipazione, ed a tal scopo deve essere anche fresco e riposato, da quì la nascita dello strumento delle ferie.

Paradossalmente, a differenza di ciò che pensa il sottosegretario, alcuni giorni in più di riposo aumenterebbero la produttività individuale.

Non ci bastavano Monti e la Fornero a portare alla disperazione il paese, ci mancava anche Polillo.

RR



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