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MARIO MONTI: CANDIDARMI SI – CANDIDARMI NO Una delle discussioni più in voga per il mondo politico al momento è l’opportunità che l’attuale premier Mario Monti si candidi alle prossime elezioni quale capolista di una cordata di partiti di centro se non anche trasversale.

Il premier, tenendo come sempre il piede in due scarpe, un po’ si dice possibilista ed un po’ nega di riproporsi nella prossima legislatura.

Innanzi tutto c’è un particolare, non proprio piccolo, che sfugge ai più.

Mario Monti è stato nominato Senatore a vita dall’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, perché dovrebbe quindi candidarsi? La sua poltrona è già assicurata, così come i lauti emolumenti che si porta dietro.

Inoltre a differenza di quello che dicono i sondaggi, ovviamente pilotati e gestiti da prezzolati personaggi che oramai inondano i mass-media, non pensiamo che sia così alto il gradimento dell’attuale primo ministro.

Nelle tabelle viene dato oltre il 50 % di gradimenti, ma provate a parlare con chiunque vi capiti vicino. Di qualsiasi estrazione sociale, dal dipendente, al professionista, al commerciante, al piccolo – medio imprenditore.

E’ sicuramente in questo momento l’uomo più odiato d’Italia, superando anche di molto il suo predecessore Silvio Berlusconi.

Mario Monti con le sue leggi, infarcite di tasse, anche quando non  c’entravano con l’argomento, vedi semplificazioni e semplificazioni bis, vedi spending review, ha massacrato la classe medio-piccola, ha aumentato a dismisura la disoccupazione, soprattutto giovanile (lavoreremo per i giovani disse al suo insediamento, oggi viene da pensare, sì per farli suicidare), ha creato una classe di quasi pensionati in pericolo di trovarsi senza lavoro e senza pensione, ha fatto chiudere una miriade di PMI, senza contare quelle in procinto di chiudere nel 2013, ha tolto la speranza a milioni di persone che non vedono il fondo del tunnel.

Contemporaneamente non ha toccato i ricchi producendogli poco più di un solletico, non si è azzardato minimamente a toccare la classe politica, vera e propria casta nel paese che, in cambio della vetrina internazionale che gli ha concesso, continua nel suo sporco depauperamento delle risorse del Paese.

In ultimo con la legge di stabilità attualmente in Parlamento, prende in giro il cittadino, propinandogli un minimo risparmio sull’IRPEF in cambio di un salasso enorme di tasse indirette, di una franchigia sulle detrazioni e deduzioni e di un tetto alle stesse.

Il ministro Grilli si dice basito, “ma come abbassiamo l’IRPEF e ci contestano anche questo?”

Proprio così caro Ministro, a differenza di voi tecnici i cittadini italiani sono in grado di fare i conti e si accorgono subito degli inganni da voi perpetrati ai loro danni.

Quindi Mario Monti non si candiderà, poiché in tal caso sarebbe un plebiscito contro la sua figura, invece aspetterà paziente che i partiti, una volta usciti con le ossa rotte dalle prossime elezioni politiche, lo chiamino per riformare un  Governo di unità nazionale, ovviamente solo per loro, per continuare a distruggere economicamente il popolo italiano.

Auguriamoci che questo non accada. Ma soprattutto diamoci da fare per evitarlo.


 


RR



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