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Nuovo affronto della Germania all'Italia e alle vittime dell'olocausto: non risarcirà le vittime del nazismo italiane. A pochi giorni dalla commemorazione delle vittime dell'olocausto, la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che le stragi naziste in Italia non verranno risarcite,  dando ragione alle richieste della Germania.
La motivazione della sentenza di questa mattina ha del paradossale: "L'Italia ha mancato di riconoscere l’immunità riconosciuta dal diritto internazionale" a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich.
Berlino aveva fatto ricorso contro la sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008 che aveva  condannato la Germania quale responsabile dello sterminio di 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio, in provincia di Arezzo, avvenuta il 29 giugno 1944 ad opera dei militari nazisti; in quella tragica  giornata furono massacrati indistintamente uomini, donne, bambini, anziani, compreso il parroco del paese, la sentenza blocca quindi il risarcimenti alle vittime richiesto dalla Cassazione.
La sentenza della Cassazione era stata considerata un "precedente storico", perché per la prima volta un paese aveva chiesto un risarcimento nei confronti della Germania,  per le vittime delle stragi naziste.
La lettura della sentenza letta dal  giudice giapponese Hisashi Owada,  è durata 80 minuti,  la Corte internazionale di giustizia ha accolto tutti i punti del  ricorso Tedesco che accusava  il  sistema giudiziario italiano di «venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell'immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale». La Corte dell'Aja ha poi ordinato all'Italia di prendere tutte le misure necessarie affinché le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano prive d'effetto e che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su simili casi.

Giulio Terzi di Sant'Agata, il nostro Ministro degli esteri ha detto di provare rispetto per la sentenza, ma  che continuerà a "ricercare una soluzione d’intesa" con la Germania.

Il docuvideo "I volti dell'olocausto"

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