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ART. 18: SPECCHIETTO PER ALLODOLE


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ART. 18: SPECCHIETTO PER ALLODOLE In definitiva cosa cambia?

Nel testo elaborato e presentato ieri dal Premier e dal Ministro del Lavoro, e dichiarato da Monti una "svolta storica", ci sono molte novità. Tutte a meno di una l'Art. 18.

Infatti confrontando come era e come è non si possono riscontrare grandi differenze. Infatti per motivi economici un lavoratore poteva già essere licenziato e sussistendo gli stessi non aveva diritto ne al reintegro ne ad un indennizzo. La differenza è che in caso di ricorso davanti ad un giudice, se questi accoglieva lo stesso, decideva per il reintegro ed era facoltà del lavoratore optare per un indennizzo sostitutivo. Con questa riproposizione il giudice, in caso di non comprovato motivo, riconosce un indennizzo e nel caso in cui la cosa sia chiaramente infondata il reintegro.

Non si colgono grosse differenze e da ciò si capisce il malumore di imprese e banche, le quali volevano la sola possibilità dell'indennizzo poichè male che andava il giudice li costringeva a pagare.

Inoltre, a differenza di quanto strombazzato dal Ministro del Lavoro durante tutta la trattativa che si sarebbero eliminate le differenze tra le imprese con più o meno di 15 dipendenti, per quest'ultimi nulla è cambiato, potranno continuare ad essere licenziati liberamente.

A questo punto la domanda sorge spontanea, dove volevano arrivare?

Semplice al graduale abbattimento degli ammortizzatori sociali, ossia abbattimento della cassa integrazione, eliminazione della mobilità, eliminazione della cassa integrazione straordinaria. Il tutto sostituito da una elemosina in caso di perdita del lavoro e, invenzione dell'ultima ora, da un fondo a carico delle imprese per i lavoratori over 58 anni che si trovassero in difficoltà a raggiungere l'età per la pensione della vecchiaia avendo perso il lavoro.

Alzando un polverone sull' art. 18 sono riusciti a colpire dove più gli interessava, il welfare. Del resto sono stati chiamati per mettere in ordine i conti ed il sostegno sociale ai lavoratori è una voce di spesa molto consistente.

Auguriamoci che servano le modifiche sui contratti di ingresso, anche se, a detta delle imprese, il non poter più sfruttare l'entra ed esci a costo quasi zero dei contratti di apprendistato le stesse si guarderanno bene dal fare assunzioni.

Insomma come sempre speriamo di sbagliarci, ma non si scorge un futuro molto roseo per il mondo del lavoro e tutto questo mentre i consumi diminuiscono, la produzione di conseguenza langue e le imprese chiudono lasciando a casa decine di migliaia di lavoratori.

RR

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