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In Siria il regime di Assad utilizza sistematicamente la tortura dei prigionieri.


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In Siria il regime di Assad utilizza sistematicamente la tortura dei prigionieri. Amnesty International, sulle pagine di "Volevo morire." parla con i sopravvissuti alle torture in Siria. Un anno dopo la rivolta iniziata contro El Asad, si scopre che le forze di sicurezza, l'esercito e gruppi di teppisti assunti dal governo, impiegano in maniera sistematica forme di torture e maltrattamenti contro i detenuti. L'ONG ha raccolto le testimonianze di decine di profughi che sono riusciti a lasciare il paese dal confine giordano. Di questi, 25 hanno subito trattamenti umilianti.

L'organizzazione Amnesty International denuncia che il regime siriano, durante i suoi interrogatori, utilizza almeno 30 diversi tipi di abusi e umiliazioni, separatamente o in combinazione.

La maggior parte dei rifugiati intervistati, ha subito aggressioni, pestaggi e frustate.

I contenuti del rapporto di AI coincidono con le affermazioni fatte da altre organizzazioni come Medici Senza Frontiere.

L'associazione denuncia l'incubo delle torture sistematiche vissuto dalle persone vittime degli arresti di massa.

"L'esperienza fatta dalle tante persone arrestate nel corso dell'ultimo anno è ora molto simile a quella fatta dai prigionieri sotto l'ex presidente Hafez al-Assad: un incubo di torture sistematiche. Le testimonianze che abbiamo ascoltato descrivono dall'interno un sistema di detenzione e interrogatori che, a un anno dall'inizio delle proteste, ha il principale obiettivo di degradare, umiliare e mettere a tacere col terrore le vittime"

queste le parole di Ann Harrison, vicedirettrice ad interim del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

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