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Bergamo, l'imprenditore sequestratore che doveva al Fisco "soltanto" mille euro.


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Bergamo, l'imprenditore sequestratore che doveva al Fisco Si era recato due volte alla sede dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia per chiedere spiegazioni sulle sue cartelle esattoriali e evidenziare i suoi problemi economici ma era stato solo maltrattato; questo è quanto raccontato agli inquirenti da Luigi Martinelli, il piccolo imprenditore che ieri ha fatto irruzione, armato con due pistole e un fucile a pompa, nella sede dell'Agenzia delle entrate tenendo in ostaggio un dipendente. Ora rischia otto anni di carcere.

Il procuratore di Bergamo Meroni nel corso di una conferenza stampa ha spiegato l'accaduto: "Dagli accertamenti seppur provvisori dell'Agenzia delle entrate sembrerebbe che avesse un debito non superiore ai mille euro", Martinelli è stato arrestato con l'accusa di sequestro di persona “e chiederemo la convalida dell'arresto. Solo dopo l'interrogatorio del gip potremo sapere meglio le cose. Dalle poche cose che la persona ha detto in modo informale sembrerebbe che si sia trattato di una protesta dimostrativa peraltro non oggettivamente giustificata"..."Il presidente del consiglio Mario Monti ieri aveva dato la disponibilità di parlare con l'uomo".

L'imprenditore avrebbe avuto, quindi, un debito di “appena” mille euro, una somma ritenuta esigua da molti, soprattutto da quei dipendenti pubblici che a fine mese, uno stipendio bene o male lo portano a casa e che dovrebbero ascoltare con più attenzione e rispetto tutti i cittadini, soprattutto i piccoli imprenditori tartassati dalla crisi e dallo stato, quei padri di famiglia che da mesi non riescono a darselo uno stipendio, nemmeno di cento euro, ma che devono far fronte, comunque a mille spese.

Sono numerose le segnalazioni che arrivano alla nostra redazione, da parte di cittadini stanchi dei soprusi della pubblica amministrazione, delle continue file che sono costretti a fare solo per avere risposte troppo spesso approssimative e inesatte, ci raccontano di continui pellegrinaggi tra uffici dislocati nei posti più disparati della città, delle intere giornate perse per ottenere nulla, degli uffici per invalidi civili situati ai piani alti senza ascensori.

Continuate segnalare i vostri casi scrivendo a: redazione@kayenna.net

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