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In Grecia cresce la protesta per le nuove "misure di austerità"


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In Grecia cresce la protesta per le nuove La protesta del popolo greco contro le "misure di austerità" diventa sempre più accesa, l'economia del Paese è al collasso, stime ottimistiche parlano di due cittadini su dieci sotto la soglia di povertà. Oggi il governo cercherà di far approvare 13,5 miliardi di taglio al bilancio fino al 2014, la misura sarà con molta probabilità approvata, a quel punto, qualcuno teme, il degenerare delle proteste. Nell'ultimo quinquennio il Pil della Grecia è sceso del 25%, la disoccupazione ha superato il 25%, nessuno dei politici osa più pronunciare la fatidica frase "il paese ha vissuto oltre le sue possibilità", le responsabilità in Grecia, come in Italia, sono tutte di una classe politica incapace di pensare al bene comune, arrogante e arroccata al potere.

La Grecia per il momento sciopera e protesta, i sindacati Adedy e Gsee, hanno fermato i trasporti pubblici e la pubblica amministrazione, ma la protesta è massiccia e totale.

Ieri le proteste nella piazza del Parlamento sono state durissime, gli scontri tra manifestanti e polizia sono durati per ore, con scambi di bottiglie incendiarie e lacrimogeni.

Il premier greco Samaras in Parlamento ha lanciato un drammatico ultimatum, la Grecia dovrà decidere tra Euro e Drachma, una scelta tutt'altro che facile.

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