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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012


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Si è chiusa la tornata elettorale delle amministrative che hanno interessato anche alcune grandi città, quali Genova, Parma, Palermo, L'Aquila, Verona, Taranto, Lecce e Cuneo.

Come sono andate?

In generale si è dimostrato che la popolazione italiana sopporta sempre meno i politici tradizionali. Checcè ne dica il Presidente della Repubblica, che nega un boom del Movimento cinque stelle di Beppe Grillo, i votanti hanno dato una indicazione molto chiara, ci si appresta ad appoggiare in tutta Italia un partito che presenta persone nuove, giovani e non cancrenizzate dalla politica nazionale. Per la prima volta il Movimento appoggiato dal comico genovese ha ottenuto una poltrona da sindaco seppure in un comune minore, un ballottaggio in un capoluogo di provincia, Parma e buoni piazzamenti negli altri tra cui Genova dove ha conteso il ballottaggio alla lista civica di Musso.

Come ne escono i partiti tradizionali?

Discretamente il PD che però è anche l'unico residuato della vecchia politica e che può ancora annoverare uno zoccolo duro di elettori fedeli.

Con le ossa rotte il Pdl che, nonostante l'interesse sempre più marginale di Silvio Berlusconi ne paga ancora gli eccessi e gli errori, la sensazione è che scemato il teatrino televisivo che ne aveva fatto le fortune, poco rimarrà.

La Lega viene punita per essersi dimostrata ne più ne meno degli altri partiti, del resto gridava Roma ladrona e nel frattempo stava seduta alla tavola imbandita. Non tragga in inganno la vittoria a Verona del sindaco uscente Tosi, si è votata la persona, che guarda caso era in ampio dissenso con i vertici del partito, tanto da essere minacciato di espulsione.

Nessun grande risultato per il centro.

La sensazione è che finalmente buona parte della popolazione si sia ribellata alla logica di potere che vuole vincenti sempre le solite lobby che pur di mantenere il potere e la ricchezza accumulati negano ogni minimo cambiamento al Paese condannandolo alla crisi ed alla mancanza di crescita e sviluppo.

Chissà che alle prossime elezioni politiche tanti di coloro che hanno dimostrato dissenso con l'astensionismo non trovino la voglia di esprimere il proprio parere appoggiando le liste che dimostreranno di voler rivoluzionare il paese cambiando e ringiovanendo i volti di chi ci deve rappresentare.

La speranza è l'ultima a morire.

RR

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