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Effetti collaterali del Zyprexa sarebbero obesità e diabete Oltre due milioni di persone al mondo assumono sistematicamente Olanzapina, un farmaco  immesso nel mercato nel 1996 con il nome commerciale di Zyprexa, Lo psicofarmaco neurolettico, è molto utilizzato in psichiatria, per i suoi pochi effetti collaterali; in realtà alcune inchieste partite dagli Stati Uniti racconterebbero un'altra verità fatta di gravissimi effetti collaterali, come quelli denunciati dall’Associazione per il Diabete Americana che ha bocciato lo Zyprexa perchè sarebbe il farmaco psichiatrico più a rischio in assoluto di causare il diabete.
La casa produttrice del farmaco Eli Lilly avrebbe negli anni cercato di occultare tutte le ricerche che dimostrano i danni causati dall’Olanzapina, questo per non rinunciare agli oltre 4 miliardi di dollari annui frutto della vendita di Zyprexa.
Secondo un articolo del New York Times del 2006, la "Eli Lilly” avrebbe condotto un decennale sforzo di minimizzare i rischi alla salute di Zyprexa, nascondendo centinaia di documenti interni e messaggi di posta elettronica noti al top management aziendale; questi dati si sono conosciuti grazie all'esito delle azioni legali condotte contro la Lilly. I documenti sono stati inviati ad una serie di giornalisti da un avvocato difensore di pazienti vittime del farmaco. La Eli Lilly ha presentato un ordine di protezione per fermare la diffusione dei documenti sullo Zyprexa sostenendo che essi, “non sono appropriati per il pubblico", chiedendo di far rimuovere gli stessi dai siti che li avevano esposti.
Il caso è tornato di forte attualità nei giorni scorsi anche in Italia, il farmaco incriminato verrebbe somministrato in dosi massicce a pazienti minori nell’ospedale di neuropsichiatria infantile di Roma di Via Sabelli. La denuncia dell’uso-abuso del farmaco è stata fatta dal prof. Giulio Bigotti, medico chirurgo specialista in anatomia patologica ed oncologia nonché docente di anatomia ed istologia patologica all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove attualmente presta la sua opera professionale, ai margini di una storia incredibile nella quale è rimasta vittima una  minorenne, ricoverata in ospedale psichiatrico per un supposto ed indimostrato tentativo di suicidio. La Magistratura, ha aperto un fascicolo di inchiesta per far luce sulla vicenda, la denuncia penale del prof. Giulio Bigotti è seguita dall’avv. Domenico Stamato.
Sulla delicata questione, è intervenuto anche il Presidente del Movimento “Italia Garantista” Pier Paolo Zaccai che ha chiesto un’attenta verifica dei casi del ricorso al farmaco e preannunciato una serie di interrogazioni parlamentari ed alla Regione Lazio circa le modalità denunciate di somministrazione farmaco incriminato.
L’On. Pier Paolo Zaccai, afferma: “ In questi casi, più che mai, la politica deve riappropriarsi del proprio ruolo e chiedere la verifica dei livelli di prestazione sanitaria erogati dalle strutture psichiatriche dedicate ai minori nella Regione Lazio ed in tutto il territorio nazionale dal Servizio Sanitario Nazionale e di verificare, inoltre, le effettive modalità di somministrazione di psicofarmaci a carico di minori, e, in particolare, l’entità dell’uso (in percentuale) sui pazienti ricoverati e la quantità media, su di essi somministrata, del temibile Zyprexa. Inoltre, si deve procedere alla verifica del rispetto da parte dei sanitari di una corretta informazione (consenso informato) ai genitori sul tipo di farmaco somministrato ai propri figli e, soprattutto, sullo Zyprexa e se sia effettivamente possibile, in tempi ristrettissimi, il cambiamento delle condizioni psicofisiche di un paziente da sano a “psicotico” come appare sia accaduto nel caso in esame.
"Preannuncio, sin d’ora, una interrogazione parlamentare al Ministro della Salute in quanto ritengo che il problema rivesta interesse nazionale; inoltre chiederò idonee risposte al Presidente della Regione Lazio Renata Polverini sul funzionamento degli Ospedali laziali di neuropsichiatria infantile e sull’uso che in essi si fa del temibile psicofarmaco “Zyprexa” - conclude Zaccai – oltreché dei costi sostenuti dal S.S.N. per la sua somministrazione.
Assai grave sarebbe scoprire, ad esempio, il ricorso ad un uso improprio di denaro pubblico per l’acquisto, in un momento di evidenti tagli alla spesa sanitaria, di un farmaco, dal costo elevato, definito “killer” dal New York Times per somministrarlo a minori rispetto ai quali è assolutamente controindicato l’uso.”

MG

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