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MONTI ED IL POSTO FISSO


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Mario Monti e il posto fisso Durante la trasmissione televisiva Matrix il premier in pectore Mario Monti ha definito il posto fisso noioso.

Lasciando perdere facili risposte a questa affermazione quali "lo vada a dire ai precari ed ai disoccupati" si pùò considerare che in una società come la nostra, con livelli occupazionali scadenti e sempre più difficoltà a trovare un lavoro il posto fisso è una garanzia di sopravvivenza, notare non per il singolo, ma per tutta la sua cerchia familiare.

Diverso è il discorso se lo si valuta dal punto di vista della varietà del lavoro e della volontà di migliorarsi e di competere.

Dal 1950 ai primi anni '80, in pieno sviluppo economico, l'offerta di lavoro era ai massimi e creava quindi grandi opportunità per chi aveva voglia di cimentarsi in cambiamenti e crescita professionale. Ad un operaio specializzato capitavano diverse opportunità e poteva permettersi di scegliere condizioni migliori spostandosi tra diverse fabbriche. Per un giovane che si avviava al lavoro spesso bastava un titolo di studio ottenuto con un buon profitto per essere al centro dell'attenzione di più aziende e quindi valutare la soluzione migliore per il proprio futuro.

Ovviamente, come in ogni epoca, c'erano anche coloro che una volta piazzati in un posto a tempo indeterminato, tiravano i remi in barca e vivacchiavano sino al raggiungimento della pensione di anzianità.

Dai primi anni novanta la situazione si è capovolta. Sempre meno opportunità di lavoro, aziende ad inventare crisi e necessità di riorganizzazione onde diminuire il personale, maggior numero di disoccupati.

Cosa è successo? Semplice gli imprenditori di una volta vedevano come primaria la produzione dei beni da vendere e lavoravano su quantità e qualità degli stessi, aumentandone il numero e quindi espandendo le proprie imprese.

Dopo sono arrivati i finanzieri, ossia coloro che depauperano il patrimonio delle aziende e le riducono al minimo della sopravvivenza se non al fallimento onde arricchire se stessi ed i maggiori azionisti, quasi sempre banche ed assicurazioni.

Quindi l'offerta di lavoro si è ridotta drasticamente e la possibilità per i lavoratori di cambiare è quasi scomparsa.

E' chiaro che con un tale scenario pensare che i lavoratori debbano pensare di cambiare continuamente attività diventa improponibile.

Inoltre per l'ennesima volta le parole di un esponente governativo hanno cercato di creare una guerra tra poveri, ossia tra chi ha precarietà e difficoltà nel trovare un lavoro e chi invece una occupazione ce l'ha.

Smettetela di portare l'attenzione su falsi problemi. Create posti di lavoro per tutti. Quando ci sarà ricchezza di opportunità, la mobilità verrà da sola perchè chi si sente stretto ed annoiato nel suo ruolo potrà provare l'ebbrezza del cambiamento. Ma sino a che la situazione del nostro Paese sarà quella attuale, caro Monti, la smetta di fare uscite fuori luogo e si rimbocchi le maniche per risolvere seriamente il problema dell'occupazione, non colpendo chi lavora, ma creando i presupposti per l'eliminazione della precarietà e la crescita occupazionale.

Meno parole e più fatti.

RR

Marco Travaglio: professori del governo carenti nella logica (2 febbraio 2012)

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